di Paolo Allievi
Troppo potere e troppi soldi danno alla testa, credo. Le dichiarazioni di Ecclestone, in terra brasiliana, hanno scosso gli animi di molti: “La morte di Senna è stata un bene per la Formula 1, rendendola molto più popolare.” Bastava aggiungere la parola “purtroppo” alla sua frase e tutto questo caos non sarebbe successo. Mi chiedo con che testa si fanno certe dichiarazioni. A ben guardare la sua frase è veritiera, ma poteva risparmiarsela. Basta con l’era Ecclestone e basta con l’era “sotto investigazione”. La storia della Formula 1 è stata scritta anche da tanti incidenti, testacoda, contatti. Mi sembra che ora si stia davvero esagerando nel mettere sotto investigazione chiunque.
Kovalainen si gira, ed è già un bel problema per lui, e i soloni lo mettono sotto investigazione? Continuando di questo passo i piloti avranno paura persino ad accelerare. Trulli multato perché ha sbraitato contro Sutil. Lasciateci almeno questi momenti di “umanità” da vedere: la lite e i diverbi fanno parte di tutti i mondi possibili. Perché non devono far parte della Formula 1?
Passiamo allo sport. Button campione del mondo, Barrichello si conferma eterno secondo. Raikkonen è tornato un asso del volante, Kubica torna a respirare, Hamilton è sempre il re, ormai senza corona (purtroppo).
Mark Webber: voto 10. Uno dei suoi weekend da incorniciare. Tra alti e bassi l’australiano riesce ogni tanto a regalarsi, e a regalarci, momenti magici. Quando guida cosi sembra un campione navigato e velocissimo. Secondo in qualifica, primo in gara. Peccato che abbia perso colpi nella parte centrale della stagione, altrimenti sarebbe stato un sicuro protagonista.
Lewis Hamilton: voto 9,5. Non esistono più aggettivi o appellativi per definire questo campione. Parte nelle retrovie e arriva a podio. Una gara corsa come sempre con il coltello tra i denti, con il piede incollato sul gas e i sensi allertati come un predatore. Mentre il suo compagno affoga di gara in gara, lui nuota con qualsiasi mare senza nessun problema. Se avesse avuto una macchina competitiva fin dall’inizio della stagione ora il campionato non sarebbe chiuso…
Robert Kubica (detto Kubica): voto 9,5. Ecco il ritorno di uno dei più forti piloti del circus. Per tutta la stagione ha patito le pene dell’inferno, ha lottato nelle retrovie non rendendo merito alla sua guida cristallina. Kubica è ancora tutto da scoprire. I suoi limiti sono ancora sconosciuti e sarebbe interessante vederlo al fianco di Hamilton. Con la firma alla Renault secondo me si è auto-flagellato.
Kimi Raikkonen: voto 9. Il Kimi della seconda parte della stagione è tornato campione, mentre quello della prima parte era solo un pilota. Peccato, al fianco di Alonso avrebbe formato un dream team. Velocissimo in qualifica, velocissimo in gara. Peccato per la toccata iniziale, altrimenti se la sarebbe giocata fino alla fine. Sta facendo il massimo per portare a casa il maggior numero di punti e regalare un sorriso alla Ferrari. Un uomo solo contro tutti.
Kamui Kobayashi: voto 8,5. Il suo debutto è passato un pochino in sordina. Dopo aver vinto la GP2 Asia Series i suoi risultati, in Main Series, non si erano ripetuti. Corre come un pilota navigato, senza mollare niente ai suoi avversari, spingendo a fondo sin dalle qualifiche. Non commette errori, non ha timori reverenziali, non ha cedimenti. Alcune manovre erano davvero al limite, per essere credibile dovrà ripetersi nel prossimo appuntamento.
Rubens Barrichello (”Piangina pectoris”): voto 8,5. Ci ha provato in tutti i modi a tenere aperto il Mondiale, ma la sfortuna ci ha messo il becco. In qualifica vola e si gode il plauso del suo pubblico. In gara tenta di tutto, ma la sua vettura non era cosi veloce da garantigli la vittoria. Il bellissimo sogno si infrange nel classico buco nell’acqua… oops, buco nella gomma. Sempre davanti a Button per tutto il weekend (tranne che sotto la bandiera a scacchi), Rubens dimostra che l’età non è sintomo di lentezza, anzi. A mio parere se l’è cavata alla grande e se alcune cose nel corso della stagione avessero girato diversamente ora sarebbe Button a piangere.
Sebastien Buemi: voto 8. Sia a Suzuka, sia qui a Interlagos lo svizzero ha ritrovato lo stesso spunto e la stessa velocità che aveva dimostrato a inizio stagione. Sopra le righe per tutto il weekend, sorprende in qualifica classificandosi 6° e sorprende in gara piazzandosi 7°. Forse sta ritrovando il giusto equilibrio, necessario per rimanere in pianta stabile in Formula 1.
Sebastian Vettel: voto 8. Nel weekend di Webber si rompe l’ultimo filo che lo teneva legato al Mondiale. Corre in maniera dura e prepotente (in senso positivo, s’intende) e recupera posizioni su posizioni dal 16° posto in griglia. Partendo dal fondo cambia tutta la strategia della sua gara e la messa a punto della sua macchina. Sul tracciato brasiliano Vettel ci mette tutto del suo. Il resto non conta.
