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GP Italia, preview: Quella volta Scarfiotti…

Pubblicato 13/09/09 08:31 da alessandroabramocarretti

Italia, terra di motori, la patria della scuderia Ferrari e di uno dei più grandi piloti di tutti i tempi: Tazio Nuvolari. In Italia risiede il ‘tempio della velocità’ della F1: Monza.

di alessandroabramocarretti

Italia, terra di motori, la patria della scuderia Ferrari e di uno dei più grandi piloti di tutti i tempi: Tazio Nuvolari. In Italia risiede il ‘tempio della velocità’ della F1: Monza. L’Italia, che attende il famoso italiano della svolta in F1 per un titolo piloti che non arriva ormai da oltre 50 anni per un pilota tricolore che non vince su una Ferrari. Il sogno di tanti, la vittoria di un italiano sul Cavallino Rampante. E’ un po’ come l’eterna maledizione, come la legge di Murphy, come il pegno da pagare. Per avere la migliore e più vincente scuderia della storia dell’automobilismo a ruote scoperte, si sconta lo scotto di piloti italiani sempre troppo lontani dalla Ferrari e sempre troppo lontani dalla vittoria di un titolo. Non importa quanti italiani ci siano in pista, non bastano mai in numero o in qualità per poter ambire al più alto trofeo: il titolo mondiale. Dopo gli ultimi due titoli di Ascari, abbiamo dovuto attendere addirittura il 1997 per vedere un italiano vincere un titolo: Alessandro Zanardi campione per due stagioni il Campionato CART. Non era la F1, ma almeno era una delle altre due prestigiose sorelle. Ciò nonostante, sono passati oltre dieci anni anche da quei due trionfi. E pensare che dobbiamo andare a spulciare gli annali a fondo, per trovare un GP dove non figurava in partenza neppure un pilota tricolore. Ci sono stati periodi come tutti gli anni ’80 o la prima metà dei ’90 in cui gli italiani (così come i francesi), piovevano in F1 come la grandine. Qualche buon piazzamento, saltuarie vittorie ma, a parte il buon periodo di Alboreto in Ferrari, niente di più. Eppure anche in Ferrari hanno spesso avuto come riserve italici piloti. Ma che dico spesso, sempre! Al tempo della morte di Senna, c’era un tale Nicola Larini che preso il posto di Alesi, coprì le spalle di Berger. Poi Luca Badoer è diventato l’eterna riserva della Ferrari, è stato rispolverato dopo una decade per sostituire Massa e… sappiamo tutti com’è andata. Domani a Monza si avvera un sogno. Giancarlo Fisichella, romano di discendenza siciliana (potremmo dire un vero italiano), correrà il suo primo (ed unico fino a prova contraria) GP d’Italia a Monza, in Lombardia a bordo di una Ferrari. Potremmo dilungarci in mille proiezioni di quello che potrebbe significare questo evento per il romano, per la Ferrari, per Monza. Ma domenica non c’è solo Fisichella, ci sono le interminabili voci che narrano di Fernando Alonso in Ferrari, c’è la ‘telenovela’ Piquet che da una parte ha fatto scoppiare la bolla del complotto ‘Singapore’ dall’altra ha fatto blaterare Briatore su una… ‘curiosa’ convivenza di Nelson Angelo con un signore di matura età non troppo chiara. Poi ci sono le curiosità di sapere quale sarà la scuderia che prenderà il posto della dipartente BMW e poi c’è un Sutil che, venuto via Fisichella ha estratto una grandiosa prestazione per la Force India, dimostrando che la vettura stà crescendo a vista d’occhio.

