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ME AND MY HELMET – La fine dell’era Mosley

Pubblicato 19/06/09 17:39 da Fabrizio Corgnati

Dopo anni di dominio incontrastato di Max Mosley, la Formula 1 è giunta a una spaccatura. Un’unica soluzione possibile: le dimissioni del Presidente.

di Fabrizio Corgnati

Stavolta si fa sul serio. Il comunicato diramato dalla FOTA nel corso della notte non lascia spazio a dubbi: la minaccia di scissione, già più volte evocata dai costruttori negli ultimi anni, non è mai stata così concreta. Così, sullo stesso circuito dove sessant’anni fa ebbe origine la storia della Formula 1, si rischia di doverne scrivere la parola fine.

Ipotizzare gli scenari futuri, anche prossimi (quelli del Consiglio Mondiale previsto per la settimana entrante, in cui verranno prese importanti decisioni in merito), appare ora quantomai difficile. Una cosa, però, è certa: comunque si chiamerà, la Formula 1 del futuro non potrà più prescindere dal ruolo politico ed economico dei costruttori.

A questo scenario si è giunti dopo anni di governo personalistico e incontrollabile di un business attorno al quale circolano ogni anno miliardi di euro. Troppo vecchio ormai Bernie Ecclestone, al quale non senza colpe i costruttori hanno a lungo affidato tutte le sorti commerciali senza interessarsene più di tanto. Ma soprattutto troppo screditato Max Mosley, l’uomo che da solo controlla in modo del tutto anacronistico potere legislativo, esecutivo e giudiziario della Formula 1, sempre attento ad assicurare ad ogni amico la fetta di torta che gli spetta (sarà un caso se i tre team accettati per l’iscrizione al 2010 sono tutti motorizzati Cosworth?).

Di fronte alle richieste dei costruttori, Mosley non ha saputo fare di meglio che rimanere arroccato sulle proprie posizioni, impedendo qualunque possibilità di compromesso. A nulla sono valse le lettere da lui indirizzate ai consigli di amministrazione delle case coinvolte in Formula 1, che invitavano i board ad abbracciare la posizione della FIA a favore del contenimento dei costi in una situazione di crisi globale.

Come poter credere ad un personaggio che per anni ha varato regole nominalmente volte alla diminuzione delle spese ma che in realtà hanno sempre ottenuto l’effetto contrario (ultima quella del KERS, che ha indotto i team a buttare al vento centinaia di milioni di euro nello sviluppo di un dispositivo poi rivelatosi del tutto infruttifero)? I costruttori hanno risposto dando carta bianca ai team principal che li rappresentano in Formula 1 e il risultato è ora sotto gli occhi di tutti.

A Mosley non rimane ora che una chance: quella di rassegnare le proprie dimissioni di fronte al Consiglio Mondiale. Solo così si potrebbe trovare un successore (magari il tanto auspicato Jean Todt) più vicino alle istanze delle case. Solo così Bernie Ecclestone potrebbe essere libero di schierarsi al fianco della FOTA. Solo così si potrebbe procedere ad un periodo di transizione verso il futuro assetto della Formula 1, evitando una dolorosa e improvvisa rottura.

La palla è ora completamente nel campo della FIA e l’odierno spauracchio di ricorrere agli avvocati non può certo rappresentare da sola una risposta soddisfacente. Mosley ha fatto il suo tempo (e i suoi danni). Si dimetta. Non sarà mai abbastanza presto.

Fabrizio Corgnati





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