Il titolo del WTCC va all’Italia grazie a Gabriele Tarquini. Non basta la doppietta BMW Farfus-Muller per togliere alla Seat anche l’iride Costruttori. Coronel vince tra gli Indipendenti.
MACAO – Non basta una doppietta BMW nell’ultima gara dell’anno del WTCC a regalare alla casa di Monaco di Baviera il successo nel Campionato Costruttori, per sole tre lunghezze (311 punti contro i 314 della Seat). Farfus si aggiudica la seconda manche di Macao davanti a Jorg Muller e ad un Yvan Muller aggressivo, ma incapace di trovare la manovra vincente, per tutta la gara. Gabriele Tarquini, scattato male, risale fino alla quinta posizione e tanto gli basta per laurearsi, per la prima volta in carriera, Campione del Mondo Turismo 2009, con 127 punti contro i 123 del compagno di squadra francese. Il “Cinghio” riporta così in Italia un Mondiale 18 anni dopo quello delle Sportscar aggiudicatosi da Teo Fabi ed entra nella storia come l’iridato più vecchio dell’automobilismo, superando un mostro sacro come Juan Manuel Fangio.
La gara-2 risulta più movimentata della prima: colpa di una serie di incidenti che costringono anche all’ingresso in pista la safety car e che culminano con la carneficina di Porteiro, Engstler e Couto, tutti incolumi, che porta la corsa ad una fine anticipata a due giri dalla bandiera a scacchi. Risultano così classificati sia Larini (settimo nella sua ultima gara in questo campionato) che Zanardi, messisi fuori gioco vicendevolmente nella tornata precedente. La stessa sorte tocca anche a Felix Porteiro che però, nonostante questo e nonostante il ritiro per problemi tecnici di Tom Coronel, non riesce ugualmente a coprire il notevole gap che lo distaccava dall’olandese. E’ quest’ultimo, dunque, a trionfare tra gli Indipendenti, completando un en-plein totale della Seat in questo WTCC 2009.
La cronaca di gara
Le due BMW scattate in prima fila, quella di Farfus e quella di Jorg Muller, mantengono la testa, mentre Yvan Muller parte benissimo e si infila al terzo posto, seguito a ruota dai due compagni di marca Monteiro e Gene. Pessima, invece, al contrario di quanto accaduto in gara-1, la partenza di Tarquini, che esce addirittura dalla zona punti e alla prima curva si ritrova nono.
Non senza qualche rischio, però, il “Cinghio” riesce a scavalcare Rob Huff ed Alex Zanardi e già al traguardo del primo passaggio risale in settima posizione. Yvan Muller tenta di giocarsi il tutto per tutto mettendo pressione a Jorg Muller per la seconda posizione in gara. Ma anche Tarquini non sta a guardare e supera a sua volta Alain Menu, che poi sarà costretto a fermarsi ai box. Intanto Kristian Poulsen finisce violentemente a muro dopo un traverso e anche Tom Boardman è costretto al ritiro dopo un brutto botto, così i commissari sono costretti a mandare in pista la safety car.
Anche Tom Coronel deve fermarsi ai box, ma l’operazione non compromette comunque la sua leadership nel Trofeo Indipendenti. La gara riprende al settimo giro, con un ottimo restart delle due BMW in testa e nessun colpo di scena nel gruppo. Jordi Gene ha invece la vettura visibilmente danneggiata al paraurti posteriore e Gabriele Tarquini riesce ad approfittarne scavalcandolo e portandosi quinto.
Tamponamento fratricida tra i due italiani Zanardi e Larini, che sono entrambi costretti al ritiro: per il pilota di Camaiore, così, si conclude nel peggiore dei modi la lunga militanza nel WTCC. Quando sta per terminare il nono giro, nella curva precedente il traguardo, Felix Porteiro perde il posteriore e finisce a muro, venendo successivamente centrato prima da Franz Engstler e poi da Andre Couto. L’incidente è violentissimo, anche se i piloti sono tutti incolumi, e costringe la direzione gara ad esporre la bandiera rossa e così a sancire definitivamente la conclusione del Mondiale 2009.
Fabrizio Corgnati
Grande Cinghio!!! E onore all’ottimo ingegner Bruno, che pure merita allo stesso modo questo successo.
Grande davvero, il Ns. corona una bella stagione nel wtcc con un titolo che merita e in cui tutti i tifosi italiani di Gabriele fortemente speravano. Bravo Tarquini!!!
Seguo Tarquini da quando l’ho visto girare in kart ai primi ‘80 sulla pista (ex) di Fano, e ho sempre tenuto per lui e per le sue imprese. Faccio notare che non ha mai avuto grossi sponsor e ha sempre lottato per andare avanti. Se ricordo bene ha vinto il mondiale kart e si è destreggiato bene (per i mezzi che aveva) nelle Formule fino ad arrivare alla massima F1. Ma Osella e le altre macchine guidate non lo hanno portata ai top team. Allora il turismo, il titolo in Inghilterra e sempre ai vertici delle auto a ruote coperte. Tutto bello fino a domenica mattina, fino alla bandiera rossa dell’ottavo giro. Vedere in mondovisione Tarquini che urla: Oltre all’immancabile imprecazione italiana, mi ha lasciato sgomento.
Ovvio che ci siano i giochi di squadra, ma lui lottava contro un suo compagno ed era campione anche dietro a Gene, che lo ha aiutato per tutta la stagione. Una caduta di stile? Forse non volevo sapere che tutto era deciso e lui “doveva” vincere per forza, ma non mi piace.
Gabriele è un grande campione, ma da parte mia non seguirò più le sue corse con la stessa passione. Forse è giunta l’ora di mollare se non si ha più voglia di combattere ad armi pari…