Quello che ci chiediamo noi addetti stampa è, ma il titolo e coloro che si battono per vincerlo, dove sono finiti? Quest’anno fra mille voci FIA e questioni ‘secondarie’ rischiamo di scordarci tutti quanti, che là davanti ci sono 2 scuderie totalmente (o quasi) avulse alle posizioni di testa e che i 4 piloti in corsa per il campionato non sono certo il poker che ci si aspetterebbe vedere di fronte alle luci della ribalta. I tre campioni del mondo in pista stanno dietro ad inseguire, l’unico altro plurititolato, Sebastien Bourdais, è stato messo alla porta dalla Toro Rosso per finire, ahimè, a correre per un refuso pagliativo raffazzonato della CART, o quantomeno dell’anima europea di quest’ultima, mentre là davanti si giocano il titolo 2009: un ripescato inglese che a suo tempo cadde dall’Olimpo ancor prima di salirci, il brasiliano che da tutti viene considerato il bollito dei bolliti, più di Castro-Neves, più di tanti carioca prima di lui, l’uomo dei canguri che è stato scartato troppo presto dal mazzo dei validi e… l’enfant-terible che a detta di molti dovrebbe essere il successore di Schumacher, almeno in terra tedesca. Di tutti questi 4 gentili signori, solo qualche sporadico rigo qua e là, giusto per ricordare che ci sono anche loro, per loro sfortuna, a concorrere nella stagione meno discussa su chi potrà vincere il titolo. D’altro canto è anche vero che certe annate sono rare come i ‘can gialli’. Stagioni in cui tutto il ‘meglio’ è finito in fondo alla bottiglia ed il ‘vino’ ha finito per annacquarsi.

Su questo scenario piuttosto insolito, è venuto il momento di raccontare le vicende automobilistiche italiche e la storia del GP d’Italia e dei GP che vi sono stati corsi prima sotto l’egida dei Grand Prix e poi sotto la F1 e lo USAC americano.

La primissima gara italica che gli archivi ci tramandano è l’Arona-Stresa-Arona del 12 settembre 1897. Vinse Giuseppe Cobianchi su Benz, ma era una gara fuori circuito che non aveva certo parvenza di GP. La Coppa Brescia del 1900 era la prima, o meglio la ‘01’ (la 02 sarebbe stata disputata nel 1904), Coppa Florio, questi sarebbero stati i primi GP italici. Nel 1905 la Coppa Brescia diventa Coppa Florio, il Campionato Americano, lo AAA era nato appena 3 anni prima e nel 1906 si sarebbe disputato il primo Grand Prix della storia: quello francese a Le Mans. Vince Giovanni Battista Raggio su Itala. Possiamo considerare la Coppa Brescia/Coppa Florio il primo GP d’Italia. In 14 edizioni di cui le prime due non numerate hanno vinto alcuni dei più grandi drivers dell’epoca. Da Vincenzo Lancia al due volte titolato Felice Nazzaro. Anche la triade francese: Goux, Boillot (André), Divo ha vinto più volte la gara italiana che in una edizione si è corsa in Francia.

Nel 1906 prende il via la Targa Florio, ennesima competizione ideata dal ricco Vincenzo Florio già ideatore della Coppa Florio del 1900. La competizione oggi conosciuta da tutti come una delle gare più famose della storia, fino al 1940 veniva disputata come gara per le ‘F1’ di allora e solo dal 1948 è divenuta una gara per vetture turismo. Anche qui i più grandi di sempre: Nazzaro, Divo, Varzi, Nuvolari, Villoresi e anche altri illustri come Christian Werner, André Boillot, Bartolomeo Costantini.

