Intervista esclusiva ad Andrea Piccini

Pubblicato 19/12/08 04:21 da Giacomo Sgarbossa

Racing Box ha scelto il meglio per il 2009: una macchina più che competitiva come la Lola Coupe, gomme Michelin e un organico di piloti semplicemente eccezionale. Fra questi ci sarà anche Andrea Piccini, con il quale 422race.com ha avuto modo di dibattere rigardo ciò che è stato il 2008 e quello che sarà il [...]

a_piccini_f430_2008_7_resize.jpgRacing Box ha scelto il meglio per il 2009: una macchina più che competitiva come la Lola Coupe, gomme Michelin e un organico di piloti semplicemente eccezionale. Fra questi ci sarà anche Andrea Piccini, con il quale 422race.com ha avuto modo di dibattere rigardo ciò che è stato il 2008 e quello che sarà il 2009 sia per lui che per il mondo dell’endurance in generale.

Testo Prodrive in crisi. Dopo Subaru pure Aston Martin a rischio?
Testo Saulnier - Mazda: affare fatto!
Testo ESCLUSIVO - Racing Box: Fuori Geri, dentro Giacomo Piccini
Testo Bobbi, Piccini ed Hezemans con Racing Box
Testo Quesnel: “Farò di tutto per migliorare i risultati del 2008″
Testo Rollcentre difficilmente ci sarà nel 2009
Testo Luc Alphand passa al FIA GT
Testo Audi conferma che non ci saranno ripensamenti
Testo Meno corse anche per Peugeot?

MILANO - Da poche ore Andrea Piccini è diventato ufficialmente pilota Racing Box nella stagione della LMS 2009. Noi di 422race.com abbiamo così raccolto a caldo le sue aspettative sulla prossima annata e fatto un veloce bilanco su ciò che è stato il 2008.

andrea_aston_le_mans_2008_12_resize.jpg Andrea, sei alla vigilia di una nuova avventura in un campionato tutto nuovo per te. Cosa ne pensi di questa Le Mans Series?

Sarà interessante confrontarsi in piste contro altri prototipi. Era un campionato partito un po’ in sordina ma adesso è quello più in salute.

Strano per un settore in crisi come quello delle corse, dove fra cambi di regolamento e crisi economica adesso la situazione è molto difficile. Per te a cosa è dovuta questa “salute”?

Prendiamo il confronto con un campionato come il FIA GT, una serie che ha perso alcune squadre storiche negli ultimi anni a causa dei regolamenti. Una gara di 6 ore permette a gentleman di garreggiare e ben figurare. In due ore invece devi avere sempre la squadra ed i piloti al top per vincere e di conseguenza tanti piloti col budget devono andare a correre in LMS perchè un team in FIA GT se vuole vincere deve avere due piloti professionisti…e per averli deve pagarli. Chiudere il bilancio in questa maniera è molto difficile, mentre se si ha fra le file anche solo un gentleman driver le cose diventano molto più semplici.

Il prossimo anno Racing Box ha messo in piedi una squadra di primo livello. Vi toccherà lottare per il titolo quindi…

La macchina non la conosco perché non ho mai guidato un prototipo. Ho provato la Lucchini ma so che è distante anni luce dalla Lola, che comunque lo scorso anno si è dimostrata molto competitiva. Ci sarà forse una sola Porsche, quella di Horag, perciò credo che potremo puntare al successo, visto che avrò dei campagni esperti e veloci al mio fianco. Nei rapporti col team invece ci stiamo conoscendo, ho visto che ci stanno mettendo molto impegno e se hanno deciso di puntare il prossimo anno su un unico campionato ciò significa che concentreranno qui tutte le loro forze.

a-piccini.jpgCorrerai per loro anche a Le Mans?

Diciamo che molto probabilmente correrò con Racing Box anche a Le Mans, fa parte del loro programma ma sto aspettando che Aston mi dia ulteriori informazione su ciò che hanno in mente di fare il prossimo giugno, visto che anche loro hanno intenzione di centrarsi sui prototipi, ma è anche vero che Prodrive non è messa benissimo ed il ritiro di Subaru dal WRC ne è la prova. Vedrò cosa fare ma prenderò una decisione alla svelta perchè Racing Box vuole una risposta subito.

Non scordiamo poi che il prossimo anno avrai come compagno di team tuo fratello Giacomo. Sarà il primo dei rivali o il primo degli alleati?

