Disastro NASCAR: l’unione di tante scelte sbagliate (COT, restrictor plate modificati, no bump drafting) hanno portato ad una gara stranissima, che ha visto Jamie McMurray trionfare a Talladega. Jimmie Johnson arriva sesto, grazie al Big One che ha eliminato tutti i suoi rivali.
TALLADEGA – La NASCAR si è veramente impegnata per rovinare uno degli eventi più attesi di tutta la stagione, ma Talladega ha comunque riservato un gran numero di sorprese. Tanto per cominciare, con un vincitore a sorpresa: Jamie McMurray, tornato al successo per la prima volta da Daytona 2007.
Il pilota della Ford si è trovato in testa al 154° giro e, anche se i suoi rivali lo hanno sorpassato, è riuscito a rimanere sempre nelle primissime posizioni fino alla bandiera gialla che ha congelato il gruppo all’ultima tornata dell’AMP Energy 500.
Come accennato all’inizio, la corsa è stata condizionata da una serie di scelte sbagliate da parte della NASCAR: tanto per cominciare, il cambiamento della grandezza dei restrictor plate, che ha causato un enorme scompiglio riguardo alle strategie. Non è un caso che la maggior parte dei chaser siano rimasti senza carburante in ripartenza dalla bandiera rossa e McMurray stesso si sia salvato grazie al sopraggiungere della caution all’inizio dell’ultimo passaggio. Oltre a questo, un’ora prima del via, la NASCAR ha minacciato i piloti di sanzionarli con drive through in caso di bump rafting in curva. Risultato? Lunghissime serie di giri con vetture una dietro l’altra.
Questione di sicurezza è la motivazione della NASCAR, ma alla fine queste scelte hanno reso la gara ancora più difficile e pericolosa: non è un caso che negli ultimi dieci giri ci siano state ben due vetture che hanno preso il volo. Il primo è stato Ryan Newman al 183° passaggio: sul rettilineo di ritorno, Newman ha avuto un doppio contatto con Tony Stewart e Marcos Ambrose. La sua Chevy si è girata e, come accaduto ad Edwards in primavera, è decollata finendo sopra quella di Kevin Harvick. La COT ha fatto il suo lavoro per preservare l’incolumità fisica del pilota, ma è chiaro che appena queste vetture si trovano nel senso contrario di marcia prendano il volo troppo facilmente.
Il Big One, che ha causato l’arrivo sotto bandiera gialla, ha visto il cappottamento di Mark Martin, in seguito allo speronamento di Kurt Busch da parte di Brad Keselowski. Nel maxi-incidente è stato colpito Truex Jr, la cui vettura impazzita ha fatto ribaltare quella di Martin.
Dopo la bandiera rossa per l’incidente di Newman, molte vetture sono finite senza benzina, costrette quindi a ripartire dal fondo. Tra questi, i tre rivali di Johnson: Martin, Gordon e Montoya. Chi invece è riuscito a cavarsela senza problemi? Proprio Jimmie Johnson, che ha rifornito proprio un attimo prima che venisse esposta la bandiera rossa. Johnson è stato per tutta la corsa in fondo al gruppo, oltre la trentesima posizione e mai sarebbe riuscito a recuperare. Un misto tra rivali prima senza benzina e poi incidentati (il Big One si è scatenato pochi centimetri dietro la #48), il tre volte campione si avvicina pericolosamente alla conquista anticipata del quarto titolo Cup.
Jimmie Johnson è finito sesto, dietro a McMurray, Kahne, Logano, Biffle e Burton, ma davanti a Waltrip, Keselowski, Sadler e Labonte. In campionato ha 184 punti di vantaggio su Mark Martin.
Andrea Giachè





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