
In Belgio ci aspettiamo delle risposte da 3 bandiere dell’Union Jack: 2 piloti ed una scuderia. Fra i piloti Jenson Button che dovrebbe comportarsi ampiamente da leader di campionato e Lewis Hamilton che potrebbe nuovamente dare una prestazione da Campione del Mondo.
SPA-FRANCORCHAMPS – In Belgio ci aspettiamo delle risposte da 3 bandiere dell’Union Jack: 2 piloti ed una scuderia. Fra i piloti Jenson Button che dovrebbe comportarsi ampiamente da leader di campionato e Lewis Hamilton che potrebbe nuovamente dare una prestazione da Campione del Mondo. Fra le scuderie la Brawn. Le due vetture blanche-lime hanno il compito di mostrare ancora i denti in pista mettendosi dietro tutti gli altri. Dalle prove sono emerse delle risposte sorprendenti ed ampiamente impreviste. Una Force India, quella di Fisichella è in pole-position!
Un evento ben più difficile di quando la Coyne di Wilson vinse a Watkins Glen il 5 luglio scorso. Per di più in qualifica, tutti i pezzi grossi, tranne uno (Räikkönen), sono caduti nell’oblio partendo oltre la decima posizione. Hamilton, Alonso e Button partiranno in tris dalla dodicesima alla quattordicesima piazza. Una griglia insolita ed inedita ma soprattutto imprevedibile. Badoer, dal canto suo ha fatto tutto ciò che crediamo fosse in suo potere, partendo, ritardato di oltre tre secondi dalla pole, in ultima posizione. Niente di strano in questo, dopotutto l’italiano dopo dieci anni stà tentando di capire come rientrare in campana. Fra l’altro e fra i tanti nomi che vorrebbero sostituire Badoer, e che sono sortiti proprio questa settimana, c’è quel Giancarlo Fisichella che oggi ha regalato la prima pole alla scuderia indiana.
Forza della Ferrari che ha spinto il pilota romano? Anche Jarno Trulli, straordinariamente secondo oggi a fianco di ‘Fisico’, fra i papabili al posto di Badoer. In questi giorni sono arrivate tante brutte notizie per la F1. Dai ritiri già annunciati di BMW e forse Toyota, alle nubi grigie che si addensano sulla Force India. Non mancano poi altre speculazioni che vedono lo USF1 come un bluff, che poco dopo sono state, in parte arginate, dalle notizie di contatti fitti fra la scuderia americana e Sebastien Loeb. Il campione francese ha ormai il pallino della F1, e pur di correre, potrebbe mettere le mani su qualunque sterzo. Intanto la Red Bull vuole i motori Mercedes abbandonando i Renault. Anche la scuderia francese non naviga in ottime acque a detta di molti. Tante voci ed il Belgio che ci riporta su uno degli ultimi veri classici del Campionato di F1.
Il Belgio, uno stato che ha tantissimi legami con l’automobilismo da prima che nascesse la F1, e ancor prima che si disputasse il primo Grand Prix in Francia nel 1906. Tutto ebbe inizio già nel 1902 al primo Ardenne Circuit di Bastogne. Il Campionato Americano, l’allora AAA, nasceva in quell’anno e veniva vinto da Harry Harkness, aviatore, organizzatore di gare per cavalli e pilota. A Charles Jarrott la vittoria del ‘primo Gran Premio’ del Belgio su una Panhard 70 hp. L’anno dopo la gara andò a Pierre de Crawhez ancora su una Panhard 70 hp. Nel 1904 il primo vincitore di un certo peso: George Heath; il Gorge Heath che in quello stesso anno vinceva il Campionato Americano. Anche lui con una Panhard, ma stavolta è una 90 hp. Altro campionissimo nel 1905, è il francese Victory Hémery. Quell’anno il transalpino si aggiudica l’Ardenne Circuit, la Vanderbilt Cup, e, assieme a Barney Oldfield anche il Campionato Americano. Oldfield ed Hémery diventeranno i primi due campionissimi della storia automobilistica. Nel 1906 prende il via il primo Grand Prix di Francia e l’Ardennes Circuit va ad Arthur Duray. Un belga nato a New York. Nel 1907 un altro belga vince sulle Ardenne: Pierre de Caters.
