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“Adesso parlo io”

Pubblicato 20/10/09 17:40 da Fabrizio Corgnati

Flavio Briatore presenta ricorso ufficiale al Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi contro la radiazione a vita dall’automobilismo e chiede un milione di euro di risarcimento: “Confido nel tribunale per fare giustizia”

MILANO – La denuncia presentata venerdì scorso da Ari Vatanen, che metteva in dubbio l’effettiva trasparenza del meccanismo di elezione del nuovo presidente della FIA, è stata oggi ritirata. Ma le vicissitudini legali della Federazione Internazionale dell’Automobile sono tutt’altro che concluse. Nelle prossime settimane, ai tribunali di Parigi toccherà comunque occuparsi in più occasioni dell’ente presieduto da Max Mosley. Prima per decidere in merito alla procedura di iscrizione al Campionato del Mondo 2010, a seguito del reclamo presentato dall’italiana N.Technology. Poi, per deliberare sul caso più scottante dell’anno: il “crash-gate” e la relativa radiazione a vita di Flavio Briatore.

A rivolgersi al Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi è stato proprio il manager piemontese, che ha così rotto un silenzio assordante che durava ormai dal 21 settembre scorso, data della fatidica udienza del Consiglio Mondiale. I suoi avvocati hanno ieri depositato un ricorso all’Alta Corte parigina nel quale sarebbe presente, secondo il Journal du Dimanche, la richiesta di annullamento dell’esclusione dall’automobilismo, più un risarcimento danni per una cifra vicina al milione di euro.

Le motivazioni dell’azione legale sono state spiegate dallo stesso Briatore in un comunicato diramato ieri. “Questa decisione è un’aberrazione giuridica e ho piena fiducia nei tribunali francesi per il ritorno a una giustizia imparziale,” spiega Flavio. La radiazione a vita, in particolare, sarebbe contraria al diritto europeo e alla giurisprudenza della Corte europea per i diritti dell’uomo. Inoltre, nell’udienza si sarebbe consumata “una palese violazione dei diritti della difesa” in quanto la convocazione recapitatagli era priva delle motivazioni e degli indizi a suo carico.

In merito, poi, all’imparzialità di Mosley, Briatore non dà spazio a giri di parole: “In questa vicenda, la FIA si è messa al servizio di una singola persona.” Il Tribunale delle Grandi Istanze si riunirà il prossimo 24 novembre per decidere sulla questione. Per ora, tanto la Renault quanto la FIA non hanno rilasciato commenti in merito. Ad attendere con impazienza il verdetto sarà anche la Football League inglese, che sulla base di questa decisione prenderà eventuali misure in merito al coinvolgimento del 59enne cuneese con la formazione londinese dei Queens Park Rangers.

Fabrizio Corgnati





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