Il commento di Fabrizio Corgnati sul caso Briatore-FIA che il Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi si appresta a discutere il prossimo 24 novembre
di Fabrizio Corgnati
Una volta tanto, permetteteci di avventurarci sullo sdrucciolevole terreno del pronostico. Il 24 novembre, quando il Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi si riunirà in udienza per esaminare il caso che oppone Flavio Briatore alla Federazione Internazionale dell’Automobile, il manager piemontese vincerà la causa. Perchè ne siamo così sicuri? Perchè abbiamo fede nella giustizia.
Il nostro non è tanto un giudizio di merito, quanto di metodo. Non ci interessa, insomma, stabilire (nè abbiamo le prove per farlo) se Briatore sia stato o meno il responsabile occulto di quell’ormai famigerato incidente al 13° giro del Gran Premio di Singapore 2008 il cui intento doloso è stato, ci pare, dimostrato dalle carte oltre ogni ragionevole dubbio. Lui continua a negarlo. Certo è che l’ex-team principal della Renault non era affatto un agnellino e il sistema della Formula 1 iniziava a risentire in maniera un po’ troppo pesante della sua longa manus. Potremmo persino dire che un circus senza Briatore sia, almeno parzialmente, più “pulito”.
Ma qualunque essere umano dotato di buonsenso non può accettare senza ribellarsi una sentenza prodotta senza concedere il benchè minimo spazio alle ragioni della difesa. E in cui, soprattutto, l’unica prova a carico dell’imputato condannato con la massima pena (una radiazione a vita peraltro difficile da giustificare, non essendo un tesserato FIA) è la testimonianza, raccolta in sede d’indagine, di un non meglio specificato anonimo dipendente della Renault. E’ un verdetto che non avrebbe retto in alcun tribunale di alcun paese civile e, confidiamo, non reggerà nemmeno di fronte alla corte di Parigi.
Ma è soprattutto la massima dimostrazione dell’arroganza con cui l’ormai ex-presidente della Federazione aveva trasformato l’organo da lui diretto (e in particolare il Consiglio Mondiale, i cui membri erano da lui nominati e presieduti) in una monarchia assoluta, una diretta emanazione delle sue volontà pronta a piegarsi a qualunque vendetta personale sua o del suo burattinaio Bernie Ecclestone. Ironia della sorte, esattamente le identiche critiche che Mosley stesso rivolse, 18 anni fa, al suo predecessore Jean-Marie Balestre. E con le quali vinse le elezioni. Pare proprio che in questo caso la storia non abbia insegnato nulla.
La Formula 1 non ha certo bisogno di un altro schiaffo in mondovisione che ne mini ulteriormente la già pericolante credibilità internazionale. Ma molti osservatori, non solo italiani, attendono con ansia le decisioni del tribunale parigino, per un atto che potrebbe risultare anche, simbolicamente, come la chiusura definitiva dell’era Mosley, un capitolo della storia dell’automobilismo internazionale che non vediamo l’ora di metterci dietro le spalle. E ci pare che abbia ragione un acuto, esperto e sempre franco maestro come Ezio Zermiani nel dire che, chiedendo un milione di euro di danni, Flavio Briatore abbia voluto ancora essere generoso.
Fabrizio Corgnati





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Perfettamente d’accordo con l’analisi di Corgnati.
Aggiungo: l’esordio di Napoleone Todt, non sembra improntato a uno style diverso da quello di Mosley.
M.
Non m’importa molto se Briatore vinva o perda. La cosa che m’importa e’ che quel noto nazi-sado-maso venga pubblicamente sputtanato e reso lo zimbello del mondo (almeno di quello della F1).
Andrea, arrivi un po’ tardi…..
M.
Finalmente! Briatore vincerà la causa e buona pace all’anima sua!
Bellissimo fine ,oserei dire “Italiota” della vicenda. Finalmente il nostro amato Fabrizio Corgnati alias Presta lingua di Briatore ,illustra la sua tesi parlando di fatti ,ovviamente non citandoli. Insomma l’anomalia tutta italiana : Giudicare i fatti per partito preso promettendo anche di saperli
( in sintesi : Fidate to dico io!).
