
Il Salone di Ginevra è ormai l’esposizione numero uno in Europa e non fosse per Detroit lo sarebbe anche su scala mondiale e un piccolo confronto con il Motorshow di Bologna si può fare. I prezzi e gli impegni delle case automobilistiche italiane andrebbero rivisti, quanto meno per competere contro saloni di pari importanza come quello di Essen. Nell’ articolo anche molte foto sulla manifestazione.
GINEVRA – Erano anni che non ci andavo e allora quest’ anno bisognava farlo. Ginevra, destinazione Auto Salone, tanto per non trascurare la produzione in serie, croce e delizia di ogni casa costruttrice mondiale.
A chi le macchine piace vederle in corsa come me pensare ad un auto di “produzione in serie” delle volte fa un certo effetto perchè è come pensare ad un cavallo da corsa usato nel centro città come traino per le carrozze e frustato da un cocchiere.
Non dobbiamo dimenticarci però che la produzione in serie dev’ essere il risultato ultimo delle gare automobilistiche, nate per far progredire le case nello sviluppo di tecnologie sempre nuove in grado di dimostrare la superiorità di una nei confronti delle altre, perciò non sarebbe utile e giusto trascurare tutto ciò che verrà prodotto e poi preso in mano da persone comuni (chiamiamole così, perchè in questa rubrica, lo ricordiamo, i piloti sono considerati una categoria superiore a quella dei comuni mortali).
Le mie esperienze, relative ai saloni automobilistici, in fin dei conti sono limitate. Bologna, Ginevra e poco più, ma la cosa che più lascia pensare al semplice arrivo è il prezzo del biglietto. Certo, la cosa non mi turba visto che da quando svolgo questa professione non è più un problema, ma un confronto con i 30 Euro che pagai qualche anno fa per entrare al Motorshow ci sta, soprattutto perchè qui l’ingresso costa 14 Franchi (…circa 11 Euro). Un differenza abbastanza importante e non giustificabile con le gare che si svolgono negli ampi spazi situati intorno al padoglione bolognese, unico vanto del Motorshow dato che in Svizzera le corse anche se non sono più vietate sono e saranno guardate sempre con sospetto.
Il nocciolo della questione però è un altro e non si limita ai semplici prezzi ma va ben oltre. Parlando in numeri a Ginevra vi erano 850 espositori fra fornitori, preparatori e case, che complessivamente portavano in mostra ben 120 anteprime all’interno del Salone. Una cosa che ci sta, semplicemente perchè Ginevra per la produzione in serie è e deve rimanere il top, perciò fare un confronto con altri saloni (forse solo con Detroit sarebbe opportuno farlo) sarebbe ingiusto e insignificante.
Il problema vero, se così lo vogliamo definire e la responsabilità va spalamta a metà fra case italiane e organizzazione del Motorshow, è che a dicembre nessun espositore italiano si degna di presentare qualcosa di nuovo, quando almeno qualcosa si potrebbe fare per far accrescere l’attenzione dei media nei confronti della manifestazione.
La colpa però sta nel mezzo, perchè se da una parte è vero che le case italiane dovrebbero presentare qualcosa di nuovo pure a Bologna è anche si vero che il Motorshow dovrebbe dare delle garanzie migliori, innovandosi e non riproponendo sempre le stesse cose con l’aggiunta sempre continua di ragazze per attirare l’attenzione di ragazzi che ancora considerano “Fast and Fourios” al pari de “Le 24 ore di Le Mans” di Steve Mcqueen.
Il problema è proprio questo e lasciando stare realtà fuori dal seminato come Detroit e Ginevra, il salone di Bologna negli ultimi anni sta perdendo reputazione anche nei confronti di saloni più giovani come quello di Essen, dove da ormai molto tempo le case teutoniche investono soldi presentandosi con almeno qualche novità: non tutte ma quanto basta per dare un senso all’esposizione.
Il segno di un cambiamento alla luce degli ultimi tre anni soprattutto ci deve essere, perchè soprattutto in queste ultime edizioni a tenere in piedi l’affluenza al Motorshow sono state le donne spalmate sulle macchine e allora per le case automobilistiche italiane tanto vale presentare tutto a Ginevra o Detroit e via…dimenticandosi che la via Emilia profuma di benzolo e nell’ 86 la Lancia presentò qui l’evoluzione della S4. Tutto ciò sarebbe ancora possibile oggi? No, e per farlo bisognerebbe cambiare questo paese di non appassionati alla radice….
Giacomo Sgarbossa (foto di Stefano Franchi e Giacomo Sgarbossa)









