La storia della NASCAR insegna che, anche con un notevole svantaggio dal leader di campionato, si può sempre sperare in una rimonta nelle ultime quattro gare della stagione. Andiamo dunque a scoprire cosa è accaduto nel campionato Winston Cup 1992.
La classifica di campionato
MILANO – Il campionato NASCAR Sprint Cup 2008 è indiscutibilmente nelle mani [...]
La storia della NASCAR insegna che, anche con un notevole svantaggio dal leader di campionato, si può sempre sperare in una rimonta nelle ultime quattro gare della stagione. Andiamo dunque a scoprire cosa è accaduto nel campionato Winston Cup 1992.
MILANO – Il campionato NASCAR Sprint Cup 2008 è indiscutibilmente nelle mani di Jimmie Johnson. Greg Biffle e Jeff Burton, secondi e terzi rispettivamente, non possono fare altro che aspettare la conferma definitiva, ovvero che la fredda matematica chiuda ufficialmente tutti i giochi. 149 punti sono impossibili da recuperare: o forse no? C’è qualcosa che Biffle e Burton possono ancora fare: affidarsi ai corsi e ricorsi storici.
Dobbiamo tornare indietro al 1992: Bill Elliott stava dominando la stagione ed era in rotta verso la seconda Cup della carriera, dopo quella conquistata nel 1988. A cinque gare dalla fine, dopo l’evento a North Wilkensboro, Elliott aveva un vantaggio di 67 punti su Davey Allison e di 144 su quello che poche settimane dopo avrebbe in realtà festeggiato il titolo: Alan Kulwicki.
Il pilota dalle origini polacche non vinse nessuna delle 4 gare rimanenti: a Charlotte arrivò secondo dietro a Mark Martin, portandosi a meno 47 punti, grazie al ritiro di Elliott per la rottura della barra antirollio. Addirittura dopo Rockingham era riprecipitato indietro, accusando un ritardo di 85 punti; a Phoenix la svolta: Allison passa al comando, Kulwicki lo segue a 30 lunghezze di distanza, e Elliott 10 ancora più dietro.
Arriva Atlanta. Un’Atlanta diversa da come la conosciamo: non ha la quinta curva che la rende triovale, e il traguardo è sull’attuale rettilineo di ritorno. La Hooters 500 del 1992 verrà ricordata da tutti come una delle gare più belle ed emozionanti nella storia della NASCAR: l’ultima partenza di Richard Petty; la prima di Jeff Gordon. Matematicamente sono sei i piloti a contendersi la Winston Cup: oltre ai già citati Allison, Kulwicki ed Elliott, vanno aggiunti anche Harry Gant, Kyle Petty e Mark Martin.
Il lungo andare della corsa però lascia solo Elliott e Kulwicki a sperare la vittoria. E la cosa incredibile è che il tutto verrà deciso dai punti bonus. Bill Elliott passa primo sotto la bandiera a scacchi, mentre Alan Kulwicki secondo: il titolo va al secondo perché ha condotto la gara per 103 giri, contro i 102 del rivale. Una tornata, 10 punti.
E’ pensando a questo che Biffle e Burton non devono arrendersi e anzi, tentare il tutto e per tutto fino alla fine. Perché in NASCAR niente è impossibile.
Andrea Giachè





|
|
|