Ovviamente l’articolo parla pochissimo del caso Crash-gate , nelle innumerevoli giustificazioni di non colpevolezza si cita:
Ma qualunque essere umano dotato di buonsenso non può accettare senza ribellarsi una sentenza prodotta senza concedere il benché minimo spazio alle ragioni della difesa ( A Fabrì il processo ancora se deve fa do se difende Briatore? al Billionaire? ). Poi la considerazione sulla non tesserazione FIA è l’epiteto della vicenda; Basta è innocente,in Francia lo diranno di sicuro( Corgnati: allora co scrivo a fa!)
Poi c’è Mosley , che da quando se nè andato(auto frustato)viene preso come capro espiatorio dei problemi della F1 infatti lo stesso Corgnati cita “l’usanza” in F1 di sparare sempre sul predecessore ed a gridare santo subito al nuovo eletto ; e Corgnati infatti non spara sul predecessore noo!: Era arrogante è tutta colpa sua , per fortuna ora c’è Tod però non lo dice( forse perché la tesi accusatoria rimarrà tale anche con lui?)
Ed arriva la moralizzazione.
La Formula 1 non ha certo bisogno di un altro schiaffo in mondovisione che ne mini ulteriormente la già pericolante credibilità internazionale. Ma molti osservatori, non solo italiani, attendono con ansia le decisioni del tribunale parigino, per un atto che potrebbe risultare anche, simbolicamente, come la chiusura definitiva dell’era Mosley, un capitolo della storia dell’automobilismo internazionale che non vediamo l’ora di metterci dietro le spalle.
Bravo Corgnati!Le frustate satomaso di Mosley sono state più lesive alla credibilità della F1 che una gara “taroccata” dal nostro Non residente Briatore!
Alla fine l’articolo si chiude con una grande confessione oserei dire il quarto segreto di Fatima :
Certo è che l’ex-team principal della Renault non era affatto un agnellino .
La grande confessione di non Santità .
Caro lettore,
intanto ti ringrazio per il tuo intervento perchè mi fa sempre piacere confrontare le mie opinioni con chi la pensa diversamente. Provo a rispondere nel merito alle tue obiezioni.
1) non capisco in che senso i fatti non siano stati citati. Oltretutto ho scritto e pubblicato un’analisi delle carte del processo in quattro puntate qualche settimana fa: più fatti di quanti sono stati scritti lì dentro non se ne trovano!
2) il processo a cui mi riferisco (quello in cui a Briatore non è stato dato modo di difendersi) non è l’udienza del Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi che, come dici correttamente, deve ancora svolgersi, ma quello in sede di Consiglio Mondiale, dove Briatore, infatti, non era presente
3) non capisco cosa intendi con “la considerazione sulla non tesserazione FIA è l’epiteto della vicenda”, se me lo puoi spiegare meglio provo a rispondere anche a questo
4) ovviamente il fatto che “in Francia vincerà di sicuro” era una provocazione, ma penso di averla motivata a sufficienza
5) non so se tu hai avuto modo di leggere in passato altri miei articoli. Ti assicuro che non ho iniziato a criticare Mosley ora che non è più presidente, ma lo faccio da anni e anni. E le mie critiche riguardano anche l’attuale presidente Todt che, lungi dal presentarsi come “moralizzatore”, intende invece portare avanti la politica del suo predecessore. Naturalmente non mi riferisco alle “frustate sadomaso”, come dici tu, ma alla serie spaventosa di errori, decisioni inspiegabili e contraddittorie che hanno travolto a valanga la Formula 1 negli anni della sua presidenza.
6) l’ultima citazione che tu riporti credo specifichi chiaramente che il mio articolo non è (nè voleva essere) pro-Briatore a prescindere. Ma anche il peggiore dei delinquenti ha diritto a un processo equo. O no?
Intanto ringrazio per la risposta anche se non la giudico come tale.
