Siamo giunti alle ultime tre gare in campionato, tante quanti sono i piloti che si giocano il titolo in pista da qui alla Florida. Briscoe è uscito dalla California in testa alla classifica, con un secondo posto d’oro in virtù del 14° misero piazzamento che Dixon ha rimediato dopo un week-end da dimenticare.
CHICAGO – Siamo giunti alle ultime tre gare in campionato, tante quanti sono i piloti che si giocano il titolo in pista da qui alla Florida. Briscoe è uscito dalla California in testa alla classifica, con un secondo posto d’oro in virtù del 14° misero piazzamento che Dixon ha rimediato dopo un week-end da dimenticare. Il kiwi ora si trova arretrato di 20 punti all’aussie e nel mezzo il ‘terzo incomodo’: Dario Franchitti. Vincitore a Sears Point, Franchitti ha disputato una stagione d’oro con piazzamenti sempre avanti. Nella media l’esperto italo-scozzese è stato più regolare del proprio compagno di squadra neozelandese.
Meno vincente ma più regolare. In diverse occasioni Darione è stato il salvagente della squadra quando Dixon per diverse motivazioni, finiva nelle retrovie o addirittura ai box anzitempo. Ora con tre gare davanti, la Ganassi si dovrebbe trovare alla scelta di chi mandare a prendere là davanti: Ryan Briscole, ma non lo farà com’è sua legge di squadra. In Penske hanno poca scelta. Con Power out dopo il tremendo botto in California, il quale comunque sarebbe stato fuori dai giochi titolati, ed Helio Castro-Neves ormai troppo indietro in classifica, l’altro australiano, quello ricciolino, si è guadagnato la stima ed il rispetto di tutta la squadra.
Oggi possiamo pienamente confermare il fiuto avuto di Roger Penske nella scelta del sostituto di Hornish. Onestamente in pochi avrebbero puntato sui risultati ottenuti da Briscoe in così breve tempo. Passato da una posizione di esaminante, si è ritrovato nell’arco di due stagioni a lottare per il campionato surclassando in risultati il ben più esperto brasiliano. Anche nelle qualifiche di ieri Briscoe ha messo dietro tutti, e a Joliet partirà davanti a Castro-Neves. Le Ganassi di Franchitti e Dixon, sono in terza e sesta piazza inframezzate da Kanaan e Rahal. In compenso Scott Dixon ha prolungato di un altro anno il sedile con Ganassi, pertanto anche nel 2010 il neozelandese continuerà un matrimonio fra i più lunghi nella storia dell’automobilismo.
Probabilmente rassicurato anche da questo punto di vista, Dixon disputerà le ultime tre gare, con una tranquillità che gli permette di prendersi dei rischi. Durante la settimana che ha diviso la California dall’Illinois, sono giunte altre notizie di mercato e quelle ancor più rassicuranti su Philippe e Power. Assodato che per i due la stagione è già finita, Penske ha confermato la terza vettura di Power per il 2010. Philippe che doveva concludere con Conquest, non sappiamo se continuerà anche il prossimo anno con l’ex team di Tagliani. Quest’ultimo a sua volta ha messo in piedi un una scuderia dalle basi solide e dal budget consistente che schierarà, con lui al volante, almeno una vettura per le prossime quattro stagioni. Dal Giappone, torna in pista Takuma Sato già ad Homestead con una seconda vettura del Luczo Dragon in previsione di schierarsi con De Ferran il prossimo anno.
Ciliegina sulla torta la diramazione definitiva del calendario 2010. Si comincerà in Brasile il 14 marzo, per la precisione a Salvador de Bahia, per concludere ad Homestead il 2 di ottobre e spalmando la stagione su sette-otto mesi. Importante il debutto storico al Barber Motorsport in Alabama. Su questo stato il Campionato Americano non ha mai disputato neppure una corsa in oltre un secolo di gare. Come lo USAC non aveva mai corso in Brasile ma solo in Argentina nel 1971.
