
di alessandroabramocarretti
E rieccoci dopo appena due settimane nuovamente in casa della Honda. Per chi non lo sapesse, il caso giapponese è l’unico al mondo in cui una casa automobilistica possiede entrambi i tracciati in cui corrono le due massime serie per monoposto del mondo. Motegi e Suzuka sono entrambi di proprietà della casa nipponica e da quest’anno si corrono in date così ravvicinate che il confronto è d’obbligo. Se, appena 14 giorni fa, vi abbiamo raccontato le vicende storiche di Motegi e della prima gara nipponica mai corsa con una massima serie, oggi è il turno della F1 e di quali e quanti GP e tracciati sono stati toccati dal Campionato del Mondo.
La F1 arriva in Giappone per seconda dopo che lo USAC (oggi IRL o IndyCar) ci era arrivato nel 1966. Era il 1976 e il tracciato del Fuji venne scelto come sede del GP del Giappone. Era l’ultima prova in calendario e già quell’edizione rimarrà nella storia per tanti motivi. Era stato l’anno maledetto di Niki Lauda. In Germania sul N-Ring aveva visto la morte in faccia rischiando di morire arso vivo dentro la propria Ferrari se alcuni impavidi colleghi non lo avessero estratto dall’abitacolo in stato di incoscienza (caso più unico che raro di amicizia sportiva). Il detentore del titolo ne uscì comunque ricoperto di gravi ustioni su buona parte del corpo che ne mutarono in larga parte il volto. Ne segnarono anche lo spirito e giunto in Giappone sotto un acquazzone da memoria, Lauda, ancora memore del tremendo incidente avuto in Germania, si ferma ai box esclamando: “La mia vita è più importante del Mondiale”. Resterà nella storia, così come il titolo vinto da Hunt ai danni dell’austriaco. Per Hunt è un evento quasi imprevisto, visto che gli serviva un terzo posto che ad inizio gara era totalmente fuori dalla sua portata per garantirgli quel misero punto in più per vincere il titolo su Lauda.
Anche quella del 1977 è un’edizione da memoria. Villenueve è stato ingaggiato dalla Ferrari al posto di Lauda che, in rotta con la scuderia italiana, non si presenta neppure in griglia. Il canadese è aspramente criticato da molti per il suo irruento modo di guidare e sul Fuji tenta un impossibile sorpasso su Peterson. I due si toccano e nella carambola Villeneuve vola in aria con la sua monoposto, ricadendo su due spettatori e uccidendoli. Il GP viene vinto nuovamente da Hunt ma la gara nipponica già dal 1978 scompare dal calendario.
Passano 10 anni e la F1 torna ancora nel Sol Levante. Stavolta è il circuito di Suzuka che, costruito dalla Honda all’interno di un parco di divertimenti, resterà per 20 anni la sede giapponese della F1. Posta come penultima prova in calendario, anche Suzuka, come il Fuji, si rivela la pista dove spesso viene assegnato il titolo. Nigel Mansell in prova sbatte violentemente ed è costretto a saltare sia la gara nipponica che la seguente in Australia, lasciando così campo libero a Nelson Piquet, il quale vince comodamente il suo terzo titolo di F1. E’ il 1987.
Nel 1988 muore Enzo Ferrari e per tutto l’automobilismo è un duro colpo che lascerà il segno a lungo. Le Ferrari, seppur giungendo seconde in Campionato, vengono stritolate dalla superiorità della McLaren che, con Senna e Prost, vincono 15 gare sulle 16 in calendario. Il Giappone non è l’eccezione e come nelle precedenti è una McLaren ad imporsi. E’ quella di Ayrton Senna davanti al compagno Prost e mentre il francese mastica il boccone amaro di perdere il terzo titolo, il brasiliano va a vincere la gara a Suzuka, facendo della gara nipponica ancora una volta quella che designa il Campione del Mondo.
