MILANO – Ancora accuse, ancora sospetti, ancora veleni sulle iscrizioni al Campionato del Mondo 2010 di Formula 1. Dopo il reclamo ufficiale presentato alla Commissione Europea dalla Stefan GP del serbo Zoran Stefanovic, ora arriva la causa in tribunale. Questa volta, ad aver portato sul banco degli imputati la FIA di Max Mosley è la N.Technology di Mauro Sipsz e Angelo Codignoni, la squadra italiana, già protagonista nel Campionato del Mondo Turismo, che aveva presentato richiesta di partecipazione alla F1 dell’anno venturo.
Il caso finisce così davanti al tribunale di Parigi che ieri, come rivela il Corriere della Sera, si è dichiarato competente a giudicare il pasticcio delle iscrizioni, per il quale dovrebbero valere norme molto simili a quelle delle normali gare d’appalto commerciali. La sentenza è prevista per il 10 novembre prossimo e, se dovesse dar torto alla Federazione, allora la griglia del Mondiale 2010 potrebbe essere tutta da rifare.
A giudicare sul merito della questione sarà, incidentalmente, lo stesso giudice che qualche mese fa si occupò del ricorso della Ferrari contro la FIA. In quell’occasione, la corte respinse il reclamo che chiedeva di congelare l’introduzione del tetto ai budget per la stagione successiva. Ora che il “budget cap”, in virtù dei giochi politici che hanno portato all’accordo con la FOTA, è stato definitivamente eliminato, l’avvocato della FIA si trova a dover difendere un comportamento palesemente contraddittorio.
“Noi abbiamo portato gli atti dell’iscrizione,” spiega Sipsz ai microfoni del Corsera, “e, assieme, gli articoli in cui la FIA rendeva pubblico il tentativo di trovare un accordo con la FOTA. Per noi quella è una turbativa della gara.” Alla conclusione ufficiale dell’era Mosley in Formula 1 mancano appena 10 giorni. Ma i lasciti del Presidente continueranno a farsi sentire molto più a lungo…
Fabrizio Corgnati





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