E giunse il GP d’Italia, era il 1921 e in quella prima occasione come sede, venne scelta Brescia. Già rodata per la Coppa Florio che proprio quell’anno era congiunta con il GP d’Italia, come sarebbe avvenuto spesso in seguito per il GP d’Europa. Vinse Jules Goux su Ballot. Dal 1922 avrebbe debuttato Monza come sede della gara. Sede che fino ad oggi, tranne in qualche raro caso, non è mai cambiata. Inoltre il GP d’Italia dal 1921 non è mai mancato nel calendario automobilistico di F1 tranne nel biennio 1929-1930 e durante la Seconda Guerra Mondiale fra il 1939 ed il 1946. Durante il biennio del 1957-1958 anche il Campionato USAC approdò a Monza dove disputò 2 gare su più manche. Nelle 3 manche della 500 miglia di Monza del 1957 due vittorie a Jimmy Bryan ed una a Troy Ruttman. Nel 1958 tris di Jim Rathman.
Gli altri rari casi in cui la gara italiana non è stata corsa a Monza furono quelli del 1937 quando si scelse Livorno e la vittoria arrise Rudolf Caracciola che aveva già vinto l’edizione del 1934 con Luigi Fagioli. Milano nel 1947 a firma di Carlo Felice Trossi. Poi quella del 1948 al Parco del Valentino dove il francese Jean-Pierre Wimille portò la settima vittoria dell’Alfa Romeo al GP d’Italia. L’ultima volta nel 1980 per far debuttare il tracciato di Imola in F1 che dall’anno seguente, avrebbe ospitato il nuovo GP di San Marino. In quel 1980 Nelson Piquet spuntò la prima delle 4 vittorie al GP d’Italia su una Brabham Coswort. Monza in tanti anni, è stata teatro di tremendi e mortali incidenti. Il 5 di settembre del 1970 durante le qualificazioni, Jochen Rindt perse la vita durante il suo anno magico e divenne assieme al compianto Jimmy Murphy, l’unico pilota ad aver vinto un titolo postumo. Nessuno nella stagione riuscì a recuperare sul tedesco naturalizzato austriaco permettendo all’ex-impero asburgico di conquistare il suo primo titolo di una massima serie a 64 anni dal trionfo dell’ungherese Szisz quando l’Austria-Ungheria erano una cosa sola.
Salto indietro di quasi mezzo secolo. Siamo nel 1925, l’Alfa Romeo ha perso a Monthlery il suo principale alfiere: Antonio Ascari, padre del più famoso Alberto. La casa del biscione si rimette nelle mani del titolato Campari che proprio l’anno precedente aveva ‘rubato’ il titolo al compagno di squadra. Non basta, e oltre ai due alfieri Gastone Brilli-Peri e Giovanni Minozzi, cerca l’uomo che può egregiamente prendere il posto del compianto Ascari. Si prova Nuvolari, ma il padovano è ancora troppo inesperto nel 1925 per correre un Grand Prix e durante la prova per prendere posto in Alfa Romeo esce di pista e si gioca la possibilità che gli verrà poi data anni dopo. In una intervista seguente Nivola, si lamenterà di aver avuto in prova una vettura dalle gomme sfinite e dall’assetto pietoso. Nicola Romeo, allora nuovo titolare della casa, non sa che pesci prendere e… tenta una carta impensabile. Contatta Peter de Paolo, pilota statunitense ma di genitori italiani e nipote del campionissimo Ralph De Palma. Ma De Paolo tentenna, è pilota ufficiale Duesemberg, non solo, De Paolo è l’alfiere della casa americana e quest’ultima a Monza correrà per il Campionato Europeo. De Paolo non può mettersi in difficoltà verso la propria scuderia perché in America nello AAA, stà disputando una stagione unica e lo vede come il favorito per la vittoria del titolo. La novella continua e cambia rotta quando i genitori del pilota convincono De Paolo a correre per la casa italiana. La Duesemberg la prende male, ma non può far altro che schierare il due volte titolato Tommy Milton, compagno di squadra di De Paolo e il gregario Peter Kreis. In gara le P2 stravincono con una doppietta. Il vincitore, quel Brilli-Peri che doveva fare da gregario a Campari (giunto 2°) e De Paolo, solo quinto alle spalle di Milton. Non ha importanza quella Monza scrive una pagina antologica della storia automobilistica, e De Paolo a fine stagione vince il titolo americano.