Non posso pretendere tanto. Tengo a precisare che quando una persona come me e tante altre almeno spero, legge un articolo”normalmente” non si va a vedere la cronologia degli articoli precedentemente scritti dal firmatario e ne trae poi le conseguenze. In buona fede credo a quello che lei dice sui precedenti articoli dedicati al crash-gate ma io ho letto “Questo articolo” ed in questo articolo non ci sono fatti ,ne date , tantomeno commenti sulle carte chiamiamole giudiziarie ma solo commenti al livello personale su personalità esterne hai fatti ma legate secondo Lei alla vicenda . Per carità è di suo diritto ma non dichiariamo tutt’altro nel titolo e nella mia risposta.
Le mie opinioni su Mosley e Tod che non sono amorevoli ,del resto come le sue, devono e sono rimaste nella mia sfera personale sopratutto quando un articolo non riguarda o non dovrebbe riguardare loro.
Per quanto riguarda la chiamiamola ” Pseudo Condanna” alla quale lei si riferisce , devo dirle e me ne dispiace anche , che non vi è stata nessuna condanna che si possa chiamare tale al Geom. Flavio Briatore anzi è stato radiato PREVENTIVAMENTE e non DEFINITIVAMENTE e di certo per questo non serviva la presenza di Briatore (essendo una decisione non definitiva ma cautelativa)e questo lo sa meglio di me cosa significa; altrimenti a cosa servirebbe il tanto acclamato processo di Parigi?
Facendo una analogia con il sistema giudiziario italiano il carcere preventivo viene attuato quando una persona potrebbe scappare e\o inquinare le prove , credo che la decisione di radiarlo preventivamente sia stata decisa in merito alle potenzialità di Briatore nell’accordarsi con numerosi tecnici ecc…(esempio: false testimonianze) ma queste sono solo riflessioni.
Ora il senso dell’umor non è una cosa che si può insegnare ne tantomeno pretendere di far capire quindi è inutile che sto a spiegare il mio commento sulla vicenda della non tesserazione di Briatore e le frustate sadomaso di Mosley . Mi rifiuto.
Non voglio neanche fare lezioni di giornalismo a chi magari ne sa molto più di me dato anche la mia giovane età .Comunque credo ed il Dizionario conferma che Il Giornalista dovrebbe riportare fatti non lanciare provocazioni!
Garantismo:
Ma anche il peggiore dei delinquenti ha diritto a un processo equo. O no? ( ma chi ha detto il contrario ? è lei che da per scontato che sia innocente io non do per scontato nulla, mi rimetto alla decisione Non provocatoria della FIA)
Dulcis in fundo la ciliegina sulla torta non so se voleva essere una battuta ma io ho riso lo stesso:
l’ultima citazione che tu riporti credo specifichi chiaramente che il mio articolo non è (nè voleva essere) pro-Briatore a prescindere.
Forse lei ha la memoria corta ma questo è il titolo del suo articolo:
Perché Briatore Vincerà la causa!
Mi sembra che ci sia un equivoco di fondo. Un conto sono gli articoli di cronaca o di analisi, un conto sono gli articoli di commento o gli editoriali, come il presente, che del resto viene inserito, proprio a scanso di equivoci, all’interno di una rubrica. In un articolo di commento non solo non si è tenuti a riepilogare tutti i fatti (altrimenti verrebbe fuori un polpettone illeggibile), perchè si ritiene che chi legge già li conosca (altrimenti si può andare a rileggere i famosi articoli precedenti), ma si può anche esprimere opinioni personali sui protagonisti della vicenda.
Mi rendo conto che tu non sei tenuto a conoscere tutti gli articoli scritti da me, ma almeno ad informarti prima di esprimere giudizi personali sul sottoscritto, mi sembra un atto dovuto.
Altro equivoco. Briatore non è stato affatto radiato preventivamente, in attesa di una sentenza del Tribunale di Parigi. E’ stato radiato in via definitiva con una decisione univoca del Consiglio Mondiale ed è stato lui, poi, a presentare ricorso alla giustizia ordinaria, ritenendo di vedere lesi i suoi diritti. E’ ben diverso e non ha nulla a che fare con il carcere preventivo da te citato.
