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PUNTI DI SVISTA – Il “paracarro” che divenne campione

Pubblicato 19/10/09 08:50 da Vittorio Alfieri

Flavio Briatore aveva detto “Button è un paracarro”. Ma Jenson a Interlagos si è svegliato dopo 4 mesi di sonno e ha fatto una gara indiavolata, per per urlare al mondo che è un campione degno che non sta rubando nulla.

di Vittorio Alfieri

Magari potrà dire che l’ha fatto per lo spettacolo, potrà raccontare che per 4 mesi ha tenuto il passo del gambero senza successi e senza grinta per non spegnere l’interesse del pubblico. Finché non ha deciso di risvegliarsi in Brasile: Jenson Button a Interlagos non ha vinto la corsa, ma ha fatto una gara indiavolata, fra sorpassi e controsorpassi, un rischio dopo l’altro per urlare al mondo che anche lui, come gli altri 30 nell’albo d’oro, è un campione degno che non sta rubando nulla.

Gli basta il quinto posto per mettere il titolo in cassaforte con un Gran Premio d’anticipo. Jenson taglia il traguardo e si mette a cantare: “We are the champions, my friends”, poi corre da un capo all’altro del paddock, abbraccia papà John, piange lacrime di gioia.

Corona il sogno al decimo anno di Formula 1, dopo una stagione a due velocità: 61 punti nelle prime 7 gare, 28 appena nelle successive 9. Solo un ritiro, in Belgio per responsabilità di Grosjean. Nel complesso, una successione di piazzamenti d’oro che tengono alla larga Barrichello e la coppia Red Bull.

Fino al 2008 era uno dei tanti, aveva un palmarés scarno che contava un solo successo, qualche podio e un paio di pole. David Richards lo aveva voluto alla B.A.R e di lui aveva detto: “Ha un talento straordinario, ma in questo sport bisogna essere al posto giusto nel momento giusto”. Infatti: per vincere ci voleva la Brawn del 2009.

Jenson l’opportunità l’ha avuta e l’ha colta al volo: a marzo ha capito che la BGP001 era una macchina da titolo mondiale, ha puntato 50000 sterline su se stesso, si è rimboccato le maniche e ha dato il 100% da subito. Il resto l’ha fatto Ross Brawn: si è diviso fra tecnica e management, ha individuato per primo una zona grigia nel regolamento per avere più aderenza al retrotreno col doppio diffusore, ha ricomposto la squadra in estate quando il vantaggio si è sgretolato.

Flavio Briatore aveva detto: “Button è un paracarro, Barrichello un pensionato, Brawn un arrogante”. Adesso il paracarro, il pensionato e l’arrogante sono i nuovi campioni del mondo.

Vittorio Alfieri





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