di Marina Beccuti
BUONI
Hamilton: è partito 18esimo per aver sostituito il cambio sabato, in due giri era già 11esimo. E’ arrivato terzo, grazie alla penalizzazione di Trulli e agli incidenti altrui, ma il campione del mondo in carica ha dimostrato di poter fare la differenza anche con una macchina inferiore. Il vero KERS è nel suo piede e al terzo anno di F1, con il titolo in tasca, ha raggiunto la maturità dei forti. Non è stato focoso, ha corso con intelligenza, senza fare errori.
Brawn GP: ha dominato gli ultimi test invernali, così le qualifiche del Gran Premio d’Australia, giungendo al traguardo con una doppietta. Per una squadra che a febbraio non sapeva ancora se poteva essere al via di questa stagione è un miracolo. Tuttavia persistono i dubbi di questo exploit, infatti il Consiglio Mondiale della FIA dovrà verificare se sia regolare o meno il diffusore.
Trulli: peccato per l’ingenuità di aver superato Hamilton con la safety car, comunque la Toyota ha fatto ricorso, anche se il pilota italiano ha ammesso l’errore. Vale anche per lui vale il discorso fatto per Hamilton, è partito addirittura dai box, dopo la penalizzazione inflitta al suo team, ma ha raggiunto il podio, costruendo una gara solida e intelligente.
Buemi: ottimo esordio per lo svizzero-siciliano, che ha potuto usufruire della penalizzazione di Trulli per portare a casa due punti. Non ha voluto strafare e questo l’ha aiutato a non compiere errori.
Glock: buona la sua gara, nonostante non sia stato al livello del compagno Trulli. Ha corso con regolarità ed è arrivato al traguardo davanti ad Alonso.
COSI’ COSI’
Alonso: senza infamia né gloria, non è riuscito a stare davanti all’ex nemico Hamilton, che partito dietro con una macchina che manca ancora di grip, è riuscito a sopravanzarlo. Non è colpa dello spagnolo se la macchina ancora non va, ma sembra aver perso un certo mordente che gli conoscevamo in passato.
Rosberg: ha dominato le libere, è andato bene in qualifica, in gara non si è ripetuto, non per problemi suoi, ma della vettura che ancora non riesce stare al passo del gruppo dei team che usano il diffusore.
Heidfeld: lontano dalla forma del suo compagno di squadra Kubica, che picchia, ma lotta. E dire che il tedesco aveva il KERS e il polacco no.
CATTIVI
Ferrari: in toto, pasticcioni ai box, confusi, come ha ammesso lo stesso Colajanni. I due piloti stessi non sono apparsi combattivi e Raikkonen ha cominciato come aveva finito la stagione precedente, distratto e poco efficiente. Eppure aveva detto che con la F60 si trovava più a suo agio. Schumacher come “tutor” forse innervosisce i due titolari del volante. Se alla Ferrari non si fidano dei due attuali alfieri, forse era meglio cambiarli, o no?
Vettel e Kubica: hanno dato spettacolo, ma buttato al vento un podio per aver esagerato e messo a repentaglio anche la sicurezza degli avversari. Tuttavia va premiato il coraggio e la combattività, ma con meno foga. Come si dice nel caso: sono giovani e irruenti!
Marina Beccuti





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