Il sense of humour non si può insegnare, dici bene. Mi spiace, ma la battuta non l’ho capita, sarò ottuso. Però tu non hai capito la mia provocazione che sta nel titolo. “Perchè Briatore vincerà la causa” non è una dichiarazione di parzialità di chi scrive nei confronti di Briatore, ma un’opinione personale basata sullo svolgimento formale del processo in sede di Consiglio Mondiale. E questo mi sembra di averlo espresso chiaramente nell’articolo.
Ho risposto?
La libertà di stampa o di parola va oltre le piccole o grandi gabbie identificative che noi ,voi e tutti ci creiamo. Ad esempio come differenziare le varie tipologie di articoli in cronaca , analisi , editoriali ecc…
Anche se credo che per quanto uno si sforzi un po di impersonalità c’è in tutto .
Mi riesce difficile in un Blog-sito capire le differenze comunque ammesso che ci siano ;da lettore quando si esprimono considerazioni affrettate ed errate è bene(Grazie ad Internet e nella fattispecie a questo sito) commentarele.
le mie considerazioni non erano atte a limitare la vostra libertà di espressione.faccio ammenda se sono apparse tali.
Non ho espresso giudizi personali ,ma fatto Umor differenze ce ne sono e di molte.Per questo non avendo dubi non posso ammendare.
Non mi intendo di giuristizione sportiva FIA , ma risulta che è stata data la possibilità di appellarsi tramite un ricorso quindi non sarebbe cortese aspettare il verdetto del ricorso per poi tirare le righe? dato che la sicurezza non solo sua ma di Briatore e di quasi tutta la stampa Italiana della scagionazione?
La ringrazio per il tempo concessomi buon lavoro.
Suvvia, tirare in ballo addirittura la libertà di stampa per una diatriba così piccola mi sembra eccessivo. Come ho detto, mi fa molto piacere confrontarmi con chi la pensa diversamente da quanto scrivo, specialmente se come nel tuo caso argomenta ampiamente e serenamente le sue opinioni. Per il resto, questo è un sito (non un blog, almeno non è concepito come tale), certo, ma ricalca alcune caratteristiche proprie della carta stampata. Sono sicuro che a un lettore attento come te non sfuggirà la differenza tra gli articoli di cronaca e quelli di commento.
Nel merito: la FIA non ha “dato la possibilità di appellarsi” a Briatore, è Briatore che ha fatto valere un suo diritto, cioè quello di chiedere giustizia di fronte a un tribunale ordinario. E’ ovvio che le considerazioni definitive le trarremo dopo la sentenza della Corte di Parigi, ma per ora mi permetto di scrivere e ribadire che, allo stato delle cose, nelle carte non ci sono prove sufficienti per ritenere Briatore colpevole di quanto gli si imputa. Ripeto: non so se sia colpevole o meno, ma mi sembra di poter affermare con sufficiente certezza che le prove sulla base delle quali è stato condannato siano molto lacunose, almeno per usare un eufemismo. Naturalmente è una mia opinione.
Grazie a te per la pazienza nel leggermi e nel rispondermi.
Forse bisognerebbe parlare di quello che si conosce a fondo non per sentito dire. Mi pare che non sai quello che dici e che riporti parole e giudizi da bar. Non sono d’accordo con Corgnati su tutto ma almeno capisco che cosa intende. Guarda più corse e leggi più giornali, almeno impari che si chiama Todt
Grazie per la tua di pazienza , non è da tutti rispondere direttatamente ai commenti,grazie per delucidazioni.
Ps: Aspetto un tuo articolo che espleta e commenta le prove seppur scarse.
Buon lavoro.
Ne ho fatte ben quattro puntate :-)
http://www.422race.com/2009/il-caso-tutti-i-segreti-del-crash-gate-puntata-1/
http://www.422race.com/2009/il-caso-tutti-i-segreti-del-crash-gate-puntata-2/
http://www.422race.com/2009/25192/
http://www.422race.com/2009/il-caso-tutti-i-segreti-del-crash-gate-puntata-3/