Andiamo a vederci la storia dell’Illinois nel Campionato Americano e non solo. Stato ricco di storia automobilistica, l’Illinois si lega all’allora AAA (poi USAC dal ’56) già dal 1910. Elgin è la sede del primo circuito. Un enorme tratto d’asfalto di oltre 8 miglia che nell’arco di 23 anni muterà spesso lunghezza ma che non scenderà mai sotto questo mostruoso ed atipico fascio di miglia. Fino al 1915 Elgin è un punto fermo in Illinois dove si disputano più gare nella stessa stagione. Nel biennio 1914-1915 Galesburg si affianca al lunghissimo Elgin. Una gara per stagione su di uno medio short-tracks di 1 miglio. Dal 1915 anche Chicago ospita nel suo Speedway Park di due miglia il Campionato Americano. Sarà questo tracciato a diventare il nuovo circuito dello stato con due o più gare all’anno fino al 1918. Dal 1919 si torna ad Elgin ma la gloria dura poco. Una gara nel ’19 ed una nel ’20 concludendo al momento la storia automobilistica a ruote scoperte dell’Illinois. I vincitori sui tre diversi tracciati nell’arco di questo decennio, sono gli stessi di sempre, tranne qualche caso di piloti meno conosciuti. Ralph De Palma con sei vittorie si eleva a ‘Re’ di Elgin. Non è da meno neppure allo Speedway di Chicago dove vince altre quattro volte. Eguagliato stavolta da Dario Resta che fra il 1914 ed il 1915 non lascia niente a nessuno. Ralph Mulford si dimostra il più poliedrico trionfando una sola volta sia ad Elgin, Galesburg e Chicago!
Ci vogliono tredici lunghi anni, prima che l’Illinois torni nei calendari del Campionato. Siamo nel 1933 e siamo ancora ad Elgin. La gara non è neppure valida ai punti titolati, in pista c’è ancora il vecchio De Palma che però non riesce a partire, e la vittoria va a Phil Shafer, uno dei buoni mestieranti del volante dalla lunga carriera. Coglierà ad Elgin il suo secondo ed ultimo trionfo. Dal 1934 Springfield diventa la sede unica e stabile dell’Illinois. Tant’è vero che il tracciato prende il nome di Illinois State Fairgrounds o ISF. E’ un anello da un miglio. Le gare si sono ‘regolarizzate’ ad una edizione a stagione. L’ISF resta in calendario fino al 1940. Due anni dopo il Campionato verrà sospeso per via del conflitto mondiale. In questo primo ‘trancio’ della Springfield 100 è Billy Winn il più abile, vincendo le edizioni del ’34 e del ’35 contro mostri sacri come Kelly Petillo e Mauri Rose. Nel dopoguerra l’Illinois si prende un anno di ‘riflessione’ per poi ritornare a partire dal 1947 in modo preponderante nel Campionato Americano. L’ISF resta ininterrottamente in calendario fra il 1947 fino al 1970. Non solo, a partire dal 1948 anche Du Quoin diventa un punto fisso del Campionato. Tranne che nel 1950 e nel 1962, questo tracciato accompagnerà Springfield fino al 1970. A.J. Foyt diventerà la stella di Du Quoin con 5 trionfi mentre a Springfield vincerà ‘soltanto’ 3 volte, tante quante Tony Bettenhausen.
Per un decennio l’Illinois sparirà dai calendari del Campionato Americano, ma dal 1981, nel momento in cui la CART stava rubando allo USAC piloti, scuderie e tracciati, i due cardini dello stato vennero rispolverati per rimpinguare il già poverissimo calendario del Campionato. L’atto di ‘fedeltà’ durerà tre stagioni. Nel biennio 1981-1982 entrambi i tracciati resteranno in calendario, ma nella stagione 1983-1984 Du Quoin resterà l’ultima gara dell’ultima stagione a più gare dello USAC fino al 1996. In questo breve ultimo periodo Gary Bettenhausen, figlio del due volte titolato Tony, vincerà a Du Quoin le sue ultime due edizioni. Il canto del cigno per l’Illinois era arrivato.