Le ultime due edizioni del decennio fanno di Suzuka la gara delle attese. In Giappone, ormai è risaputo, esce fuori il Campione del Mondo e nel biennio 1989-1990 l’evento si ripete. Non solo, le due gare nipponiche si dimostreranno fondamentali nella storia della F1 per il delinearsi dei rapporti fra due grandi protagonisti: Alain Prost e Ayrton Senna. Ancora loro, ancora i due alfieri McLaren che dall’edizione di Imola del 1989 non si parlano più. E’ una guerra in casa quella che si consuma fra il francese ed il brasiliano, e che trova il suo culmine in Giappone. A sette giri dal termine del GP, Senna e Prost sono in testa, il brasiliano rompe gli indugi, cerca il sorpasso su Prost ma il francese chiude causando un incidente che a prima vista mette fuori gioco entrambi. Senna continua, si ferma ai box, si fa sostituire il musetto e rientrato in pista ritorna nuovamente in testa con una certa agilità vincendo la gara. Ma non può salire sul podio: è stato squalificato per aver accorciato un tratto di pista! Prost vince così il suo terzo alloro, ma ormai in F1 è guerra aperta. Nel 1990 Prost emigra in Ferrari da Campione del Mondo, per risollevare le sorti della scuderia italiana, scambiandosi con Berger che va in McLaren. Prost non delude le attese ed in Giappone si presente in piena lotta con Senna. Ora il francese ed il brasiliano non si ‘beccano’ più nello stesso pollaio. La gara parte con Senna e Prost appaiati in prima fila ma alla prima curva il Carioca centra in pieno la Ferrari del francese! La gara è finita per entrambi ma Senna è matematicamente Campione del Mondo rendendo ‘pan per focaccia’ a Prost. E’ una brutta pagina per lo sport automobilistico, ma memorabile per la storia della F1.
Nel 1991, Prost corre per una Ferrari così scadente da non poter ambire nuovamente al titolo. Ormai la Williams è la sfidante della McLaren e con Mansell e Patrese punta decisamente al titolo. Suzuka è ancora una volta decisiva. Mentre Mansell tenta tutte le vie per passare Berger che lo tappa in favore di Senna, finisce nella sabbia e saluta i suoi sogni di gloria ancora una volta. Senna è nuovamente campione con una gara d’anticipo. Il 1992 è una passeggiata in solitario per Mansell, che vince il suo primo titolo a mani basse e a Suzuka ormai Campione del Mondo in anticipo, rompe al 44° lasciando a Patrese il gusto della vittoria. Il 1993 vede il ritorno di Prost che preso il posto di Mansell emigrato in F.CART, non ha praticamente avversari se non il solo Senna. Il francese vince il titolo con una certa facilità con una super-Williams che surclassa tutte le altre scuderie ancora una volta. Non così a Suzuka che rivede sulla prima fila ancora una volta appaiati i due avversari. Stavolta tutto regolare, ma sarà Ayrton a vincere la gara. Poco importa, il francese era già campione del mondo matematicamente… per la 4° volta!
Il 1994 è una sorta di anno di svolta. Prost si è definitivamente ritirato da Campione del Mondo e Ayrton Senna è tristemente perito ad Imola nel famoso incidente causato da quella maledetta sospensione che l’ha ucciso prima ancora di sbattere nel Tamburello. I nuovi sfidanti sono: Damon, figlio d’arte di Graham Hill e Michael Schumacher. A Suzuka i due arrivano primo e secondo finendo in classifica ad appena un punto di distacco. La vera gara è dietro, fra Alesi e Mansell che un acquazzone che rimanda a quasi 20 anni prima sul Fuji, galvanizza i due piloti regalando una delle più epiche battaglie che la F1 ricordi. Eppure lottano per il 3° e 4° posto! Quando correre è una passione. Il 1995 è la passeggiata di Schumacher che con una Benetton stellare vince il suo secondo titolo dopo quello incredibile dell’anno precedente. Anche Suzuka lo vede vincitore, ma è una sorta di parata. Il 1996 è l’anno di Damon Hill. Vince con facilità in quanto Schumacher è andato a tirar su una Ferrari ormai digiuna di vittorie (nonché di titoli) da troppo tempo. Suzuka è stata spostata come ultima gara in calendario. Ci resterà per lungo tempo facendo del Giappone non più quella gara che in passato decretava spettacolari sfide e soprattutto il Campione del Mondo, ma ormai l’ultima passeggiata delle monoposto prima dell’inverno. Vince Hill ma è uno sfizio che l’inglese si toglie senza sforzi particolari.
