MILANO – Il nome tradisce indubbie origini italiane. E, in effetti, in Italia Alexander Rossi ci abita, ma con la nostra lingua non ha ancora padronanza. In compenso, in pista spinge come un diavolo. Campione della Formula BMW americana nel 2008, miglior rookie dell’International Formula Master 2009, Rossi, a differenza di tanti suoi connazionali, non sogna la ribalta della NASCAR, ma un posto in Formula 1. E, a dicembre, proverà per la prima volta una monoposto della massima serie, la dimissionaria BMW-Sauber, come premio per il titolo vinto l’anno passato. Ma a lui è interessata anche la USF1, che lo vede come possibile futuro talento a stelle e strisce da esibire in un team all-American. Lui, intanto, per il 2010 pensa alla GP3.
Alexander, non solo hai vinto il titolo rookie in International Formula Master, ma sei stato anche la sorpresa dell’anno, con tre vittorie, il maggior numero dopo il campione Leimer. Come valuti la stagione?
“Non così positiva come avrei voluto. Giungendo in Europa da pilota americano devi sempre dimostrare quanto vali. Ma in ogni campionato a cui partecipo punto sempre al successo assoluto. Ad essere onesti, Fabio e il team Jenzer hanno fatto un lavoro fantastico durante tutto l’anno e si meritano il titolo. Io ho dovuto cambiare team dopo un quarto di stagione e questo ha reso le cose più difficili nella lotta per il campionato. Ma nell’ultima parte dell’anno eravamo piuttosto veloci, sempre tra i primi e questa è la cosa più importante. Alla fine, sono felice del risultato, ma quello che si vuole è sempre essere il più in alto possibile in classifica.”
Sei un perfezionista.
“(Ride) Certamente.”
Anche tanti piloti di Formula 1 in passato lo erano.
“Sì. Ogni volta che si sale in macchina si vuole vincere. Io non faccio eccezione.”
E’ stata una bella battaglia quella con Pal Varhaug per il titolo rookie.
“Lui ha messo in campo una costanza di rendimento impressionante nel corso dell’anno ed è stata una sfortuna per lui che nella penultima manche sia stato vittima di un problema meccanico. E’ toccato anche a me in Ungheria, quando stavo per cogliere un risultato importante, per cui so come ci si sente.”
Come è stato il passaggio dalla Formula BMW alla Formula Master?
“Le due macchine sono molto simili, ad essere onesto, nel senso che non sono molto potenti – la Master lo è di più, ovviamente – e la cosa più importante è entrare bene in curva mantenendo una velocità elevata. La principale differenza per me quest’anno è stata dal punto di vista aerodinamico, perchè seguire da vicino la vettura che ti precede è molto molto difficile. In Formula BMW ho imparato molto, non sarei a questo punto se non fosse stato per quell’esperienza.”
Da pilota americano, perchè hai scelto di venire in Europa invece di seguire una carriera sugli ovali?
“Voglio arrivare in Formula 1. Questo è il mio obiettivo.”
A dicembre, ci arriverai molto vicino, provando la BMW-Sauber. Cosa ti aspetti?
“Mi aspetto di fare del mio meglio, poi vedremo cosa accadrà. Ovviamente voglio essere veloce. Sarò insieme ad un altro pilota, Esteban Gutierrez, e cercherò di batterlo.”
Si è parlato di un interesse nei tuoi confronti da parte del team USF1. Qual è la situazione?
“Ci sono stati dei contatti con Peter Windsor e Ken Anderson, ma al momento sono ancora lontani dall’aver deciso la loro coppia di piloti titolari per il prossimo anno. Devono occuparsi di molte cose, progettare e costruire una vettura di Formula 1 per correre nel 2010. Lo schieramento dei piloti non verrà deciso prima di dicembre. Al momento non mi sto concentrando su quello, ma sull’ottenere un contratto per il prossimo anno.”
Stai anche pensando alla GP2?
“Per ora voglio solo limitarmi a fare qualche test, correre in questo campionato nel 2010 mi sembrerebbe un passo affrettato. La GP3 sembra invece molto interessante per me.”
Fabrizio Corgnati





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