1978, alla partenza del GP d’Italia accade un incidente tra i più caotici della storia. Ronnie Peterson parte male, forse il motore nell’incidente della mattina in prova ha imbarcato sabbia, e viene intruppato nel gruppone, cui gli ultimi sono partiti praticamente lanciati. All’altezza della chicane Hunt e Peterson, affiancati in quel momento, vengono a contatto. La Lotus dello svedese sbanda senza più controllo e va ad urtare il guardrail che è posto all’imbocco del vecchio anello ad alta velocità. La Lotus, con l’avantreno disintegrato prende fuoco e si ferma in mezzo la pista. Ben dieci vetture rimangono coinvolte nei tamponamenti che si verificano nel frattempo. Inizialmente la responsabilità dell’accaduto viene attribuita a Riccardo Patrese che sarà anche costretto a saltare il gran premio di Watkins Glen. Successivamente il pilota padovano sarà completamente riabilitato, non ravvedendosi nella sua condotta in gara nessun errore.
Il caos che si verifica in pista è notevole, tanto da rallentare anche l’arrivo dei soccorsi. Peterson ha delle brutte fratture agli arti inferiori ma è ancora cosciente, e viene eroicamente estratto da ciò che resta della sua vettura da alcuni suoi colleghi, come Hunt e Regazzoni, oltre che dai commissari di gara italiani i quali spengono prontamente le fiamme (dopo questo avvenimento, essi saranno soprannominati “i leoni della CEA” per denotare il coraggio e la tenacia nei soccorsi). Vittorio Brambilla, colpito al capo da un pneumatico perso da qualche vettura, viene trasportato all’ospedale privo di coscienza in condizioni critiche, mentre un altro pilota, Stuck, rimane anch’egli colpito da una ruota impazzita, ma senza gravi conseguenze.
Lo svedese perirà invece il giorno seguente a causa di un’embolia grassa (detta grassosa). Non fu mai chiarito, tra l’altro, se fu proprio l’embolia a causare la morte del pilota svedese o l’imperizia dei medici nell’eliminarla (si disse che, nel tentativo di asportarla, causarono una gravissima emorragia che avrebbe potuto condurre alle fatali complicazioni).
A seguito dell’incidente di Peterson la Svezia vieterà sul suo territorio gare di Formula 1.
L’ultima scena che voglio ricordare di Monza è del 2006. Michael Schumacher vince il suo ultimo GP d’Italia davanti a Kimi Räikkönen e Robert Kubica. Sul podio il tedesco in un’ideale passaggio di consegne, abbraccia il pilota finnico più giovane di lui di un decennio (un’epoca in F1) e consacra il futuro pilota all’arrivo in Ferrari davanti ai tifosi italiani. Il ragazzo di ghiaccio l’anno dopo avrebbe vinto il suo primo titolo davanti ad Alonso ed Hamilton. A Schumacher va il maggior numero di vittorie a Monza, ben cinque, mentre Nelson Piquet si ferma a quattro.
In pochi lo sanno ma, l’Italia oltre a Monza, la Coppa e la Targa Floria, ha visto correre per la F1 anche altri GP su tanti tracciati. Nel 1924, appena tre anni dopo la nascita del GP d’Italia nasce la Coppa Acerbo sul circuito di Pescara. La gara si guadagna subito tanta importanza, e immediatamente viene considerata come un GP d’Italia bis. Il primo a vincervi è Enzo Ferrari con una Alfa Romeo RL, ma fra i grandi ci saranno Campari, Varzi, Nuvolari, Fagioli in una staffetta tutta italiana fino al 1936 quando Bernd Rosemeyer impone il ‘regime’ tedesco con 2 vittorie seguite dal trionfo di Caracciola del ‘38. La Coppa viene saltata nel 1928 e dal 1949 esce dall’interesse delle monoposto, per tornarvi solo nel biennio 1950-1951 con le vittorie di Fangio e González. Ancora nel 1954 un ritorno saltuario con vittoria di Luigi Musso e l’ultima con denominazione di GP di Pescara nel 1957. Stirling Moss sul gradino più alto del podio.
