Il controparere di Marina Beccuti sulla decisione odierna dei commissari di gara della FIA che hanno restituito il terzo posto del GP d’Australia a Jarno Trulli squalificando Lewis Hamilton
di Marina Beccuti
Trulli è contento di aver ottenuto il suo terzo, legittimo posto, commentando che la FIA ha avuto buon senso. A mio avviso non la vedo nella stessa maniera. Quanto successo a Melbourne tra Hamilton e Trulli riguarda le tante lacune di regolamento che creano confusione.
Hamilton che interessi aveva nel far passare Trulli al terzo posto? La squadra l’ha avvertito per non incorrere in una penalizzazione stile Spa 2008. Diciamo che c’è stato solo un semplice malinteso tra i due piloti: Trulli è andato largo e Hamilton, giustamente perchè non poteva fare diversamente, l’ha superato.
Essendo in regime di safety car è sorto il problema che il campione del mondo potesse essere penalizzato per un sorpasso non dovuto, così la squadra gli ha consigliato di far ripassare Trulli, rinunciando al podio, dove in effetti c’è andato il pilota italiano. Fine della storia, Trulli meritava il terzo piazzamento e Hamilton il quarto, stop.
Invece no, ormai da troppo tempo la Federazione ed i suoi adepti in pista hanno deciso di scrivere a tavolino la classifica, così è successo a Melbourne, prima dando una penalizzazione di 25 secondi a Trulli, poi riabilitandolo al suo terzo posto, ma squalificando Hamilton, decisione quanti mai assurda. Il pilota inglese non ha mai detto il falso, perchè a fine gara ha subito riferito a Speed TV: “La squadra mi ha detto di far passare Trulli”. E allora dove sta il buon senso della decisione?
Nel calcio, se un arbitro non concede un rigore o ne fischia uno che non c’è, oppure espelle un giocatore che non ha fatto fallo, il risultato rimane quello ottenuto sul campo, con le polemiche annesse, ma nessuno si sogna di riscrivere il risultato o far ripetere la partita.
Guardiamo il nuovo ordine di arrivo: davanti ci sono le Brawn GP e le Toyota, proprio i due dei tre team (l’altro è la Williams) che usano il diffusore tanto contestato. In teoria anche questo è un ordine fasullo perché di mezzo c’è un ricorso di Ferrari, Red Bull e Renault, anche se ci stupiremmo se venisse accolto. Alonso, quinto, spera ancora di aggiudicarsi lui il Gran Premio di Australia, nel caso in cui fossero squalificati i primi quattro di Melbourne. Ma la F1 ormai ha perso ogni sorta di credibilità.
Marina Beccuti





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In realtà Trulli ha detto che la FIA ha avuto buon senso nel riammetterlo al terzo posto. Quanto alla squalifica di Hamilton non si è pronunciato. Non ha detto che è giusta. La sua è coerenza assoluta.
Mi risulta invece che Hamilton, dopo aver detto quel che ha detto a Speed Tv, abbia poi negato ai commissari della FIA di avere lasciato passare volontariamente Trulli. Si è rivelato antisportivo. Giusta punizione.
Caro Guido,
mi permetto di rispondere io in luogo della mia collega Marina visto che ho scritto un articolo proprio oggi di analogo argomento (http://www.422race.com/2009/me-and-my-helmet-hamilton-meno-male-che-non-parcheggi-in-seconda-fila/). Naturalmente non si vuole mettere in dubbio che Hamilton abbia commesso il fatto per cui è stato penalizzato (questo lo possono sapere solo i commissari), ma l’entità della penalizzazione. Penso che una multa sarebbe stata più che sufficiente.
Grazie del tuo commento.
FC
Hamilton non sarebbe incorso in nessuna penalizzazione se non avesse mentito.
se fosse stato realmente in buona fede avrebbe ammesso di aver lasciato passare trulli, ma nel momento in cui trulli è stato indagato per essersi ripreso la 3 posizione, hamilton ha capito che avrebbe anche potuto restare 3° senza incorrere in penalizzazioni, allora la mclaren ha MENTITO, per questo è stata squalificata
Per Fabrizio Corgnati:
Ho letto il tuo articolo e sono d’accordo quasi integralmente con quello che dici. Pensandoci bene, forse, la punizione è stata un po’ troppo severa. Vorrei però sottolineare un dato: l’antisportività di una dichiarazione mendace, pur non essendo punibile per la giustizia penale (l’imputato ha infatti diritto a mentire per difendersi) non può esserlo per quella sportiva. Quindi per assurdo il rapinatore (da te citato) può negare persino l’evidenza davanti al giudice, ma lo sportivo no!
Hai ragione Guido in quello che dici. Ovviamente la mia era una provocazione. Non intendevo tanto sottolineare la negazione dell’evidenza, quanto il fatto che non è corretto modificare il risultato di una gara in base a quanto accaduto dopo la gara, così come non è corretto condannare un rapinatore sulla base di una sua infrazione stradale!
da un altro aricolo risulta invece che la motivazione della squalifica non sarebbe quanto detto da Lewis ma le comunicazioni via radio team pilota in cui tra l’altro lewis si rifiutava GIUSTAMENTE di far passare un Trulli che se n’era andato per i prati perdendo la 3 posizione solo perchè non l’avrebbero fornita per intero…in più c’è di peggio cioè il team ha chiesto più volte cosa dovesse fare durante la fase incriminata ma i commissari non hanno risposto mai…sono da squalifica i giudici di gara non Lewis!!!!
Difetto di comunicazione, ma soprattutto regole non chiare: cosa deve fare un pilota se in regime di safety car quello davanti va largo? Lo supera, oppure parcheggia e aspetta che riparta? Consideriamo sempre che i piloti vanno a trecento all’ora dove c’è un tempo per pensare e ragionare molto limitato, dunque ci vorrebbero regole più semplici per non dover sempre pensare che ci siano favori e sfavori verso qualcuno. Nel qual caso se è la McLaren ad aver sbagliato si tolgano i punti alla squadra, non al pilota e poi che senso ha squalificare anche Kovalainen che era uscito al primo giro? Tutto molto ridicolo.