Tornare a correre in Formula 1? Juan Pablo Montoya non ci pensa neppure. A più di due anni dal suo abbandono del circus, dice: “Non tornerei nemmeno se mi chiamassero McLaren o Ferrari”. Ma intanto qualche offerta è arrivata.
F1: Il 15 gennaio la nuova Toyota, il 20 la BMW
F1: Il sogno che si [...]
Tornare a correre in Formula 1? Juan Pablo Montoya non ci pensa neppure. A più di due anni dal suo abbandono del circus, dice: “Non tornerei nemmeno se mi chiamassero McLaren o Ferrari”. Ma intanto qualche offerta è arrivata.
F1: Il 15 gennaio la nuova Toyota, il 20 la BMW
F1: Il sogno che si avvera: i protagonisti italiani della F3 al volante della Ferrari
WTCC: Le prime foto ufficiali della nuova Chevrolet Cruze
FIA GT: Il tira e molla del monogomma continua
LMS: Strakka Racing, GT1 o P2?
NASCAR: Inside NASCAR (puntata 5)
VIDEO – Speciale Rally di Monza: interviste a Brivio, Ungaro, de Angelis e Beltramo
VIDEO – A1GP: Sepang, Sprint e Feature Race
MILANO – A più di due anni di distanza, tornare a correre in Formula 1 è l’ultimo dei suoi pensieri. Juan Pablo Montoya continua con la Nascar e prima o poi, ne è convinto, troverà il modo di brillare di fronte ai suoi tifosi.
Ma del circus non gli interessa più niente: “C’è ancora gente che mi sta cercando, ma io ho sempre rifiutato le offerte. Quando dicono che vogliono il mio numero di telefono per parlarmi, io rispondo che se l’intenzione è di riportarmi in Formula 1, allora non devono tormentarsi perché non mi interessa”.
Recita la parte di chi ha stabilito di propria iniziativa di voltare le spalle alla categoria. In realtà a giugno del 2006 se ne tornò sui suoi piedi da Chip Ganassi solo perché intuì che Ron Dennis avrebbe comunque trovato il modo di sbarazzarsene a fine stagione, stanco delle prestazioni discontinue, dei cali di concentrazione e dei ripetuti incidenti. Juancho poteva spiccare il volo, come aveva fatto nelle categorie americane: non ci è riuscito perché riteneva che per costruirsi la popolarità bastasse fare la voce grossa in pista e proclamare di essere l’anti-Schumacher con il chiodo fisso di battere la Ferrari.
La Toro Rosso lo ha contattato a fine ottobre per offrirgli un volante per il 2009. Il corteggiamento del gruppo di Mateschitz dura da anni perché Juancho sarebbe un testimonial pregiato per le campagne pubblicitarie in Sud America.
Ancora una volta Montoya ha risposto picche: “Io e la mia famiglia stiamo benissimo negli Stati Uniti. Se anche mi chiamassero Ferrari o McLaren, non tornerei indietro”. Capito? Non prendetevi nemmeno il disturbo.
Vittorio Alfieri