Ultimamente si fa un gran parlare del nuovo tracciato di Roma per la F1, il tracciato dell’EUR. Questo senza sapere che nell’eventualità di tale evento, Roma ha già avuto un suo GP a partire dal 1925. Come non poter immaginare che durante l’italianissima mussoliniana il Duce non avesse fatto di tutto per avere un GP nella capitale. E così è stato dal correndo prima sul Monte Mario, poi sul tracciato della Villa Giulia e infine ai Parioli. Quando le F1 ci arrivarono nel ’28 la sede sarebbe stata nuovamente cambiata. Il circuito si sarebbe snodato attorno all’abbazia delle Tre Fontane dove il GP di Roma disputò tre gare. Nel 1931 si cambia ancora per correre sul nuovo circuito del Littorio fino al 1932 per sole due misere stagioni. Poi l’oblio fino al 1954 quando si decise di organizzare un nuovo GP di Roma per la F1. Castelfusano la sede della corsa e l’argentino Onofre Marimón il vincitore. L’ultima volta fu quella del 1963. Il circuito di Vallelunga per una gara non valida per il Campionato e Bob Anderson su Lola vinse Carel Godin de Beaufort. Ora, nuovamente si parla di questo futuro GP di Roma. Se verrà denominato proprio così ancora non ci è dato saperlo ma certamente si correrà attorno all’EUR a partire dal 2011.
Nel 1933 si diede la luce alla Coppa Principessa del Piemonte, poi nominato GP di Napoli. La gara si disputò nella prima edizione ad Avellino con vittoria di Gianfranco Comotti, ma nel ’34 il trionfo di Nuvolari sul tracciato di Posillipo. Un balzo di 3 anni e nel 1937 Giuseppe Farina e Carlo Felice Trossi portano il secondo successo Alfa Romeo dopo quello del ’33. Nel 1938 Aldo Marazza e nel ’39 John Peter Wakefield è il primo straniero a vincere la gara partenopea. Finita la Seconda Guerra Mondiale, il GP di Napoli è fra i primi a riprendersi e si disputerà fino al 1962 guadagnandosi quello che un tempo era il prestigio della Coppa Acerbo a Pescara. Tutti italici i vincitori fino al 1956 con Robert Manzon che firma l’unica vittoria francese della gara. Lo seguiranno Peter Collins, lo svedese Joackim Bonnier, Tony Settembre, Menato Boffa, Giancarlo Baghetti e Willy Mairesse nell’ultima edizione del GP di Napoli.
Nel 1947 anche Bari divenne sede di un GP omonimo, tappezzando tutta l’Italia da Torino fino al tacco ed alla Sicilia gare valide e non-valide per il Campionato. La F1 disputò saltuariamente questa gara per sole quattro edizioni sparse. La prima nel 1947 venne vinta da Achille Varzi, quella del 1950 da Nino Farina, quella del ’51 da Fangio e nel ’54 da José Froilán González.
Ancora nel 1951, Siracusa organizza una sua gara di F1. Con alterne vicende si va avanti fino al 1967 fra annate saltate e alternandosi con gare di F2. Quando poi nel 1962 nasce il GP del Mediterraneo l’Italia ha disputato gare su tutto il territorio nazionale. Il Mediterraneo a Pergusa regna solo per quattro stagioni. Tanto basta per concludere un periodo d’oro in cui lo stivale era stato uno dei protagonisti dei motori. Quando nel 2006 la CART, rinominata Champ Car, progetto il ritorno in Europa, fra le tante scelte era saltata fuori l’idea di andare a disputare un GP in Italia e fra i circuiti vagliati c’erano Imola ed il Mugello. Purtroppo poi non se ne fece più nulla. Quando la CART chiuse definitivamente nel gennaio 2008 si spensero le possibilità di vedere per la prima volta il campionato euro-americano in Italia. Parlare di Imola mi sembra improprio nella speranza che un giorno possa venir reinserito in calendario un GP di San Marino.

