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IL ROMPIBIELLE – Nella diaspora F1 si salvano solo i giovani

Pubblicato 17/11/09 12:27 da Gian Carlo Minardi

Un punto della situazione politica e sportiva in questo inizio d’inverno della F1 da parte del nostro rubrichista illustre, Gian Carlo Minardi

di Gian Carlo Minardi

Nel Mondiale 2009 abbiamo osservato due aspetti: uno politico e uno sportivo. Sul fronte politico è stato sicuramente un anno da dimenticare, con tanti buchi neri che la nuova presidenza della FIA dovrà cancellare, mentre sul fronte sportivo abbiamo avuto una Brawn GP devastante, con una Red Bull costantemente al vertice e veloce, anche se meno affidabile. La macchina di Adrian Newey era la più avveniristica, quella che presentava il maggior numero di novità e anche la più bella, esteticamente parlando.

Ora ci stiamo trovando di fronte ad un finale di stagione catastrofico, in quanto, dopo il ritiro di Honda e BMW, la lista si è allungata proprio in queste ultime settimane con l’annuncio della Toyota. Il panorama automobilistico sta pian piano mutando, anche se proprio in queste ore è arrivato l’annuncio del ritorno tra i costruttori della Mercedes che ha comprato il 75,1% delle azioni del team bi-campione del mondo. Speriamo che si possa trovare una maggiore solidità tra le new entry, tornando al passato in chiave moderna. Aspettiamo con ansia questo inverno che si annuncia molto caldo.

Negli anni 1996-1997, quando i piccoli team come la Minardi lanciavano grida di dolore, non erano stati presi in considerazione. Puntualmente, si è verificato quello che avevamo annunciato. La cosa più grave è che le stesse persone che a quel tempo avevano sottovalutato il problema oggi l’hanno fatto diventare una loro bandiera per far rinascere la Formula 1.

Per quanto riguarda la Toyota, nelle sue stagioni ha sperperato milioni di dollari senza riuscire a creare un programma ben preciso che gli permettesse di crescere costantemente. Si potrebbe scrivere un libro elencando tutti gli errori che sono stati commessi. Inoltre non capisco come mai, invece di ridimensionare solamente il budget lavorando con maggiore attenzione sulla parte economica e tecnica, abbiano preso la decisione di uscire da un circus che in ogni caso dà lustro e immagine.

Forti dubbi permangono anche intorno al futuro della Renault. A mio avviso la scuderia francese sta cercando di vendere il team. Potrebbe essere anche una mossa molto intelligente, rispetto a quanto fatto da Toyota e BMW che prima firmano un patto con la FOTA e poi annunciano il loro ritiro senza neanche iscriversi alla prossima stagione (nel caso della casa tedesca, facendo così precipitare il valore della squadra).

Tra le note positive di quest’annata rimangono gli esordi di giovani piloti, a dimostrazione che quando gli viene data una possibilità per mettersi in mostra anche ad alti livelli, questi ultimi non tradiscono le attese. Una nota di merito bisogna riconoscerla certamente alle federazioni e alle formule propedeutiche che aiutano i ragazzi a crescere e a formarsi. A questo proposito, siamo reduci dal Supercorso Velocità e Rally della Scuola Federale CSAI sul circuito di Vallelunga. È stato un Supercorso veramente interessante in cui si è messo in luce più di tutti il campione italiano della Formula Azzurra Alberto Cerqui – classe 1992. Questo è stato il corso a più alto livello da quando partecipato come selezionatore per CSAI e per la Scuola Federale.

Anno dopo anno aumentano gli investimenti, dando così la possibilità a questi ragazzi di crescere sotto tutti gli aspetti. In questi quattro giorni i ragazzi hanno avuto modo di mettersi alla prova al volante di monoposto (dalla Formula Azzurra, al Formula 3 passando per la Formula Renault) e vetture a ruote coperte (Seat Leon). In occasione della prova con la Dallara F309, in una forbice di pochi decimi, era racchiusi tutti i ragazzi, a dimostrazione che il lavoro svolto fino a questo momento ha dato i suoi frutti. Continuando su questa strada potremo riavere dei giovani piloti italiani in Formula 1. Mi auguro che anche i nostri ragazzi possano essere osservati e tenuti in considerazioni dai team. È chiaro che per fare un palazzo si parte dalle fondamenta e si va avanti mattone dopo mattone. Noi veniamo da alcuni anni di assenteismo, ma un po’ alla volta stiamo rimettendo in moto la macchina. Certamente i risultati si potranno vedere tra qualche anno.

A inizio dicembre, sulla pista spagnola di Jerez tornerà a guidare una vettura da Formula 1 Mirko Bortolotti. È una grande soddisfazione per la CSAI e per la Scuola Federale che ha aiutato questo ragazzo (così come tanti altri) a crescere e a maturare. Oltre ai primi tre classificati della F3 Italia (Zampieri, Zipoli e Sanchez) ci sarà quindi anche Mirko Bortolotti al volante della Toro Rosso. Resto ancora critico verso le scelte che sono state fatte dalla FIA, perché tre giorni sono veramente troppo pochi per conoscere i ragazzi e per dar loro la possibilità di esprimersi nel migliore dei modi. Poi sinceramente, da osservatore esterno e da ex-team principal, mi sovviene una domanda: visto che i team potranno tornare in pista con i piloti ufficiali solamente nel mese di febbraio, quanto questi tre giorni saranno finalizzati a valutare i giovani e quanto a fare delle prove in prospettiva 2010? Se si verificasse quest’ultima eventualità, sarebbe un grandissimo errore e la FIA dovrebbe cercare di porvi rimedio.

Gian Carlo Minardi





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