Passano quasi vent’anni, ed il Belgio ritorna nelle gare con un suo Grand Prix ufficiale. Siamo nel 1925 e la storia dell’automobilismo è notevolmente mutata. In questo decennio prendono il via molti dei Grand Prix nazionali che andranno a conformare il calendario ufficiale di F1 del 1950. La sede per la gara belga è un circuito ricavato da strade cittadine fra Spa e Francorchamps. A vincervi è Antonio Ascari, padre del più famoso Alberto, nell’annata maledetta che lo avrebbe dovuto vedere Campione, ma che invece lo vide morire a Monthléry, venendo ‘sostituito’ da Peter de Paolo a Monza contro gli squadroni Bugatti, Delage e Duesemberg. Un balzo di 5 anni e nel 1930 Louis Chiron si porta a casa il trofeo belga nell’anno del suo secondo titolo. Nel ’31 la gara va alla coppia italo-inglese Conelli/Grover-Williams. Ancora un salto e nel 1933 Tazio Nuvolari regala la prima vittoria in Belgio per la Macerati. Nel 1934 ancora una Bugatti con René Dreyfus. Dal 1935 inizia l’apoteosi dell’armata tedesca. In tre edizioni prima della guerra, il Belgio è terra di tedeschi. Caracciola (1935), Rudolf Hasse (1937) ed Hermann Lang (1939) portano Mercedes-Benz ed Auto Union alla vittoria.
Conclusa la Seconda Guerra Mondiale, nel 1946 il GP del Belgio torna ad un francese: Eugène Chaboud regala alla Delage l’unica sua vittoria su questa pista. Nel ’47 ancora un francese, Jean-Pierre Wimille, ma stavolta su Alfa Romeo. Un altro balzo di due anni, è il 1949 e Louis Rosier su Talbot si aggiudica l’ultima edizione del GP del Belgio prima dell’ufficializzazione della F1. Nel 1950, Fangio si impone su Alfa Romeo ma il titolo va a Farina, l’anno dopo Fangio vince il titolo ma Farina la gara belga in una staffetta fra colleghi e amici. Nel biennio ’52-’53 Ascari trova la vittoria sullo stesso circuito dove il padre aveva trionfato quasi trent’anni prima. Il seguente biennio ’54-’55 ancora Fangio, ma dal 1956 e per tutti gli anni sessanta, saranno piloti di lingua inglese a fare faville. In questi 15 anni la gara belga non verrà organizzata in tre occasioni: 1957, 1959 e 1969. Jim Clark ne vince tutte le edizioni fra il ’62 ed il ’65. Il ritorno nel 1970 ha il sapore amaro. Trionfa Pedro Rodríguez ma sarà l’ultimo GP a Spa-Francorchamps. Troppo pericoloso.
Si riparte dal 1972 a Nivelles e qui vince Emerson Fittipaldi. Ormai i piloti dell’America Latina hanno guadagnato molto spazio in F1 e contendono agli europei, nord-americani e australiani i GP in calendario. Nivelles viene alternata a Zolder che nel 1973 vede il trionfo di Jackie Stewart. Ancora un british-languages sbanca il belgio. L’anno dopo a Nivelles, Fittipaldi bissa la vittoria del ’72.
Dal 1975 Zolder diventa l’unica pista belga abbandonando Nivelles dopo appena due stagioni. Niki Lauda vince immediatamente due edizioni di fila. Nel ’77 la gara va allo svedese Gunnar Nilsson su Lotus. Nel 1978 dopo Dan Gurney nel ’69, uno ‘yankee’ conquista il Belgio. E’ Mario Andretti e quell’anno vince anche il titolo di F1 dopo i tre titoli USAC del ’65, ’66 e ’69. Il 1979 è l’annata di Jody Scheckter. Il sudafricano vince in Belgio ed il titolo a fine stagione.
Gli anni ’80 vedono l’arrivo di Prost e Senna. Il francese vince solo due volte contro le 5 del brasiliano che fra il 1988 ed il 1991 eguaglia Jim Clark e fa poker. Nel 1983 torna Spa in quanto l’anno precedente a Zolder, Gilles Villeneuve perde la vita in prova in un incidente dai risvolti impensabili. La Ferrari alla domenica non schiera le sue vetture e la vittoria va alla McLaren di John Warson. Nell’85 torna ancora Zolder. Sarà per una sola volta e Michele Albereto si aggiudica la gara.