Un’attesa di 14 anni e la CART giunge in Illinois per la prima volta. La scelta cade sul ring di Gateway a Madison, un ring di 1.27 miglia dove vincono quattro piloti in quattro edizioni: Paul Tracy (1997), Alessandro Zanardi (1998), Michael Andretti (1999) e Juan Pablo Montoya (2000). Già nel 1999 la CART raddoppia la gara dello stato e piomba sul Chicago Motor Speedway di Cicero. Altre quattro edizioni e Cristiano da Matta ne vince due, una nel 2000 e l’altra nel 2002 anno del suo tirolo. Con 8 gare la CART chiude la sua storia con lo stato affacciatonella regione dei Grandi Laghi. La F1 neppure mai pensa all’Illinois, ma il Campionato Americano, ora nominato IRL e non più USAC, ci torna definitivamente a partire dal 2001. Gateway ed il nuovissimo impianto di Joliet, sono le piste del doppio appuntamento in calendario. Sono passati quasi ventenni dall’ultima gara USAC in Illinois, e il Campionato rientra nello stato con quel doppio appuntamento che ricorda la staffetta Springfield-Du Quoin. Dura poco, Gateway resta in calendario appena tre stagioni poi tutto si concentrerà su Joliet. Un anello di un miglio e mezzo, velocissimo dove Sam Hornish e Dan Wheldon hanno il record massimo di vittorie: 2 a testa.
Nel 2007 il trionfo di Franchitti regalò una delle edizioni più memorabili di tutta la storia dell’automobilismo. Ultima gara di stagione con il duo Franchitti-Dixon in lotta per il titolo dopo un’annata fra colpi di scena, veleni, episodi da antologia e dibattiti dentro e fuori la pista. In AGR la tensione al massimo per i tanti troppi scontri all’interno della squadra. In Ganassi più tranquilli, ma Dixon troppo affamato dopo il titolo del 2003 e le due stagioni seguenti a chiedersi quanto fosse ancora valido correre dopo la morte del compagno Tony Renna, smania dalla voglia di stringere il trofeo di Campione IRL. La gara è agonisticamente una delle migliori di stagione con una Patrick veramente in palla ma che in un momento di ‘follia femminile’ si mette ad ostacolare il compagno di squadra Franchitti in lotta per il titolo. Tutto questo mentre fra la pilotessa e Michael Andretti in radio si consuma una litigata senza fine. Alla fine la ragazza dell’Ohio si da una regolata. Dixon e Franchitti si ‘scotennano’ per tutta la gara ma alla seconda sosta i meccanici Ganassi giocano un brutto scherzo alla AGR di Franchitti posta ai box in piazzola proprio dietro quella di Dixon. Un pneumatico, ‘sbadatamente’ dimenticato da un meccanico, impone allo scozzese una ri-partenza ad ‘elle’ facendogli perdere altri secondi preziosi dietro al kiwi, fermatosi poco prima. Nulla di male il duello ricomincia e vicini all’ultima sosta i duellanto, decidono di non fermarsi e mentre tutto il gruppone delle monoposto effettua cambio gomme e rifornimento, Dixon e Franchitti continuano inesorabili ad inanellare volate sulla pista di Chicago. Hanno entrambi un giro di vantaggio su tutti gli altri, ma entrambi sanno che chiunque dei due si fosse fermato ai box avrebbe perso la gara se l’altro non l’avesse fatto. Ed entrambi sanno che il loro serbatoio va velocemente esaurendosi. Dixon stà nell’interno e Franchitti arretrato in esterno, tiene lo scozzese che nelle ultime volate tenta il sorpasso al neozelandese. Le manovre non riescono e Dixon mantiene la testa della gara. Questo fino a due curve dalla bandiera a scacchi quando Scott Dixon si ritrova senza carburante rallentando vistosamente. Franchitti passa ringrazia e vince gara e titolo. 200 metri dopo lo scozzese si ferma in mezzo alla pista senza etanolo nel serbatoio. Poco male, ormai è entrato nella storia!
