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ME AND MY HELMET – Il “bollito” vincente

Pubblicato 31/08/09 09:45 da Fabrizio Corgnati 7 commenti

Il Raikkonen di Spa? Tutt’altro che “bollito”… forse non merita la sostituzione con Alonso. E l’ormai annosa vicenda Badoer, nonchè la nuova inchiesta su Singapore 2008.

di Fabrizio Corgnati

Dedicato a tutti quelli che lo avevano già chiamato “bollito”, “pilota finito”, “pronto per la pensione”. Nell’università dell’automobilismo, Kimi Raikkonen ha recitato ancora una volta la sua tesi di laurea (come se ce ne fosse stato bisogno), ad uso e consumo esclusivo di tutti coloro che avevano la memoria troppo corta.

La realtà è che Kimi non ha mai perso il suo talento o il suo piede, quelli che lo avevano portato a laurearsi Campione del Mondo al primo anno con la rossa. Il problema del finlandese (ed è un problema che viene da lontano, che affonda le radici nelle origini nordiche del campione e che lui stesso condivide con tanti suoi colleghi connazionali) è psicologico: è un problema di motivazione.

Quando la macchina non va, “Iceman” fa fatica a spingere al massimo, a dare il 100%, a lottare fino all’ultimo per una misera posizione a punti. Ma quando ha a disposizione un mezzo all’altezza, lui non manca mai all’appuntamento. Lo ha fatto nella seconda parte di questa stagione, annichilendo (incidente a parte) la concorrenza del suo compagno di team Felipe Massa, da troppi ormai considerato caposquadra indiscusso a Maranello. Lo ha fatto nel 2003, quando arrivò a due punti dall’iride, poi assegnata a Schumacher, con una macchina buona solo per il museo.

Recapitargli un frettoloso foglio di via a fine stagione, per far spazio al nuovo pupillo dei ferraristi, Fernando Alonso, potrebbe rivelarsi un grosso errore. Ma, del resto, il Cavallino Rampante, di questi tempi, sembra abbonato alle decisioni inspiegabili in tema di piloti. Per quanto ancora tenterà di difendere il suo terzo posto nel Mondiale con una sola vettura? Intendiamoci, non abbiamo nulla contro il povero Badoer, gettato nella mischia senza preparazione e anche un po’ senza rispetto, a fare da zimbello del paddock.

Qualche dubbio, invece, lo abbiamo su chi ha preso questa decisione: vanificare risultati preziosi in una fase cruciale della stagione senza nemmeno la prospettiva di un investimento su un giovane in ottica futura. Non è ancora troppo tardi per cambiare rotta, ma potrebbe presto diventarlo.

Sulla vittoria di ieri, una sola ombra: quella penalizzazione da molti invocata per il sorpasso oltre i limiti del circuito di Raikkonen nella prima curva. Come già in tante altre occasioni ho avuto modo di spiegare, anche in questo caso sottolineo che, a mio modo di vedere, la manovra del finnico non andava sanzionata. Come non andava sanzionata quella di Hamilton sempre a Spa-Francorchamps, un anno fa. Come non andava sanzionato l’incolpevole Webber per l’uscita dai box (piuttosto, avrei visto meglio una multa al team, visto anche il precedente dell’Hungaroring).

Sono stato sempre d’accordo con chi invoca una troppo spesso assente uguaglianza di giudizio in Formula 1, ma questa uguaglianza deve portare a un minor numero di penalizzazioni, non a un maggiore. Le corse sono fatte, oggi come ieri, anche di manovre al limite (purchè non portino a situazioni pericolose) ed è difficile capire chi non lesina critiche per la scarsa spettacolarità della massima Formula ma è subito pronto a scagliare la scure sul primo tentativo di sorpasso un po’ garibaldino.

Delle manie di protagonismo dei commissari (e del loro Presidente) ne abbiamo francamente le tasche piene. E non vogliamo neanche immaginare cosa accadrebbe se venisse riaperta, ad un anno di distanza, la vicenda di Singapore 2008, come la stampa brasiliana fa sapere in questi giorni, lanciata da un Piquet inspiegabilmente rancoroso nei confronti di una Renault fin troppo paziente con lui. Forse è il caso che anche in Formula 1 venga introdotta la prescrizione.

Fabrizio Corgnati





Commenti (7)

Giulio Gamberiniagosto 31st, 2009 at 21:33

Ben detto Fabrizio, purtroppo Raikkonen ci aveva abituato a gare scialbe, poi ultimamente è risorto, forse tardi per la conferma a Maranello.
Ripeto, il problema di fondo non sono i metri di giudizio in caso di escursione fuori pista, ma la conformazione delle piste con le assurde via di fuga asfaltate, che invitano a sfruttarle per sorpassare.

Fabrizio Corgnatiagosto 31st, 2009 at 22:06

Come sai per le vie di fuga in asfalto ci sono anche motivazioni legate alla sicurezza. Il problema principale secondo me non è la presenza o meno delle vie di fuga, è che il metro di giudizio dei commissari sia uguale per tutti: ossia, o queste benedette vie di fuga si possono usare, oppure no. Per quanto mi riguarda, non vedo niente di male nell’utilizzarle, purchè non si voglia trarne deliberatamente un vantaggio. Preferisco che le si usi e che si faccia un sorpasso in più, piuttosto che viceversa. In quanto a Raikkonen, non credo affatto sia risorto, piuttosto è la macchina ad essere migliorata.

elyagosto 31st, 2009 at 22:33

sono perfettamente daccordo.. in ferrari si devono rendere conto che un pilota su cui contare ce l’hanno.. da quando massa ha avuto quell’incidente la macchina l’ha “messa a posto” raikkonen.. è un vero campione e l’ha dimostrato.. noi tifosi siamo sempre con lui.. lo apprezziamo per com’è e sappiamo benissimo cosa è in grado di fare.. gli unici a non accorgersene sono gli uomini in rosso.. che continuano a puntare su uno come massa…

PAOLOsettembre 1st, 2009 at 13:52

concordo.
In più Kimi si è messo anche a parlare… ( finalmente!!!) :)

aleabrsettembre 1st, 2009 at 14:13

Lungi da me proteggere o preferire Massa, ricordo che il brasiliano l’anno passato ha perso 2 gare per colpe da imputare alla squadra. Prima fra tutte Singapore. Credo che il valore di Raikkonen sia agli occhi di tutti, ma non dipingiamo il Massa più brutto di quanto in realtà non sia.

elysettembre 1st, 2009 at 14:46

massa ha anche buttato al vento due gare.. (melburne e malesia) quindi tanto santo non è…

aleabrsettembre 1st, 2009 at 17:57

Ely nessuno dice che è santo, ma solo che sparare a Zero su un pilota per tanti troppi motivi mi pare fin troppo esagerato. La pista non sempre è giusta ne una sfera di cristallo. Potrei stare a farti mille esempi di piloti che per diverse ragioni hanno vinto o perso un titolo che magari era tutta una discussione.

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