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FEBBRE A 300 – Buoni e cattivi del GP d’Italia

Pubblicato 16/09/09 20:29 da Marina Beccuti

Tornano al vertice le Brawn GP che ipotecano il Mondiale. Hamilton sciupa malamente la sua gara e passa nel girone dei cattivi. Ma la “crash-story” della Renault mette nuovamente in ginocchio la credibilità della F1.

di Marina Beccuti

BUONI

Brawn GP: ottima la strategia del team inglese, Barrichello si piazza davanti a Button e arriva così fino in fondo. Rubacchia due punti al principale rivale per il titolo e adesso pare che la lotta sia solo più tra i due piloti della scuderia di Ross Brawn. Ma la Red Bull non molla.

Raikkonen: il risveglio del finlandese che non si scioglie al caldo come il ghiaccio della sua terra, bensì prende forza. Quattro podi consecutivi, a Monza regalatogli su un piatto d’argento da Hamilton, però nella seconda metà della stagione ha avuto una media punti da lotta al titolo. Non si è svegliato dopo l’incidente di Massa, è la Ferrari ha trovato un miglior passo.

Domenicali: al di là della crescita della squadra, del merito che ha avuto a tenere unita la squadra in un momento di difficoltà, non va dimenticato il suo gesto di fair play nei confronti degli ormai “amiconi” della McLaren. Il boss della Rossa è andato a salutare tutti i componenti del muretto box dopo la sciocchezza di Hamilton che ha regalato punti alla Ferrari. Ma, visto che siamo curiosi, ci piacerebbe sapere che cosa avevano da dirsi fitto, fitto Domenicali e Whitmarsh prima della partenza.

Sutil: grande gara la sua e quella della Force India che non appare più una meteora. Il tedesco-sudamericano è andato vicino alla pole sabato e poi ha sempre insidiato Raikkonen in gara fino al termine.

Alonso: fa quello che può, però prende altri punti preziosi in gara prima di sapere che futuro l’aspetta. L’asturiano crede ancora in una vittoria o in qualche podio. Il guaio è che non c’è più Piquet a immolarsi per lui.

Liuzzi: grande prestazione anche da parte sua, non è arrivato al traguardo per un guaio tecnico, ma è stato abile in qualifica, ottenendo la Q3 e anche in gara ha lottato da veterano. Erano due anni che non saliva più su una F1. Merita di più.

Fisichella: arrivare nono non era quello che si sarebbe aspettato, ma come prima gara va bene così. Migliorerà.

COSI’ COSI’

Kovalainen: è partito quarto ed è arrivato sesto, il solito gambero. Non ha grinta. Non si riesce a capire quanto sia scarso lui o quanto possa essere diversa la sua McLaren rispetto a quella di Hamilton.

Vettel: c’era da aspettarsi qualcosa in più da lui. Il titolo è sempre più distante.

Trulli e Glock: hanno dato vita ad un bel duello, ma poi sono finiti tutti e due ben lontani dai primi.

BOCCIATI

Hamilton: merita una bella bacchettata sulle mani. Come si fa a sprecare un terzo posto a poche curve dal traguardo per fare l’eroe? Se voleva andare a prendere Button, doveva rendersi conto che non poteva più raggiungerlo. Va premiato il coraggio di crederci sempre, però i punti si portano a casa. Prostrato dalla fine della love story con Nicole?

Briatore: in attesa di capire se la Renault lo silurerà o meno per il fattaccio di Singapore 2008, nella faccenda dei Piquet non ci fa tanta bella figura. Ci sono troppi dubbi che qualcosa di strano sia successo davvero. Staremo a vedere chi ha ragione.

Webber: esce di scena troppo presto per poter combattere nelle prime posizioni. Si ha l’impressione che il titolo se ne sia andato. Ma a dirla tutta pochi hanno creduto nella sua impresa.

Marina Beccuti





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