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Un giro di pista con Lewis Hamilton sul “Supercircuito”

Pubblicato 02/12/08 12:40 da Andrea Giachè 10 commenti

ExxonMobil, partner del team Vodafone McLaren Mercedes, ha commissionato al nuovo campione del mondo Lewis Hamilton il disegno del cosiddetto “Supercircuito”, la pista definitiva, che presenta tutte le curve preferite dal pilota anglo-caraibico. Con un giro immaginario sulla sua monoposto, e nei suoi occhi, andiamo a scoprire questo stimolante tracciato.

MILANO – Quante volte vi sarete [...]

supercircuito.jpgExxonMobil, partner del team Vodafone McLaren Mercedes, ha commissionato al nuovo campione del mondo Lewis Hamilton il disegno del cosiddetto “Supercircuito”, la pista definitiva, che presenta tutte le curve preferite dal pilota anglo-caraibico. Con un giro immaginario sulla sua monoposto, e nei suoi occhi, andiamo a scoprire questo stimolante tracciato.

MILANO – Quante volte vi sarete ritrovati a prendere un telecomando e fingere che quello fosse un volante per combattere la noia, o quante volte avrete mosso mani i piedi come calati in una monoposto anziché contare le pecore nel vostro letto? Per vincere il mondiale di Formula 1 bisogna prima aver sognato di farlo: Hamilton è sicuramente un pilota dalla grande fantasia, vedi alcuni sorpassi che è riuscito a realizzare. ExxonMobil, partner tecnologico della McLaren Mercedes lo sa e gli ha proposto un progetto interessante.

Lo hanno chiamato “Supercircuito” (Supercircuit), una pista di fantasia con tutte le curve preferite dal campione del mondo 2008, che ha avuto l’onore di disegnarlo. Dieci curve dalla grande carica adrenalinica, dove pilota, macchina e lubrificante devono lavorare ai massimi livelli per ottenere il giro più veloce.

“Volevo creare una pista che fosse stimolante, esilarante e godibile, ma soprattutto un posto dove sarebbe bello avere la possibilità di guidare e che potesse bastare come test definitivo per ogni macchina e pilota” ha spiegato Lewis Hamilton.

Così come lo ha disegnato, usiamo la fantasia per realizzare un giro di questa pista.

1 Curva 8, Istanbul Speed Park (5^ marcia, 260 km/h, 5g)
Si arriva a piena velocità dal rettilineo del traguardo e tanto per scaldarci ci ritroviamo con una curva difficilissima: quattro curve terribili verso sinistra da prendere quasi a piena velocità. Si entra evitando il cordolo che potrebbe destabilizzare la vettura, e poi si combatte fisicamente con le alte forze laterali per ben sei secondi.

2 Estoril, Magny Cours (5^ marcia, 200 km/h, 3.5g)
Non si fa in tempo a respirare, che il collo del pilota britannico deve subire un’altra grande forza laterale, ma questa volta dalla parte opposta. Un’altra lunga curva divisa in due parti, da affrontare sempre in quinta marcia. E’ vitale uscire veloci dalla Estoril per poter avere la velocità necessaria sul rettilineo che segue.

3 130R, Suzuka (6^ marcia, 295 km/h, 4g)
Sebbene Lewis non conosca direttamente il tracciato di Suzuka, su cui correrà per la prima volta nel 2009, la 130R è una delle curve più note nella storia della Formula 1. Modificata rispetto al passato, ora è più una piega verso sinistra da effettuare con l’acceleratore spalancato: l’inglese sterza molto delicatamente, fa scorrere la MP4/23 sul cordolo in uscita e poi si prepara…

4 Eau Rouge, Spa-Francorchamps (7^ marcia, 295 km/h, 3.5)
…alla Decompressione di tutte le decompressioni. Anche i non appassionati di automobilismo la conosco: la Eau Rouge, una curva che è stata considerata l’esame finale per ogni pilota. La prendi in pieno sei forte, non la prendi in pieno hai paura. Ti devi fidare di lei, anche perché all’inizio delle tre parti di cui è composta, l’unica cosa che puoi vedere è il cielo. Esci dall’Eau Rouge e in un certo senso sei salvo.

5 Tabaccaio, Monaco (4^ marcia, 172 km/h, 2.5g)
La macchina finalmente rallenta, ma non il lubrificante Mobil 1. La curva del Tabaccaio è la più lenta del Supercircuito: nella realtà si affronta con un grande carico aerodinamico, che permette una certa sicurezza nell’affrontarla. Tuttavia nasconde due terribili insidie: le linee bianche per terra, che, se umide, possono destabilizzare la monoposto, e le barriere molto vicine, che non lasciano spazio ad alcun tipo di errore.

6 Curva 1, Suzuka (5^ marcia in entrata, 255 km/h, 3.5g)
Si riparte con un rettilineo e poi con un’altra curva molto tecnica: dalla settima marcia bisogna scalarne due e frenare non troppo bruscamente. Si va verso destra e c’è uno scollinamento, che rende difficile trovare il punto di corda per la curva 2. Hamilton ha deciso di lasciare solo la prima curva, quella “veloce”, per poi ritrovarsi invece nella…

7 Pouhon, Spa-Francorchamps (6^ marcia, 260 km/h, 4.5g)
…Pouhon. E’ una curva sottovalutata, poiché si trova a breve distanza dall’Eau Rouge, tuttavia bisogna portarle massimo rispetto. Si tratta di una doppia curva verso sinistra, dove non bisogna toccare i freni, ma è comunque necessario rallentare al suo ingresso. La difficoltà sta nel non perdere troppa velocità e nel non finire sui cordoli, che potrebbero sbalzarti fuori pista.

8 Curva del Casinò, Monaco (3^ marcia, 130 km/h, 2.5g)
Ci si ritrova poi a dover frenare per affrontare una curva cieca verso destra: il Casinò. Il pilota non può riposarsi, perché arriva da una doppia curva veloce (sia nella realtà, che nel Supercircuito): bisogna frenare e posizionare la vettura a centro pista, per poi curvare facendo attenzione ai due dossi in uscita, che non permettono di scaricare a terra tutta la potenza del motore Mercedes V8.

9 Mergulho, Interlagos (4^ marcia, 175 km/h, 3g)
Tutti la ricorderanno come la curva che ha rallentato Timo Glock, e che ha permesso a Lewis Hamilton di preparare l’attacco decisivo per vincere il suo primo titolo mondiale, ma non è questo il motivo per cui è stata inclusa. Come la maggior parte delle altre presenti in questo Supercircuito, la Mergulho presenta una forte contropendenza: leggermente inclinata, bisogna passare all’interno dove si trova un dosso che aiuta a curvare meglio e che fornisce anche un boost di potenza inaspettato.

10 Copse, Silverstone (7^ marcia, 290 km/h, 4.5g)
L’ultima curva (di quelle selezionate). Negli ultimi anni il dibattito è stato “prenderla in pieno oppure no?” Siamo nell’ambito dei sogni: quindi Lewis Hamilton arriva in settima marcia in questa curva resa cieca dalle barriere che si trovano all’interno. Ci vuole un grandissimo controllo per tenere la MP4/23 in uscita e poi si arriva all’ultima vera curva.

Hamilton affronta un tornante di raccordo verso sinistra e si ritrova sul traguardo dove scarica la potenza del suo motore Mercedes e va a conquistare il giro più veloce.

Andrea Giachè





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