Nel 1997 gara a Schumacher e titolo a Villeneuve seppur a Suzuka il canadese aveva subito la squalifica già in prova. Gli anni a seguire la gara giapponese si è sempre rivelata una gara senza troppe emozioni. O la stagione era finita già da un pezzo o, come nel caso del 2007, i giuochi sono stati fatti soltanto in Brasile che da qualche anno ormai ha rubato l’ultimo posto alla gara nipponica. Fra il 1998 ed il 1999 Mika Häkkinen fa doppietta. Schumacher ne effettua un’altra fra il 2000 ed il 2001. Ancora nel 2004 conquista il suo 5° successo a Suzuka diventando il maggior vincitore nel GP del Giappone. Nel biennio 2007-2008 si tornò a correre al Fuji con le vittorie di Hamilton ed Alonso. Quest’ultimo trionfante anche a Suzuka l’anno precedente.
Parentesi a parte il GP del Pacifico. Nata nel 1960 come gara non valida per il Campionato di F1, si disputò fino al 1963 a Laguna Seca regalando a Stirling Moss le prime due edizioni. ‘Ripescata’ nel 1994 per il tracciato TI Circuit di Aida ha visto in entrambe le due edizioni valide la vittoria di Schumacher, che si prende il record di vittorie anche su questa pista.
Quest’anno Suzuka, dopo due edizioni del Fuji, torna in calendario, e ritorna, come tanti anni prima una gara che potrebbe decidere il Campione del Mondo. Jenson Button ha vinto sei gare in calendario e se riuscisse a strappare altri 5 punti al compagno Rubens Barrichello diventerebbe matematicamente Campione del Mondo. Lo farebbe con una Brawn in casa della Honda che proprio alla fine del 2008 ha ceduto la scuderia al Patron Manager britannico Ross Brawn. Che sfiga! Per quanto riguarda Vettel, le possibilità di lottare ancora per il titolo sono ridotte al lumicino. Per poter ancora ‘aggredire’ Button deve sperare di vincere tutti i restanti GP e che il britannico non guadagni più di 3 punti nelle prossime 3 gare! Bentornata Suzuka, ancora una volta torni a regalarci l’emozione di tanti anni prima come prima di te aveva fatto il Fuji…
Albo d’oro GP Pacifico:
1960 Stirling Moss (GB)
1961 Stirling Moss (GB)
1962 Roger Penske (USA-Ohio)
1963 Dave MacDonald (USA-California)
1994 Michael Schumacher (D)
1995 Michael Schumacher (D)
Albo d’oro USAC/IRL:
1966 Jackie Stewart (GB)
2003 Scott Sharp (USA-Connecticut)
2004 Dan Wheldon (GB)
2005 Dan Wheldon (GB)
2006 Helio Castroneves (BR)
2007 Tony Kanaan (BR)
2008 Danica Patrick (USA-Ohio)
Albo d’oro F1:
1976 Mario Andretti (USA/I)
1977 James Hunt (GB)
1987 Gerhard Berger (A)
1988 Ayrton Senna (BR)
1989 Alessandro Nannini (I)
1990 Nelson Piquet (BR)
1991 Gerhard Berger (A)
1992 Riccardo Patrese (I)
1993 Ayrton Senna (BR)
1994 Damon Hill (GB)
1995 Michael Schumacher (D)
1996 Damon Hill (GB)
1997 Michael Schumacher (D)
1998 Mika Häkkinen (SF/FIN)
1999 Mika Häkkinen (SF/FIN)
2000 Michael Schumacher (D)
2001 Michael Schumacher (D)
2002 Juan Pablo Montoya (COL)
2003 Rubens Barrichello (BR)
2004 Michael Schumacher (D)
2005 Kimi Räikkönen (SF/FIN)
2006 Fernando Alonso (E)
2007 Lewis Hamilton (GB)
2008 Fernando Alonso (E)
Albo d’oro CART:
1998 Adrián Fernández (MEX)
1999 Adrián Fernández (MEX)
2000 Michael Andretti (USA-Pennsylvania)
2001 Kenny Bräck (S)
2002 Bruno Junqueira (BR)
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