ME AND MY HELMET – Chi ben comincia…

Pubblicato 12/10/08 11:26 da Fabrizio Corgnati 6 commenti

La prima puntata della rubrica di Fabrizio Corgnati sui Gran Premi di Formula 1, intitolata “Me and my helmet”, è dedicata alle numerose penalizzazioni che hanno colpito il GP del Fuji, ancora una volta rovinando lo spettacolo in pista.
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La cronaca della gara
La classifica di campionato
Le foto della gara
ULTIM’ORA – Bourdais [...]

_26y1694-422race.jpgLa prima puntata della rubrica di Fabrizio Corgnati sui Gran Premi di Formula 1, intitolata “Me and my helmet”, è dedicata alle numerose penalizzazioni che hanno colpito il GP del Fuji, ancora una volta rovinando lo spettacolo in pista.

Testo Risultati
Testo La cronaca della gara
Testo La classifica di campionato
Foto Le foto della gara
Testo ULTIM’ORA – Bourdais penalizzato, Massa a -5
Testo LA GIORNATA – Fuji, domenica: Alonso, ancora tu?!

di Fabrizio Corgnati

…è a metà dell’opera, come diceva quello. Il che vale sia per questa mia rubrica che esordisce quest’oggi (vediamo chi coglierà il riferimento presente nel titolo “Me and my helmet”), con l’intenzione di raccogliere alcune delle mie libere farneticazioni sulle gare, sia per l’odierno Gran Premio del Fuji dove, ancora una volta, decisiva è stata la partenza. Non che il resto della corsa abbia deluso, anzi: una volta tanto la levataccia a cui noi (che siamo rimasti in Italia) siamo stati costretti non si è conclusa con il consueto abbiocco post-gara ma con qualche piacevole scarica di adrenalina. Ma, almeno dal punto di vista della lotta per il campionato, il lungo di Hamilton al via, con conseguente penalizzazione, ha chiuso i giochi, almeno per questo round, a favore di Felipe Massa. Il quale, va detto, in Giappone ha davvero corso in modo aggressivo e convincente, come i suoi tifosi lo vorrebbero sempre vedere.

Purtroppo, ancora una volta un elemento esterno alle corse ci ha impedito di godere appieno dello spettacolo che si consumava in pista, e mi riferisco proprio alla pioggia di penalizzazioni che (forse per compensare l’assenza della pioggia vera e propria che aveva caratterizzato la corsa nipponica un anno fa) ha inondato anche questo Gran Premio. Non è certo la prima volta, quest’anno, ma chi scrive non riesce proprio a farci l’abitudine. Come si può lamentarsi dell’assenza di sorpassi quando appena si tenta una manovra si rischia di finire nel mirino dei commissari? Stavolta, l’operato del collegio giudicante è stato un capolavoro di correttezza politica: un colpo al cerchio (Hamilton) e uno alla botte (Massa). Come a dire, visto che siamo abituati a giudicare in maniera incoerente episodi simili, tanto vale giudicare allo stesso modo episodi diversi.

Dopo la gara, a coronare il tutto, è giunta anche la penalizzazione ritardata a Sebastien Bourdais, che ha regalato a Massa un ulteriore punticino, facendo battere il petto a tutti gli anti-ferraristi, che hanno iniziato a urlare al Mondiale assegnato a tavolino al brasiliano. Io non la penso così. Non credo, come molti, che la Ferrari abbia un peso più marcato dei propri rivali nei confronti della FIA. Credo piuttosto che il grado di incompetenza della Federazione sia elevatissimo. Credo che la mancanza di regole precise e di una direzione di gara uniforme stia falsando un altro Campionato del Mondo. Gli esempi sono numerosissimi e sono andati a discapito di entrambe le parti in causa. Ma soprattutto, sono andati a discapito di noi, appassionati di automobilismo.

Oggi, come del resto a Spa, non ritengo di aver visto alcun episodio che meritasse di essere punito con una penalizzazione. Alcune manovre al limite, certo, ma è proprio di questo che sono fatte le corse. Ed è proprio questo che fanno i campioni, da che esiste l’epoca moderna delle corse. Senna, Prost, Mansell, Piquet (padre), Schumacher, Alonso, Hamilton si sono tutti resi protagonisti di situazioni controverse, talvolta apertamente fuori dalle regole. Fatti come questi sono sempre accaduti, con una differenza: una volta, i commissari lasciavano correre; ultimamente, invece, queste situazioni hanno iniziato a dar origine a penalizzazioni a raffica. L’opinione del sottoscritto è che vadano puniti solo quegli episodi apertamente identificabili come deliberati e non i semplici errori. Del resto, queste penalità non hanno l’effetto di migliorare nè la sicurezza nè l’equità delle corse (nè tantomeno lo spettacolo). Qual è il punto, dunque?

Nell’indole di ogni campione c’è anche quella dose di grinta, di aggressività, di spirito di competizione che lo porta a superare il limite, non solo nelle proprie prestazioni. Ed è questa indole che ci ha permesso, nel corso degli anni, di assistere a pagine storiche di questo sport, che verranno ricordate per sempre. Questi anni rischiano invece di essere ricordati per ciò che accade negli stanzini bui della direzione gara, spesso oscurando le imprese in pista di cotanti campioni. Alla Federazione diciamo una sola cosa: basta! Noi appassionati vogliamo vedere corse eque ma combattute fino all’ultimo centimetro di tracciato (a volte anche fuori). Vogliamo vedere spettacolo e competizione, vogliamo vedere sport, non carte bollate. E soprattutto, vogliamo che ad avere l’ultima parola non siano i commissari, ma l’unico, vero giudice che dovrebbe esistere nell’automobilismo. La pista.

Fabrizio Corgnati





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