Nel 2008 altra edizione di fuoco. Alla vigilia di Joliet, Dixon ha ‘quasi’ vinto il titolo. Anche nel caso di vittoria di Castro-Neves gli basta un misero 5° posto per aggiudicarsi il campionato. Lo scozzese non ci stà e durante tutta la gara aggredisce chiunque gli si trovi davanti fino a duellare con il brasiliano ballerino. Dixon potrebbe vincere ma… in un gesto di ‘contentino’ sportivo si dice abbia ceduto, seppur di 33 millesimi la vittoria a Castro-Neves. Dixon si porta a casa il secondo titolo, senza immaginare, che l’anno dopo, si sarebbe dovuto scontrare ancora una volta con Franchitti e con il nuovo pupillo di Penske: Ryan Briscoe.
Albo d’oro: (Illinois AAA/USAC/IRL)
Elgin
08/26/1910 race 1 Dave Buck (USA-Illinois)
08/26/1910 race 2 Al Livingstone (USA-California)
08/27/1910 Ralph Mulford (USA-New York)
08/25/1911 race 1 Hughie Hughes (USA/GB)
08/25/1911 race 2 Don Herr (USA-Pennsylvania)
08/26/1911 Len Zengel (USA-Ohio)
08/30/1912 race 1 Hughie Hughes (USA/GB)
08/30/1912 race 2 Charles Merz (USA-Indiana)
08/30/1912 race 3 Harry Endicott (USA-Indiana)
08/31/1912 race 1 Ralph De Palma (USA/I)
08/31/1912 race 2 Ralph De Palma (USA/I)
08/29/1913 Ralph De Palma (USA/I)
08/30/1913 Gil Anderson (USA/N)
08/21/1914 Ralph De Palma (USA/I)
08/22/1914 Ralph De Palma (USA/I)
08/20/1915 Earl Cooper (USA-Nebraska)
08/21/1915 Gil Anderson (USA/N)
1919 Tommy Milton (USA-Minnesota)
1920 Ralph De Palma (USA/I)
1933 Phil Shafer (USA/Iowa)
Galesburg District Fairgrounds
1914 Ralph Mulford (USA-New York)
1915 Eddie O’Donnell (USA-Minnesota)
Chicago-Speedway Park
06/26/1915 Dario Resta (GB)
08/07/1915 Dario Resta (GB)
06/11/1916 Dario Resta (GB)
10/14/1916 Dario Resta (GB)
06/16/1917 Earl Cooper (USA-Nebraska)
09/03/1917 race 1 Ralph De Palma (USA/I)
09/03/1917 race 2 Louis Chevrolet (CH)
10/13/1917 race 1 Tom Alley (USA-Indiana)
10/13/1917 race 2 Ralph Mulford (USA-New York)
10/13/1917 race 3 Pete Henderson (CDN-Ontario)
06/22/1918 Louis Chevrolet (CH)
07/28/1918 race 1 Ralph De Palma (USA/I)
07/28/1918 race 2 Ralph De Palma (USA/I)
07/28/1918 race 3 Ralph De Palma (USA/I)
Springfield-Illinois State Fairgrounds
1934 Billy Winn (USA-Kansas)
1935 Billy Winn (USA-Kansas)
1936 Wilbur Shaw (USA-Indiana)
1937 Mauri Rose (USA-Ohio)
1938 Tony Willman (USA-Wisconsin)
1939 Emil Andres (USA-Illinois)
1940 Rex Meys (USA-California)
1947 Tony Bettenhausen (USA-Illinois)
08/21/1948 Ted Horn (USA-Ohio)
09/19/1948 Myron Fohr (USA-Wisconsin)
08/20/1949 Mel Hansen (USA-South Dakota)
09/25/1949 Johnnie Parsons (USA-California)