Nico Rosberg: voto 7,5. Il problema è sempre lo stesso. La Williams in qualifica è una cosa, in gara un’altra. Il cerchio non si chiude mai. Alla caccia delle sue prime vere soddisfazioni, Nico spera in un diluvio universale. Li, il pilota (Lui) può fare la differenza. Ma la pioggia non arriva, mentre i problemi al cambio si. Sorry…
Jenson Button: voto 7. A differenza di Barrichello lui doveva portare a casa dei punti e non rischiare più del dovuto. Dopo mesi di letargo il neo-campione, punto nell’orgoglio, si risveglia e torna a guidare e anche a sorpassare (!). Quando si buca la gomma a Rubens lui è già Campione del Mondo. Non entro nel merito delle sue qualità. E’ indubbio però che non si vince mai per caso. L’applauso glielo faccio anch’io.
Heikki Kovalainen: voto 6. In questa gara gli è capitato di tutto. Qualifiche difficilissime, gara da dimenticare. In tutto questo caos, però, il finnico se la cava bene al volante. Riesce ad essere piuttosto veloce e a non demotivarsi. In Formula 1 ha dimostrato poco o niente e ha distrutto tutta la reputazione che si portava dietro. Con una gara alla fine del Mondiale le possibilità di riscatto sono pochissime… ma non nulle.
Adrian Sutil: voto 5,5. Giudicare questo pilota è sempre difficile. Sull’acqua vola, guida da campioncino e ha l’atteggiamento da star. Poi in gara resta spesso coinvolto in incidenti poco chiari che condizionano il suo weekend. Deve trovare il giusto “assetto” a livello mentale per cominciare a fare la scalata verso l’Olimpo. I piedi ci sono, la testa un pochino meno…
Nick Heidfeld: voto 5,5. Questa volta il suo compagno di squadra gli ha dato una bella sverniciata, sia in qualifica, sia in gara. Il suo finale di stagione è comunque positivo. Addirittura si è rilanciato per un posto in McLaren, che sarebbe per il tedesco il modo migliore per sparare le ultime cartucce della sua carriera. Non mi dispiacerebbe vederlo alla guida della monoposto inglese. Ora è un pilota veloce e affidabile, ma fino a qualche anno fa era ancora una promessa.
Jarno Trulli: voto 5. Dopo il buio di Singapore riecco il Trulli dei tempi migliori. Velocissimo (come suo solito) in qualifica, velocissimo in gara. Alla faccia della Toyota che pensa a sostituire Jarno con un pilota forte. Sono sempre più convinto che in Formula 1 non siano in molti a capirci qualcosa. I soloni a capo delle squadre, soldi a parte, di corse ne sanno ben poco. Un secondo posto che regala al pubblico giapponese una grande gioia e a lui (forse) una riconferma.
Kazuki Nakajima: voto 5. La qualifica del giapponese è stata veramente degna di nota. Ha tirato fuori un ottimo tempo e un 9° posto. In gara non va male, ma poi nel duello con il suo connazionale ha la peggio e finisce rovinosamente a muro. Come ho scritto più volte, non è la velocità che manca al pilota della Williams, semmai tutto il resto. La sua avventura in Formula 1 sta volgendo al termine, ma non credo che ne sentiremo la mancanza.
Vitantonio Liuzzi: voto 5. Dopo il botto di sabato tutto il weekend, per lui, è diventato difficile. Sostituisce anche il cambio e in gara i box diventano casa sua. Parte ultimo e nonostante tutto riesce a concludere la gara e a passare sotto la bandiera a scacchi. Speriamo che nel prossimo appuntamento l’italiano ritorni a guidare come a Monza, lì sì che era andato forte davvero!
Jaime Alguersuari: voto 4,5. In qualifica riesce a fare del suo meglio. Poi, in gara, del suo peggio. Se la Toro Rosso ha deciso di puntare su questo pilota vorrà dire che ci sarà qualche qualità nascosta di cui non siamo a conoscenza. L’umiltà che dimostra rende meno amara la sua prestazione, ma in F1, alla fine, i risultati devono arrivare. Diamogli fiducia, non ci costa niente.
Fernando Alonso (detto Chico): voto 4,5. In qualifica non brilla come suo solito. La sua gara finisce al primo giro. Nessuna colpa per lo spagnolo, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ormai la sua testa e il suo futuro sono già da un’altra parte. Del resto, chi può biasimarlo?
Giancarlo Fisichella: voto 4. Imbarazzante è un aggettivo forse troppo leggero. Lento come una lumaca (rispetto a Raikkonen, poi, la cosa è ancora più evidente). Sembra che sia in totale balia degli eventi e della macchina. Si fa infilare da tutti e da tutte le parti. Sinceramente mi aspettavo, in questa esperienza Ferrari, sempre delle posizioni a centro classifica con exploit in zona punti. Invece è finito nel dimenticatoio, nemmeno i cronisti si ricordano che corre. E finire nel dimenticatoio quando si guida una Ferrari e si ha l’esperienza di Giancarlo non è proprio una bella cosa, anzi.
Romain Grosjean: voto 4. Il 13° tempo in qualifica poteva essere il trampolino di lancio per riscattare il suo deludente ingresso nella Formula 1. Tutto finisce lì, però. In gara le sue prestazioni calano vertiginosamente e arriva sotto la bandiera a scacchi in penultima posizione. La Renault ha a disposizione un parco piloti di tutto rispetto, credo non abbia particolari problemi a liquidare lo svizzero (pardon, francese) e sostituirlo con qualcuno più veloce e anche meno borioso. Romain ha ancora una gara a disposizione, se va forte lo dimostri!
VARIE
Voto 10 alla famiglia Barrichello. Altro che la famiglia Bradford!!!!
Voto 9 a Rosberg. Quando lo intervistano riesce sempre a colorire le sue risposte. In Formula 1 questo è un grandissimo pregio!
Voto 3 a Button. Continua a guidare, ma per favore lascia stare il canto. Se uno non è portato, non è portato.
Paolo Allievi





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