Ari Vatanen, Jean Todt, Ron Dennis e Vicky Chandhok. Tra i candidati potrebbe nascondersi il nome del futuro presidente della Federazione Internzazione dell’Automobile. Si fa anche il nome di Nick Craw, capo dello sport mondiale.
MILANO – C’è chi è pronto a scommettere sull’ex responsabile della gestione sportiva della Ferrari Jean Todt, chi sull’ex timoniere della McLaren Ron Dennis, chi invece, come il finlandese Ari Vatanen, ex-iridato nel campionato del mondo rally nel lontano 1981, si autocandida alla guida della Federazione Internazionale dell’Automobile, ottenendo fra l’altro, consensi entusiastici dai club membri.
“Al momento sto consultanto alcuni club membri ed ho già avuto molte reazioni postive. Sì, ho pensato di candidarmi, penso che sia arrivato il momento di cambiare, anche se non sono così sicuro di vincere,” ha dichiarato il 57enne, trionfatore in ben quattro edizioni della mitica Dakar (nel 1987 e nel 1989 e poi nel 1990 e nel 1991) e con un passato anche in politica, nelle vesti di rappresentante prima nel 1999 e nel 2004 al Parlamento europeo.
Vatanen, però, è solo l’ultimo nome di una lista di pretendenti destinata, forse, ad allungarsi ancora. Oltre all’ex rallysta infatti, a prender il posto di Max Mosley potrebbe esserci anche, come anticipato, l’ex boss della McLaren Ron Dennis, direttore esecutivo della McLaren Automotive dopo il suo ritiro dalla F1 al termine della passata stagione. A rilanciare le quotazioni di Dennis, Vicky Chandhok, padre di Karun (pilota di GP2), anch’egli indicato come possibile sostituto di Mosley: “Per me è un onore leggere il mio nome fra quelli di personalità come Dennis o Todt. Personalmente, però, non mi sento ancora pronto,” ha dichiarato l’ex presidente della Federazione Motoristica Indiana.
Todt, appunto. Il primo nome a sbucare fuori, 24 ore dopo l’annuncio dell’addio di Mosley a fine mandato, è stato proprio quello dell’ex-Ferrari, ma a indebolire il suo possibile insediamento è stata la stessa FOTA (la lega dei team di F1) che rivendica invece un arbitro imparziale, trasparenza che secondo Howett (presidente della Toyota F1) non potrebbe garantire il francese, in virtù del legame instaurato negli anni con la Ferrari.
Per concludere, nella corsa alla presidenza della FIA potrebbe entrare anche l’americano Nick Craw, eletto nel 2008 capo dello sport mondiale e, secondo alcuni, in pole position per raccogliere l’eredità del numero uno Mosley.
Cristina Capruzzi





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