Nel 1985 si decide che Spa è, e sarà sempre, il circuito del GP del Belgio. Il tracciato ha subito continue modifiche per migliorarne la sicurezza, ma il famoso Eau Rouge resta la curva più terribile dell’intero calendario di F1. Dal 1992 Michael Schumacher inizia a costruire quel paniere di vittorie che lo porteranno ad essere il re, ancor oggi incontrastato, di Spa. Il tedesco vincerà ben sei volte in Belgio. Anche Damon Hill tenerà la scalata verso Clark e Senna ma si fermerà a ‘sole’ tre vittorie. Negli ultimi anni Kimi Räikkönen si è imposto già tre volte, ma con la possibilità ancora di raggiungere la quarta vittoria. Nel 2003 e nel 2006 altri due anni vuoti per Spa. Quest’anno abbiamo Fisichella in pole, Trulli secondo e Heidfeld terzo. L’anno scorso ha vinto Massa, ma il brasiliano, come altre volte quest’anno, non può difendersi dagli attacchi degli altri piloti. Su tutto questo vogliamo vedere che stomaco avranno i british perché là davanti, domani alle 14:00 non ci sarà niente dell’Union Jack.
Albo d’oro:
Circuito delle Ardenne
1902 Charles Jarrott (GB)
1903 Pierre de Crawhez (F)
1904 George Heath (USA-New York)
1905 Victory Hémery (F)
1906 Arthur Duray (F)
1907 Pierre de Caters (B)
Gran Premio del Belgio
1925 Antonio Ascari (I)
1930 Louis Chiron (MC)
1931 Williams Grover-Williams/Caberto Conelli (GB/I)
1933 Tazio Nuvolari (I)
1934 RenéDreyfus (F)
1935 Rudolf Caracciola (D)
1937 Rudolf Hasse (D)
1939 Hermann Lang (D)
1946 Eugène Chaboud (F)
1947 Jean-Pierre Wimille (F)
1949 Louis Rosier (F)
1950 Juan Manuel Fangio (RA)
1951 Nino Farina (I)
1952 Alberto Ascari (I)
1953 Alberto Ascari (I)
1954 Juan Manuel Fangio (RA)
1955 Juan Manuel Fangio (RA)
1956 Peter Collins (GB)
1958 Tony Brooks (GB)
1960 Jack Brabham (AUS)
1961 Phil Hill (USA-Florida)
1962 Jim Clark (GB)
1963 Jim Clark (GB)
1964 Jim Clark (GB)
1965 Jim Clark (GB)
1966 John Surtees (GB)
1967 Dan Gurney (USA-New York)
1968 Bruce McLaren (NZ)
1970 Pedro Rodríguez (MEX)
1972 Emerson Fittipaldi (BR)
1973 Jackie Stewart (GB)
1974 Emerson Fittipaldi (BR)
1975 Niki Lauda (A)
1976 Niki Lauda (A)
1977 Gunnar Nilsson (S)
1978 Mario Andretti (USA/I)
1979 Jody Scheckter (ZA)
1980 Didier Pironi (F)
1981 Carlos Reutemann (RA)
1982 John Watson (GB)
1983 Alain Prost (F)
1984 Michele Alboreto (I)
1985 Ayrton Senna (BR)
1986 Nigel Mansell (GB)
1987 Alain Prost (F)
1988 Ayrton Senna (BR)
1989 Ayrton Senna (BR)
1990 Ayrton Senna (BR)
1991 Ayrton Senna (BR)
1992 Michael Schumacher (D)
1993 Damon Hill (GB)
1994 Damon Hill (GB)
1995 Michael Schumacher (D)
1996 Michael Schumacher (D)
1997 Michael Schumacher (D)
1998 Damon Hill (GB)
1999 David Coulthard (GB)
2000 Mika Häkkinen (SF/FIN)
2001 Michael Schumacher (D)
2002 Michael Schumacher (D)
2004 Kimi Räikkönen (SF/FIN)
2005 Kimi Räikkönen (SF/FIN)
2007 Kimi Räikkönen (SF/FIN)
2008 Felipe Massa (BR)
alessandroabramocarretti










Di sicuro lo sai: il giorno dell’incidente Gonzalo Rodriguez guidava una Lola o una Penske? Grazie
Angelo, una Lola-Mercedes ma per la Penske. Ricordo perfettamente lo chassis Marlboro simil-McLaren. Lo stesso con cui oggi Castro-Neves e Briscoe sfoggiano ad ogni GP.