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Inside NASCAR – Ma la NASCAR che cosa è? (puntata 1)

Pubblicato 16/10/08 10:27 da Andrea Giachè 6 commenti

In esclusiva su 422race.com arriva Inside NASCAR, una nuova rubrica che aiuterà tutti gli appassionati, e quelli che ancora non lo sono, a conoscere il lontano e sconosciuto mondo delle stock car. Ogni settimana, Andrea Giachè si concentrerà su un argomento diverso, che potrete scegliere anche voi. Inviando e-mail all’indirizzo andrea.giache (at) hotmail.it potrete infatti [...]

2008 LMS: partenzaIn esclusiva su 422race.com arriva Inside NASCAR, una nuova rubrica che aiuterà tutti gli appassionati, e quelli che ancora non lo sono, a conoscere il lontano e sconosciuto mondo delle stock car. Ogni settimana, Andrea Giachè si concentrerà su un argomento diverso, che potrete scegliere anche voi. Inviando e-mail all’indirizzo andrea.giache (at) hotmail.it potrete infatti proporre nuovi argomenti, così come chiedere delucidazioni su qualcosa che non avete ben capito.

MILANO – Tutti credono di sapere cosa è la NASCAR. “Ma sì è quel campionato americano con quelle macchine grosse e lente che girano sempre in tondo.” Tuttavia questa è la definizione che potrebbe dare uno che non ha la più pallida idea di cosa sia la NASCAR. Ciò che cerchiamo di fare oggi, in questa prima puntata di Inside NASCAR, è spiegare proprio di cosa stiamo parlando, partendo dalle basi, che purtroppo in Italia non sono mai state nemmeno prese in considerazione.

Ma la NASCAR che cosa è?

E’ un campionato? Non proprio. Già il nome dovrebbe far intuire di cosa stiamo parlando: nata il 21 Febbraio 1948, la “National Association for Stock Car Auto Racing” è la più grande organizzazione delle gare stock car negli Stati Uniti (e ovviamente anche mondiale). Al contrario di quanto accade in Europa, i campionati americani prendono direttamente il nome dell’associazione che li possiede: da noi la Formula 1 è controllata dalla FIA, ma la serie viene riconosciuta con il solo nome di Formula 1, mentre negli USA, la gente comune riconosce la Sprint Cup, i top fuel, i Daytona Prototype come NASCAR, NHRA, Grand Am.

La NASCAR può essere considerata come la FIA, anche se quest’ultima è decisamente più grande e più potente. Addirittura la FIA tende a considerare la NASCAR come solo un “club”. Tra le due organizzazioni c’è una sorta di liaison, grazie all’ACCUS (Automobile Competition Committee of the United States), ovvero l’autorità sportiva nazionale della FIA per gli Stati Uniti. Il suo compito è quello di tener vicini i propri “membri club” (appunto NASCAR, Grand Am, IRL, IMSA, NHRA, USAC e SCCA) con la Federazione Internazionale dell’Automobile, tramite la stesura congiunta dei calendari, preparazione di licenze, autorizzazioni, omologazioni e certificazioni. L’unione non vale per i regolamenti, che sono diversificati da organizzazione a organizzazione.

Cosa fa la NASCAR?

La NASCAR gestisce campionati a livello nazionale, regionale e anche locale. Le serie più note sono la Sprint Cup Series (la categoria regina), la Nationwide Series (una sorta di serie B, ma vedremo che è molto di più) e la Craftsman Truck Series (i pick up). Meno famose sono invece la Camping World, che ha le divisioni Est e Ovest, la Whelen Modified Tour e la Whelen All-American Series.

A partire dal 2007, la NASCAR è andata oltre i confini statunitensi, sbarcando in Canada e in Messico, comprando due ex-campionati esistenti e rinominandoli NASCAR Canadian Tire Series e NASCAR Corona Series: nelle due nazioni sono serie di enorme successo.

Dove opera?

Dal momento che il Daytona International Speedway è il circuito icona per questo sport, la NASCAR ha deciso di avere il proprio quartier generale a Daytona Beach, in Florida. Tuttavia la zona che dagli addetti ai lavori viene considerata come la vera casa è quella che si snoda attorno al Lowe’s Motor Speedway: in North Carolina, dunque, tra le città di Charlotte, Concord, Mooresville e Conover. Il motivo è che la maggior parte dei team hanno sede proprio in queste quattro città.

Un altro importante ufficio si trova a New York City, città in cui viene premiato il campione Sprint Cup alla fine di ogni stagione. Per quanto riguarda Messico e Canada, invece, bisogna arrivare fino a Mexico City e Toronto.

Per quanto riguarda l’attività sportiva, oltre che quella amministrativa, la NASCAR nasce come sport improntato verso il sudest degli USA, ma cresce fino ad interessare anche il nord, come gli stati del Michigan o dell’Indiana, diventando di fatto il secondo sport televisivamente più popolare della nazione, e quello più seguito dal vivo.

NASCAR e ARCA

Capiterà molto spesso che voi sentirete il nome ARCA. Forse è già accaduto, e accadrà ancora grazie a 422race. Ma è un campionato che fa parte della NASCAR, o è una cosa a se stante? L’Automobile Racing Club of America è un’altra organizzazione americana delle gare stock car, che organizza vari campionati, tra cui la “RE/MAX Series”, ovvero una serie con vetture simili a quelle della Sprint Cup, ora quelle della Nationwide in realtà, ma che ufficialmente non ha nulla a che vedere con la NASCAR.

L’ARCA RE/MAX Series viene considerata una serie di sviluppo per i giovani piloti, che corrono con team famosi (Penske, Roush, DEI schierano delle vetture), e può essere inserita sotto la Nationwide Series, parallelamente alla Craftsman Truck Series (ovviamente si può decidere di passare dall’ARCA alla Nationwide o dall’ARCA ai Truck).

E’ vero che le due organizzazioni sono diverse, però è chiaro che sono estremamente unite, in quanto si occupano dello stesso sport. Team e piloti passano sono gli stessi, così come le piste, e le date nel calendario.

Con cosa si corre?

O per meglio dire, “che cosa è una stock car”? Inizialmente il termine si riferiva a quelle automobili che non erano state modificate rispetto alla configurazione originale. Nel senso che un pilota poteva uscire dal concessionario con una nuova Oldsmobile 88, guidare fino alla spiaggia di Daytona Beach, e con la stessa vettura fare la gara.

Oggi, tradurre “stock car” con “auto di produzione di serie” è totalmente errato. Il termine si è evoluto nel corso del tempo, soprattutto a causa dell’uso che ne è stato fatto in NASCAR. Un uso sbagliato, perché le auto sono cambiate e sono diventate veri e propri prototipi. Di norma devono prendere spunto da un’auto attualmente in produzione, ma in realtà si tratta del solo “nome” e della forma della carrozzeria… sul muso.

Nel 2007, in Sprint Cup sono state introdotte le cosiddette Caro of Tomorrow, una nuova tipologia di stock car studiata per rendere lo sport più sicuro, non danneggiando però lo spettacolo e la competitività. Chevrolet, Ford, Dodge e Toyota sono le marche presenti con i modelli Impala SS, Fusion, Charger e Camry. In Nationwide Series usano invece si utilizzano i vecchi telai Sprint Cup, con i modelli Montecarlo SS, Fusion, Charger e Camry. Nella categoria dedicata ai pick cup abbiamo invece Silverado, F-150, Ram e Avenger.

Andrea Giachè





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