E’ sempre metà e metà. Dovremo lavorare con armonia, condividere le scelte all’interno del team e lottare in pista per fare meglio degli altri. Lui per me sarà un avversario come altri piloti…se non di più, perché non mi può dire delle bugie - ironizza Andrea -, visto che viviamo sotto lo stesso tetto.

E oltre a Le Mans e Le Mans Series, bolle altro in pentola?

Valuterò diversi campionati e sto trattando con diverse squadre. C’è la possibilità di fare il GT Open o il campionato italiano. Non è da escludere nemmeno un mio impiego nei nuovi programmi di Mik Corse, visto che mio fratello è da diverso tempo legato a loro e anche se non farò il FIA GT comunque correrò a Spa.

Xavier Pompidou, pilota del Team Sebah, già impegnato quest’anno con la Lola Coupè ha riderito a noi di 422race.com che la sfida per il prossimo anno sarà molto bella, ma allo stesso tempo si sentono avvantaggiati perchè la Lola richiede molto tempo per essere capita a pieno.

Non mi aspetto di mettere tutti in riga fin da subito. Le sfide vanno accettate con tanta voglia di fare ma al tempo stesso bisogna affrontarle con estrema umiltà. Passare da una macchina all’altra non è facile e perciò faremo tanti test per presentarci al meglio. Le vetture arriveranno a fine gennaio, ci lavoreremo e poi vedremo chi ha ragione. Sarà importante poi per noi lavorare come una vera squadra in modo da finalizzare il lavoro nella maniera più rapida possibile.

Tu poi guiderai per la prima volta un prototipo e alle spalle hai solamente un test con un Lucchini effettuato a Vallelunga due mesi fa. Come ti sei trovato alla guida di questo tipo di vettura?

In quella occasione ho fatto solo una ventina di giri, quindi non è che ho potuto lavorarci sopra tantissimo. Sinceramente non mi sono trovato benissimo, anche perché la Lucchini è una macchina senza servosterzo, quindi molto difficile, e non sono riuscito così a trovare il giusto feeling col mezzo. La Lola invece dovrebbe essere più leggera e precisa sull’anteriore perciò lei sono sicuro che mi darà un’idea migliore di cosa significhi guidare una LMP2. Vedremo.

Esiste quindi per te effettivamente una classe dove sia più facile adattarsi o piuttosto è una cosa psicologica, che dipende unicamente dal pilota?

Secondo me la cosa è soggettiva. Io passando da Maserati ad Aston Martin ho avuto delle difficoltà, perché la MC12 è molto più simile ad un prototipo, mentre nel passaggio dalla 550 alla DBR9 mi sembrava di guidare la stessa macchina. Secondo me perciò dipende dalla tipologia della macchina, sei tu che devi riuscire a capirla. Porsche ad esempio è molto morbida, si muove tanto e se non la guidi di forza non riesci a guidarla, mentre con una Ferrari devi essere preciso e pulito sempre. Io mi ritengo uno di quei piloti che quando cambia vettura ha bisogno di tempo per prenderci confidenza.

MOTORSPORT - GT FIA 2008 - 24 HOURS OF SPA (BEL) 30/07 TO 03/08/2008 - PHOTO : JEAN MICHEL LE MEUR / DPPI Hai parlato di Ferrari. Lo scorso anno hai corso per loro la seconda parte di campionato, tu come ti sei trovato su quella vettura?

E’ stato facile per me adattarmi alla F430 e i risultati che ho ottenuto ne sono la prova. Non mi è rimasta tuttavia un’idea di ciò che potevo fare con la gomma morbida, semplicemente perchè quando sono arrivato io la stagione era già iniziata da tempo e le qualifiche le facevano fare al mio compagno Mullen.

Prima di quella parentesi invece c’è stata l’esperienza non troppo esaltante con R-Bimmo.

Quella era una cosa venuta fuori all’ultimo momento perchè scegliendo Aston Martin per correre la 24 ore di Le Mans non potevo dedicarmi ad un campionato intero con il Playteam, che mi aveva proposto di fare il GT Open. Aston mi aveva messo sul piatto una cosa che capita poche volte, soprattutto per un pilota italiano, così ho deciso di partecipare ad un’unica gara, confinando tutti gli altri impegni come programmi di ripiego. L’ esperienza con R-Bimmo era così nata sull’idea di ripresentarsi nel 2009 con una struttura ed un team valido, ma poi ho visto che i risultati non arrivavano e ho deciso di andarmene.

Giacomo Sgarbossa

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