Dalle prove è scaturita nuovamente una certa superiorità McLaren, e ancora una Force India che anche senza Fisico è riuscita a fare veramente una bellissima prestazione. Il ‘nostro’ durante la mattinata è finito contro le protezioni danneggiando seriamente la sua Ferrari e alla sessione di qualifiche si è ritrovato una vettura non certo performante come la precedente. In griglia partirà solo 14° ma preferiamo pensare, senza dover andare a dare troppo spazio all’inchiostro, magari per scaramanzia, magari per velata tifoseria, che quella volta, Ludovico Scarfiotti era il 1966…

Albo d’oro Coppa Brescia/Coppa Florio:
1900 Alberto Franchetti (I)
1904 Vincenzo Lancia (I)
1905 Giovanni Battista Raggio (I)
1907 Ferdinando Minoia (I)
1908 Felice Nazzaro (I)
1914 Felice Nazzaro (I)
1921 Jules Goux (F)
1922 André Boillot (F)
1924 Christian Werner (D)
1925 André Boillot (F)
1926 Bartolomeo Costantini (I)
1927 Robert Laly (F)
1928 Albert Divo (F)
1929 Albert Divo (F)

Albo d’oro Targa Florio:
1906 Alessandro Cagno (I)
1907 Felice Nazzaro (I)
1908 Vincenzo Trucco (I)
1909 Francesco Ciuppa (I)
1910 Tullio Cariolato (I)
1911 Ernesto Ceirano (I)
1912 Cyril Snipe (GB)
1913 Felice Nazzaro (I)
1914 Ernesto Ceirano (I)
1919 André Boillot (F)
1920 Guido Meregalli (I)
1921 Giulio Masetti (I)
1922 Giulio Masetti (I)
1923 Ugo Sivocci (I)
1924 Christian Werner (D)
1925 Bartolomeo Costantini (I)
1926 Bartolomeo Costantini (I)
1927 Emilio Materassi (I)
1928 Albert Divo (F)
1929 Albert Divo (F)
1930 Achille Varzi (I)
1931 Tazio Nuvolari (I)
1932 Tazio Nuvolari (I)
1933 Antonio Brivio (I)
1934 Achille Varzi (I)
1935 Antonio Brivio (I)
1936 Costantino Magisteri (I)
1937 Giulio Severi (I)
1938 Giovanni Rocco (I)
1939 Luigi Villoresi (I)
1940 Luigi Villoresi (I)

Albo d’oro GP d’Italia:
1921 Jules Goux (F)
1922 Pietro Bordino (I)
1923 Carlo Salamano (I)
1924 Antonio Ascari (I)
1925 Gastone Brilli-Peri (I)
1926 Louis Charavel (F)
1927 Robert Benoist (F)
1928 Louis Chiron (MC)
1931 Giuseppe Campari/Tazio Nuvolari (I/I)
1932 Tazio Nuvolari (I)
1933 Luigi Fagioli (I)
1934 Luigi Fagioli/Rudolf Caracciola (I/D)
1935 Hans Stuck Sr. (D)
1936 Bernd Rosemeyer (D)
1937 Rudolf Caracciola (D)
1938 Tazio Nuvolari (I)
1947 Carlo Felice Trossi (I)
1948 Jean-Pierre Wimille (F)
1949 Alberto Ascari (I)
1950 Giuseppe Farina (I)
1951 Alberto Ascari (I)
1952 Alberto Ascari (I)
1953 Juan Manuel Fangio (RA)
1954 Juan Manuel Fangio (RA)
1955 Juan Manuel Fangio (RA)
1956 Stirling Moss (GB)
1957 Stirling Moss (GB)
1958 Tony Brooks (GB)
1959 Stirling Moss (GB)
1960 Phil Hill (USA-Florida)
1961 Phil Hill (USA-Florida)
1962 Graham Hill (GB)
1963 Jim Clark (GB)
1964 John Surtees (GB)
1965 Jackie Stewart (GB)
1966 Ludovico Scarfiotti (I)
1967 John Surtees (GB)
1968 Denny Hulme (NZ)
1969 Jackie Stewart (GB)
1970 Clay Regazzoni (CH)
1971 Peter Gethin (GB)
1972 Emerson Fittipaldi (BR)
1973 Ronnie Peterson (S)
1974 Ronnie Peterson (S)
1975 Clay Regazzoni (CH)
1976 Ronnie Peterson (S)
1977 Mario Andretti (USA/I)
1978 Niki Lauda (A)
1979 Jody Scheckter (ZA)
1980 Nelson Piquet (BR)
1981 Alain Prost (F)
1982 René Arnoux (F)
1983 Nelson Piquet (BR)
1984 Niki Lauda (A)
1985 Alain Prost (F)
1986 Nelson Piquet (BR)
1987 Nelson Piquet (BR)
1988 Gerhard Berger (A)
1989 Alain Prost (F)
1990 Ayrton Senna (BR)
1991 Nigel Mansell (GB)
1992 Ayrton Senna (BR)
1993 Damon Hill (GB)
1994 Damon Hill (GB)
1995 Johnny Herbert (GB)
1996 Michael Schumacher (D)
1997 David Coulthard (GB)
1998 Michael Schumacher (D)
1999 Heinz-Harald Frentzen (D)
2000 Michael Schumacher (D)
2001 Juan Pablo Montoya (COL)
2002 Rubens Barrichello (BR)
2003 Michael Schumacher (D)
2004 Rubens Barrichello (BR)
2005 Juan Pablo Montoya (COL)
2006 Michael Schumacher (D)
2007 Fernando Alonso (E)
2008 Sebastian Vettel (D)

