In una dichiarazione scritta, Jeremy Mayfield ha confermato che la “segreta” sostanza proibita che ha portato alla sua sospensione è metamfetamina, ma che al tempo stesso si è trattato di un falso positivo dovuto all’assunzione di più farmaci prescritti. Mercoledì, l’udienza preliminare.
MILANO – In preparazione per l’udienza preliminare di Mercoledì prossimo, Jeremy Mayfield ha preparato oltre un centinaio di documenti per bloccare i tentativi NASCAR di sospenderlo in modo definitivo.
Lo scorso primo Maggio, Mayfield fu sottoposto ad un test anti-droga a sorpresa, i cui risultati furono resi noti otto giorni dopo: positivi. Sospeso immediatamente e a tempo indefinito, Mayfield ha intentato una causa contro la NASCAR il 29 dello stesso mese, per poi ricevere una controdenuncia il 5 Giugno.
Per effettuare i test, la NASCAR si è avvalsa dell’Aegis Sciences Corp, il cui amministratore delegato, Dr David Black, si è sempre rifiutato di accettare la spiegazione data dal pilota: cioè che il risultato fosse in realtà un falso positivo, dovuto da una combinazione di medicine prescritte, tra cui il Claritin-D, un antiallergico, e l’Adderall, farmaco che aiuta la concentrazione a chi ne soffre la mancanza.
Né la NASCAR, né il dottor Black hanno mai rivelato quale fosse la droga scoperta, ma si sono sempre limitati a definirla come una “sostanza pericolosa, illegale e proibita.” Si trattava di metamfetamina, come confermato da Mayfield stesso in un comunicato scritto inviato ieri alla corte distrettuale degli Stati Uniti.
“Non ho mai preso metamfetamine in vita mia, e quando sono stato accusato di averle assunte, mi sono immediatamente reso volontario di offrire un altro campione di urina. Aegis ha rifiutato la mia offerta. Il loro test era sbagliato. Le loro azioni e quelle della NASCAR hanno eliminato la mia possibilità di dimostrare che i risultati fossero un falso positivo.”
Nei documenti si legge anche che la famiglia Mayfield potrebbe trovarsi nella posizione di vendere la squadra che attualmente corre in Sprint Cup con il numero #41, poiché gli sponsor hanno rescisso i loro contratti. Dieci impiegati sono stati licenziati per mancanza di budget nell’ultimo mese.
I legali di Jeremy Mayfield hanno contestato anche le procedure NASCAR che sarebbero in violazione delle linee guida federali sul posto di lavoro: il campione di urina “A” e quello di riserva, “B”, sono stati entrambi testati dall’Aegis, sebbene la seconda provetta dovesse essere passata ad un laboratorio indipendente. Secondo David Black, però, tale pratica non è in uso nello sport, poiché avrebbe ritardato i risultati e non avrebbe reso visibile che la NASCAR è in grado di amministrare correttamente tutto ciò che accade.
A favore della NASCAR ci saranno delle dichiarazioni scritte da Jeff Gordon, Robby Gordon e Jimmie Johnson che hanno dichiarato di “non volere mettere a rischio la mia vita correndo in un circuito NASCAR con piloti risultati positivi in un test su droghe che riducono le loro capacità di guidare un’auto da corsa.”
Sebbene entrambe le parti avranno esperti in tossicologia, Mayfield dovrà rinunciare alla testimonianza di Harvey MacFenerstein, un esperto citato lo scorso 29 Maggio: si è scoperto, infatti, che la sua qualifica era stata erroneamente esagerata.
Andrea Giachè





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