
Squalificato Lewis Hamilton per dichiarazioni mendaci, Jarno Trulli reintegrato al terzo posto: così i commissari hanno rivoluzionato per la seconda volta il risultato del GP d’Australia. E non è ancora finita…
di Fabrizio Corgnati
Alla Federazione Internazionale dell’Automobile e ai suoi valenti commissari va indiscutibilmente riconosciuto un merito: ogni volta che si pensava di aver visto tutto, ma proprio tutto, riescono sempre a stupirci con una nuova, inopinata decisione. Con i continui cambiamenti di regolamento delle ultime stagioni, con le assurde penalità dell’anno passato e, ora, con l’esclusione di Lewis Hamilton dalla classifica del Gran Premio d’Australia a una settimana di distanza dai fatti.
Leggete bene la sentenza, perchè si tratta di un vero e proprio capolavoro giuridico. L’inglese non è stato, infatti, squalificato dalla gara per quanto ha commesso nella gara, bensì per quanto accaduto dopo la gara. Ossia, per aver fornito dichiarazioni mendaci sulla sua versione dei fatti nel corso dell’udienza con i commissari. Il risultato della gara influenzato da quanto accaduto dopo la gara… In pratica, è come se un imputato in un processo per rapina venisse condannato non per aver commesso la rapina, ma perchè, arrivando in tribunale, ha parcheggiato la macchina in seconda fila.
A prescindere da come la si pensi, da italiani siamo felici per il reintegro a podio di Jarno Trulli e tutto sommato aver ristabilito la parità tra McLaren e Ferrari non può che far bene per l’equilibrio del campionato (pur avendo privato il campione del mondo in carica di un risultato più che meritato al termine di una gara da incorniciare). Ma l’assoluta arbitrarietà di giudizio che per gli stewards sta diventando una (pessima) abitudine inizia a preoccupare, così come il vizio di cambiare i risultati di gara a bandiera a scacchi già sventolata.
Stavolta siamo riusciti, nell’arco di soli cinque giorni, a ribaltare ben due volte il risultato, prima penalizzando Trulli e dando il terzo posto ad Hamilton, poi squalificando Hamilton e restituendo il podio a Trulli. E non è finita, perchè il 14 aprile è ancora prevista l’udienza per l’appello di Ferrari e Red Bull sulla regolarità dei diffusori di Brawn, Toyota e Williams. Dunque esistono esigue, ma pur effettive, possibilità che l’ordine d’arrivo venga rivoluzionato una terza volta, a oltre due settimane dalla conclusione della gara. Meno male che si voleva dar credibilità alla Formula 1…
Fabrizio Corgnati









