MILANO – La lettera è anonima. Ma chi l’ha scritta, e poi l’ha fatta recapitare alla Reuters, era in lizza per un posto in griglia nel 2010 e nonostante avesse (o ritenesse di avere) tutte le carte in regola, è rimasto fuori.
Motivo? Lo spiega lui stesso: “Mi hanno consigliato che se volevo che la mia candidatura avesse qualche chance di successo, dovevo scegliere i motori Cosworth per almeno 3 anni”.
Più che un consiglio, un obbligo. Eppure “c’era una concreta possibilità – prosegue la lettera – di ottenere una fornitura con Renault, Mercedes o Ferrari”. Una prospettiva di collaborazione prestigiosa che la FIA non ha gradito, in perfetta linea con la politica di Max Mosley, nel timore che dopo l’addio della Honda anche qualche altro grande costruttore potesse decidere di punto in bianco di uscire dai giochi e lasciare al palo un ipotetico team cliente.
E una griglia con squadre alla mercé dell’industria dell’auto non è nei piani della FIA.
USF1, Manor e Campos, i 3 team che alla fine ce l’hanno fatta, sono tutti motorizzati Cosworth. Cosa che, alla luce delle rivelazioni di Mister X, non ha più l’aria di una coincidenza: “Durante la settimana delle selezioni, mi hanno telefonato anticipandomi i nomi dei 3 team che sarebbero stati scelti. Non ci credevo. Poi, quando è successo, sono rimasto sbigottito”.
Ma c’è dell’altro: Alan Donnelly, braccio destro di Mosley, all’inizio di giugno era in Arabia Saudita a procurare sponsor al team Manor, quello che fa capo a Nick Wirth, già socio di Mosley ai tempi (sfortunati) della Simtek. Il cerchio si chiude. E c’è spazio pure per Richard Branson della Virgin, convinto a lasciare le Brawn per mettere anche lui i loghi sulle Manor.
Vittorio Alfieri





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