Con Marina Beccuti andiamo a scoprire i buoni ed i cattivi del GP d’Europa.
di Marina Beccuti
BUONI
Barrichello: ha creduto nella vittoria anche quando era dietro alle due McLaren, molto più leggere. Tra tutti i contendenti al Mondiale 2009 è colui che lo merita di più. Lo rincorre da anni e non si è mai depresso quando ha ricevuto critiche ingiuste e molti lo volevano pensionare. Avrebbe vinto anche senza l’errore della McLaren.
Hamilton: lui c’è, la squadra meno. La sciocchezza del box non può danneggiare la sua prestazione superba, da Campione del Mondo. Ora l’inglese ragiona maggiormente sia in qualifica che in gara, dovrebbe farlo anche la McLaren.
Raikkonen: il suo podio l’ha costruito alla partenza, dove Kimi è un esperto. Poi si è accodato e si è accontentato, anche perchè oltre non poteva andare. Chi lo vuole cacciare si faccia un esame di coscienza.
Badoer: vogliamo andare controcorrente e dare un’iniezione di fiducia al pilota italiano che da tester è diventato pilota ufficiale per sopperire all’assenza forzata di Massa e all’impossibilità di correre di Schumi. E’ arrivato ultimo, ma è giunto al traguardo, non ha compiuto errori clamorosi. Senza contare che non ha potuto fare test e ha rischiato comunque la faccia.
Rosberg: è un pilota che merita un top team. Sicuro di sè e aggressivo. Soprattutto non fa quasi mai errori.
Kubica: arrivare ottavo con questa BMW è da campioni. E’ un peccato vederlo arrancare con un team che non lo merita.
COSI’ COSI’
Alonso: un sesto posto anonimo a casa sua. Alla Renault dicono che la macchina c’è, non hanno specificato quando.
Kovalainen: parte in prima fila, arriva quarto, in gara fa da tappo. Il suo futuro è segnato. Assente.
Trulli: non è mai in gara. Non è colpa sua, non poteva fare di più, ma il futuro nebuloso della Toyota mozza le ali all’italiano.
Button: non riesce ad ottenere le stesse prestazioni di Barrichello, che si costruisce la vittoria già in qualifica. Spento.
CATTIVI
Red Bull: non è la sua gara, Vettel rompe e Webber non si vede mai tra i primi. La Brawn è cresciuta, la Red Bull s’è persa.
Grosjean e Alguersuari: sempre in fondo, si ha l’impressione che abbiano sostituito Piquet e Bourdais per questioni di immagine e non di prestazione. Proprio quello che non dovrebbe succedere nello sport, ma in F1 è la norma.
Marina Beccuti
Concordo su tutto tranne che sul giudizio dei due piloti giovani. Il francese, si è trovato nella mischia anche lui senza aver guidato in test seri la Renault e lo spagnolo ha solo 19 anni…Piquet ha corso per un anno e mezzo con il team, Bourdais pure…loro hanno ottenuto più o meno gli stessi risultati con 1/10 d’esperienza…