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Il futuro delle corse prospettato da ACO (capitolo 1)

Pubblicato 18/09/08 14:23 da Giacomo Sgarbossa 9 commenti

Il regolamento ACO per il prossimo biennio sarà la base per la grande rivoluzione stabilita per il 2011. Non è per niente utopica l’idea di un futuro che vedrà il modo dei prototipi destinato ad un’epoca d’oro, capace di attirare l’interesse dei grandi costruttori, attirati dalla voglia di innovare il settore automobilistico con nuove tecnologie [...]

MOTORSPORT - LE MANS SERIES 2008 - SILVERSTONE 1000KM (GBR) 12/09 TO 14/09/2008 - PHOTO : FREDERIC LE FLOC H / DPPI  LUC ALPHAND (FRA) - GUILLAUME MOREAU (FRA) - PATRICE GOUESLARD (FRA) / CORVETTE C6R N°72 TEAM LUC ALPHAND AVENTURES / ACTIONIl regolamento ACO per il prossimo biennio sarà la base per la grande rivoluzione stabilita per il 2011. Non è per niente utopica l’idea di un futuro che vedrà il modo dei prototipi destinato ad un’epoca d’oro, capace di attirare l’interesse dei grandi costruttori, attirati dalla voglia di innovare il settore automobilistico con nuove tecnologie da riportare sulle vetture in serie.

TestoViaggio alla scoperta della 908 hy
TestoL’attuale regolamento tecnico (ing)

MILANO – Con questo importante dossier diviso in tre uscite vogliamo fare luce su i punti cardine emersi durante l’assemblea di sabato.

Innanzitutto bisogna fare luce su chi si occuperà dell’aspetto tecnico del regolamento. Spicca in tal senso il nome di Gordon Murray, già alle dipendenze di ACO dal 2005, e quello di Bernard Dudot, che si occuperà invece della parte meccanica.


Gli obbiettivi principali sono quattro:

1) Equità delle prestazioni

2) Sicurezza

3) Riduzione dei costi

4) Sviluppo

Andiamo ora ad analizzare singolarmente gli obbiettivi del prossimo biennio:

1) Guardando con attenzione i risultati del 2008 non è un mistero il fatto che i motori diesel e benzina siano separati fra loro da un abisso. Secondo Audi e Peugeot si tratta comunque di un successo ottenuto grazie all’impegno, sostenendo che un eventuale aggiustamento del regolamento a vantaggio dei motori a benzina sarebbe un modo per agevolare il compito di Porsche, che grazie ad un regolamento LMP2 più flessibile potrebbe annientare la concorrenza dei prototipi diesel nelle gare di lunga durata, come accade regolarmente in ALMS, dove il regolamento è volto ad annientare drasticamente le prestazioni delle LMP1 diesel. Per questo motivo un altro dato importante da riportare è il fatto che si, le prestazioni fra diesel e benzina saranno equalizzate all’interno della classe LMP1, ma al contrario le prestazioni fra P1 e P2 saranno nettamente differenti, con la classe LMP2 che diventerebbe insieme alla GT2 una categoria iper- economica. Lo scenario più plausibile è infatti quello che vedrà coinvolti tutti i più grandi costruttori in LMP1, mentre la LMP2 sarà un grosso crogiuolo di Team privati, in grado di competere fra loro senza essere disturbati da strutture a budjet illimitato.

2) Non parliamo di “voli”, perché tanto quelli nel mondo dei prototipi ci saranno sempre, perché quando si corre con superfici così ampie basta un niente per decollare. Il vero problema sono le velocità che stanno raggiungendo i prototipi, che senza restrizioni e grazie alla tecnologia ibrida potrebbero tornare a raggiungere velocità stratosferiche in rettilineo. Le velocità verranno quindi ridotte e altrettanto verrà fatto per le vetture GT, giusto da evitare che vetture LMP2 vengano sopraffatte dalle Gran Turismo.

3) La riduzione dei costi è un tema che sta a cuore a qualsiasi organizzatore. Non è un mistero che l’ingresso di molti costruttori comporterà un imponente dispendio di energie finanziarie, ma è altrettanto vero il fatto che ACO non vuole eliminare la possibilità a Team privati di mettersi in concorrenza con i costruttori, perciò verranno limitati i treni di gomme a servizio dei Team, i pacchetti carrozzeria- motore saranno gli stessi per il 2009 e 2010, la LMP2 vedrà l’arrivo dei motori di serie e infine i propulsori dovranno essere usati nell’arco di più gare.

4) Grande attenzione per l’aspetto ecologico, dato che l’endurance è un tipo di disciplina che vede impegnate le vetture per un arco di tempo molto ampio, con il conseguente aumento delle immissioni di CO2. Per questo i motori diesel dovranno usare carburanti bio di seconda generazione. Inoltre si cercherà di rendere più silenziose le vetture e di permettere alle vetture di poter fare affidamento su pneumatici sempre più duri.

Nel prossimo capitolo spiegheremo cosa ci sarà da aspettarsi per il 2011, un anno che a quanto parte potrebbe portare con se importanti stravolgimenti nella categoria.

Giacomo Sgarbossa





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