08/19/1950 Paul Russo (USA-Wisconsin)
10/01/1950 Tony Bettenhausen (USA-Illinois)
1951 Tony Bettenhausen (USA-Illinois)
1952 Bill Shindler (USA-New York)
06/21/1953 Rodger Ward (USA-Kansas)
08/22/1953 Sam Hanks (USA-Ohio)
1954 Jimmy Davies (USA-California)
1955 Jimmy Bryan (USA-Arizona)
1956 Jimmy Bryan (USA-Arizona)
1957 Rodger Ward (USA-Kansas)
1958 Johnny Thomson (USA-Massachusetts)
1959 Len Sutton (USA-Oragon)
1960 Jim Packard (USA-North Carolina)
1961 Jim Hurtubise (USA-New York)
1962 Jim Hurtubise (USA-New York)
1963 Rodger Ward (USA-Kansas)
1964 A. J. Foyt (USA-Texas)
1965 A. J. Foyt (USA-Texas)
1966 Dan Branson (USA-Illinois)
1967 A. J. Foyt (USA-Texas)
1968 Roger McCluskey (USA-Texas)
1969 Mario Andretti (USA/I)
1970 Al Unser (USA-New Mexico)
1981 George Snider (USA-California)
1982 Bobby Olivero (USA-California)
DuQuoin State Fairgrounds
09/04/1948 Lee Wallard (USA-New York)
10/10/1948 Johnnie Parsons (USA-California)
1949 Tony Bettenhausen (USA-Illinois)
09/01/1951 Tony Bettenhausen (USA-Illinois)
09/03/1951 Tony Bettenhausen (USA-Illinois)
1952 Chuck Stevenson (USA-Montana)
1953 Sam Hanks (USA-Ohio)
1954 Sam Hanks (USA-Ohio)
1955 Jimmy Bryan (USA-Arizona)
1956 Jimmy Bryan (USA-Arizona)
1957 Jud Larson (USA-Texas)
1958 Johnny Thomson (USA-Massachusetts)
1959 Rodger Ward (USA-Kansas)
1960 A. J. Foyt (USA-Texas)
1961 A. J. Foyt (USA-Texas)
1962 A. J. Foyt (USA-Texas)
1963 A. J. Foyt (USA-Texas)
1964 A. J. Foyt (USA-Texas)
1965 Dan Branson (USA-Illinois)
1966 Bud Tingelstad (USA-Minnesota)
1967 A. J. Foyt (USA-Texas)
1968 Mario Andretti (USA/I)
1969 Al Unser (USA-New Mexico)
1970 Al Unser (USA-New Mexico)
1981 Rick Vogler (USA-Illinois)
1982 Gary Bettenhausen (USA-Illinois)
1983 Gary Bettenhausen (USA-Illinois)
Gateway International Raceway
2001 Al Unser, Jr. (USA-New Mexico)
2002 Gil de Ferran (BR)
2003 Helio Castroneves (BR)
Joliet-Chicagoland Speedway
2001 Jaques Lazier (USA-Colorado)
2002 Sam Hornish, Jr. (USA-Ohio)
2003 Sam Hornish, Jr. (USA-Ohio)
2004 Adrián Fernández (MEX)
2005 Dan Wheldon (GB)
2006 Dan Wheldon (GB)
2007 Dario Franchitti (GB)
2008 Helio Castroneves (BR)
Albo d’oro: (Illinois CART/CCWS)
Gateway International Raceway
1997 Paul Tracy (CDN-Ontario)
1998 Alessandro Zanardi (I)
1999 Michael Andretti (USA-Pennsylvania)
2000 Juan Pablo Montoya (COL)
Chicago Motor Speedway
1999 Juan Pablo Montoya (COL)
2000 Crisriano Da Matta (BR)
2001 Kenny Bräck (S)
2002 Crisriano Da Matta (BR)
alessandroabramocarretti





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