di Marina Beccuti
BUONI
Button: Ha vinto il titolo, l’ha conquistato a inizio stagione quando la concorrenza era in crisi nera. Il finale non è stato esaltante, ma chi sta davanti a tutti ha sempre ragione.
Brawn GP: Ha costruito una macchina solida, a poche settimane dal via non sapeva se si sarebbe potuta schierare: alla faccia, ha vinto campionato costruttori e piloti. Un plauso a Ross Brawn che è riuscito a vendere la squadra alla Mercedes dando il via ad una nuova era, con il ritorno di Schumacher.
Vettel: Grande. Lo possiamo considerare il miglior pilota della stagione, ha lottato per il titolo fino alle ultime gare e ha dimostrato di essere cresciuto anche come tattica di gara. Hamilton ha detto che sarà il concorrente più duro nel 2010, Ecclestone che vincerà lui. Candidato numero uno, insomma, alla faccia del “vecchio” Schumi.
Red Bull: Stesso discorso di Vettel. Nel 2010 potrebbe anche fare lo scherzetto a tutti. Adrian Newey è un mago e dove va vince.
Hamilton: è partito male, ma si è riscattato strada facendo. Se ha la macchina giusta rimane imbattibile.
Schumacher: Pur senza gareggiare è riuscito a creare un interesse mediatico incredibile, mettendo in secondo piano la vittoria di Button e l’arrivo di Alonso in Ferrari. Prima doveva sostituire Massa, ora è un pilota Mercedes, un ritorno all’ovile. Coraggioso a rimettersi in gioco. Merita gli applausi.
Raikkonen: Ha lasciato la F1 in punta di piedi, scaricato come un ferrovecchio, lui non si è scomposto ed è andato a fare i rally rimettendosi in discussione in un’altra categoria. Merita la simpatia e l’incoraggiamento di tutti e adesso tanti tifosi seguiranno con più affetto il Mondiale Rally. Ci mancheranno i suoi silenzi, ma soprattutto la sua grande onestà in pista. Buona fortuna Kimi.
Barrichello: E’ già lì che aspetta la rivincita con Schumacher. Ha lottato per il Mondiale e alla fine s’è rimesso in gioco cambiando scuderia. Può far crescere la Williams.
Rosberg: Nel 2010 è atteso alla “mission impossible” di battere Schumacher nel suo stesso team. Tuttavia il simpatico Nico è sempre stato in lotta per le prime posizioni pur con una macchina non al top. Può essere la vera sorpresa del 2010.
Kobayashi: Grande esordio in Toyota, un giapponese che va veramente forte. Fortuna che è rimasto nel circus, alla Sauber.
COSI’ COSI’
Webber: Ha vissuto anche momenti importanti alla Red Bull, ma s’è fatto stracciare dal più giovane compagno di squadra.
Alonso: Ha cercato di metterci del suo invano. Aveva già la testa in Ferrari.
McLaren: E’ partita male, pure con l’handicap del “lie-gate”, ha saputo rinascere nel finale di stagione, però ha peccato di affidabilità nell’ultima gara dell’anno.
Fisichella: Bravo con la Force India, dove è arrivato anche vicino alla vittoria, ma poi in Ferrari… meglio stendere un velo pietoso.
Trulli: Da lui ci si aspettava di più, comunque ha lottato.
F1: Non è stato un anno facile per la categoria, piena di polemiche dove spesso l’interesse si spostava più negli uffici che in pista. Con le ultime novità il 2010 sembra essere più interessante. Tuttavia abbiamo visto duelli nuovi ed inediti e non è stata poi così noiosa come potrebbe apparire.
CATTIVI
Renault: La storia del Crashgate non è stata edificante, sempre che sia andata come ci ha fatto credere Max Mosley. Comunque fa piacere che la casa francese sia rimasta nel circus. In pista ha fatto poco o nulla nel 2009.
Ferrari: A parte la sfortuna dell’incidente di Massa, è stato un anno difficile il 2009, dove ha vinto una gara con Raikkonen. A differenza della McLaren non ha nemmeno cercato di migliorare strada facendo. Non solo, ma ha stracciato il contratto di Raikkonen senza scrupoli, dimostrando un cinismo incredibile.
Mosley: Se n’è andato, era ora. I danni che ha provocato negli ultimi anni da presidente FIA hanno rischiato di mettere in ginocchio l’intero sistema. A differenza di Raikkonen, non ci mancherà.
Ecclestone: Anche lui, alla sua veneranda età sta cominciando a straparlare. Uno come lui non può permettersi certe frasi benevole su Hitler e dire che in fondo la morte di Senna ha aumentato l’audience in F1. Soldi e potere danno sempre alla testa.
Piquet: Non all’altezza in pista e anche per lui pesa il fattaccio dell’incidente di Singapore 2008. Merita però un’altra chance, un giovane non può rifiutare un ordine di scuderia.
Kovalainen: Come dire, un po’ annacquato.
Briatore: Ha pagato per tutti, forse ingiustamente. Pesa però il “Crash-gate”…
Marina Beccuti