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Johnson già campione? Kulwicki ci insegna che non è così…

Pubblicato 24/10/08 01:47 da Andrea Giachè

La storia della NASCAR insegna che, anche con un notevole svantaggio dal leader di campionato, si può sempre sperare in una rimonta nelle ultime quattro gare della stagione. Andiamo dunque a scoprire cosa è accaduto nel campionato Winston Cup 1992.
La classifica di campionato

MILANO – Il campionato NASCAR Sprint Cup 2008 è indiscutibilmente nelle mani [...]

alan_kulwick-1992.jpgLa storia della NASCAR insegna che, anche con un notevole svantaggio dal leader di campionato, si può sempre sperare in una rimonta nelle ultime quattro gare della stagione. Andiamo dunque a scoprire cosa è accaduto nel campionato Winston Cup 1992.

Testo La classifica di campionato

MILANO – Il campionato NASCAR Sprint Cup 2008 è indiscutibilmente nelle mani di Jimmie Johnson. Greg Biffle e Jeff Burton, secondi e terzi rispettivamente, non possono fare altro che aspettare la conferma definitiva, ovvero che la fredda matematica chiuda ufficialmente tutti i giochi. 149 punti sono impossibili da recuperare: o forse no? C’è qualcosa che Biffle e Burton possono ancora fare: affidarsi ai corsi e ricorsi storici.

Dobbiamo tornare indietro al 1992: Bill Elliott stava dominando la stagione ed era in rotta verso la seconda Cup della carriera, dopo quella conquistata nel 1988. A cinque gare dalla fine, dopo l’evento a North Wilkensboro, Elliott aveva un vantaggio di 67 punti su Davey Allison e di 144 su quello che poche settimane dopo avrebbe in realtà festeggiato il titolo: Alan Kulwicki.

Il pilota dalle origini polacche non vinse nessuna delle 4 gare rimanenti: a Charlotte arrivò secondo dietro a Mark Martin, portandosi a meno 47 punti, grazie al ritiro di Elliott per la rottura della barra antirollio. Addirittura dopo Rockingham era riprecipitato indietro, accusando un ritardo di 85 punti; a Phoenix la svolta: Allison passa al comando, Kulwicki lo segue a 30 lunghezze di distanza, e Elliott 10 ancora più dietro.

Arriva Atlanta. Un’Atlanta diversa da come la conosciamo: non ha la quinta curva che la rende triovale, e il traguardo è sull’attuale rettilineo di ritorno. La Hooters 500 del 1992 verrà ricordata da tutti come una delle gare più belle ed emozionanti nella storia della NASCAR: l’ultima partenza di Richard Petty; la prima di Jeff Gordon. Matematicamente sono sei i piloti a contendersi la Winston Cup: oltre ai già citati Allison, Kulwicki ed Elliott, vanno aggiunti anche Harry Gant, Kyle Petty e Mark Martin.

Il lungo andare della corsa però lascia solo Elliott e Kulwicki a sperare la vittoria. E la cosa incredibile è che il tutto verrà deciso dai punti bonus. Bill Elliott passa primo sotto la bandiera a scacchi, mentre Alan Kulwicki secondo: il titolo va al secondo perché ha condotto la gara per 103 giri, contro i 102 del rivale. Una tornata, 10 punti.

E’ pensando a questo che Biffle e Burton non devono arrendersi e anzi, tentare il tutto e per tutto fino alla fine. Perché in NASCAR niente è impossibile.

Andrea Giachè





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