Albo d’oro Coppa Acerbo/GP di Pescara:
1924 Enzo Ferrari (I)
1925 Guido Ginaldi (I)
1926 Luigi Spinozzi (I)
1927 Giuseppe Campari (I)
1929 Giuseppe Campari (I)
1930 Achille Varzi (I)
1931 Giuseppe Campari (I)
1932 Tazio Nuvolari (I)
1933 Luigi Fagioli (I)
1934 Luigi Fagioli (I)
1935 Achille Varzi (I)
1936 Bernd Rosemeyer (D)
1937 Bernd Rosemeyer (D)
1938 Rudolf Caracciola (D)
1950 Juan Manuel Fangio (RA)
1951 José Froilán González (RA)
1954 Luigi Musso (I)
1957 Stirling Moss (GB)

Albo d’oro GP di Roma:
1928 Louis Chiron (MC)
1929 Achille Varzi (I)
1930 Luigi Arcangeli (I)
1931 Ernesto Macerati (I)
1932 Luigi Fagioli (I)
1954 Onofre Marimón (RA)
1963 Bob Anderson (GB)
2011 ? (?)

Albo d’oro Coppa Principessa del Piemonte/GP di Napoli:
1933 Gianfranco Comotti (I)
1934 Tazio Nuvolari (I)
1937 Giuseppe Farina/Carlo Felice Trossi (I/I)
1938 Aldo Marazza (I)
1939 John Peter Wakefield (GB)
1948 Luigi Villoresi (I)
1949 Roberto Vallone (I)
1950 Franco Cortese (I)
1951 Alberto Ascari (I)
1952 Giuseppe Farina (I)
1953 Giuseppe Farina (I)
1954 Luigi Musso (I)
1955 Alberto Ascari (I)
1956 Robert Manzon (F)
1957 Peter Collins (GB)
1958 Joakim Bonnier (S)
1959 Tony Settember (GB)
1960 Menato Boffa (I)
1961 Giancarlo Baghetti (I)
1962 Willy Mairesse (B)

Albo d’oro GP di Siracusa:
1951 Luigi Villoresi (I)
1954 Giuseppe Farina (I)
1955 Tony Brooks (GB)
1956 Juan Manuel Fangio (RA)
1957 Peter Collins (GB)
1958 Luigi Musso (I)
1961 Giancarlo Baghetti (I)
1963 Jo Siffert (CH)
1964 John Surtees (GB)
1965 Jim Clark (GB)
1966 John Surtees (GB)
1967 Mike Parkes/Ludovico Scarfiotti (GB/I)

Albo d’oro 500 miglia di Monza:
1957 heat 1 Jimmy Bryan (USA-Arizona)
1957 heat 2 Jimmy Bryan (USA-Arizona)
1957 heat 3 Troy Ruttman (USA-Oklahoma)
1958 heat 1 Jim Rathmann (USA-California)
1958 heat 2 Jim Rathmann (USA-California)
1958 heat 3 Jim Rathmann (USA-California)

Albo d’oro GP del Mediterraneo:
1962 Lorenzo Bandini (I)
1963 John Surtees (GB)
1964 Jo Siffert (CH)
1965 Jo Siffert (CH)

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