di Vittorio Alfieri
Gli spagnoli scrivono che il contratto Alonso-Ferrari c’è. Andrà dal 2010 al 2014, verrà annunciato l’11 settembre prossimo, con un ingaggio astronomico. Bene, dov’è la notizia? E dov’è la novità?
Punto 1: Alonso e la Ferrari sono due piccioncini in amore che si studiano, si parlano, si metteranno insieme. Forse già domani. Lui ama lei. E lei ricambia. Si osannano a mezzo stampa, vanno avanti così da mesi. Lo sa il mondo interno, nulla di nuovo sotto il sole.
Punto 2: la durata del contratto. La stampa spagnola scrive che il patto durerà dal 2010 al 2014. Chiaro, no: se ingaggi un campione del mondo non te lo tieni un anno solo (come la McLaren, ma questa è un’altra storia), devi lanciare un progetto a lungo termine. Sì: 5 anni sono un’ipotesi plausibile. Appunto, un’ipotesi.
Punto 3: la data. Facile spararne una. Tanto si sa che la Ferrari, da tradizione, i suoi piloti li annuncia a Monza. Se l’accordo si farà (o si è già fatto) l’ufficilità arriverà il giorno del Gran Premio d’Italia. La Spagna dice 11 settembre: è una deduzione, non una rivelazione.
Punto 4: 20, 30, 40, 50 milioni. Ancora ipotesi. Giusto per dare quel briciolo di credibilità in più e chiudere il cerchio.
Alla fine, fra ipotesi e deduzioni presentate come rivelazioni da urlo, la sensazione è che lo scoop si sbricioli. Restano brandelli di notizia. Quelli che sappiamo da mesi. Tanto più che dalla Spagna, dove dicono di sapere tutto, non ci rivelano nemmeno chi sarà, fra Kimi e Felipe, a lasciare spazio al matador di Oviedo.
Vittorio Alfieri





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