Cari lettori,
inizia oggi la nostra rubrica “Tanto per (s)parlare”, che si propone di essere ironica e irriverente. Prenderemo spunto da eventi curiosi, fatti, abitudini del mondo delle corse e da tutto ciò che ci sembrerà degno di una riflessione. Ne parleremo sempre con un occhio “leggero” e divertito,sperando di darvi un’altra prospettiva e di offrirvi dei commenti intelligenti: almeno, questo è lo scopo. Noi ci proviamo!
di Caterina Scaggiante
I piloti, si sa, non hanno il fisico di Mastro Lindo e per ovvie ragioni: come farebbero, altrimenti, ad entrare in abitacoli che col passare degli anni diventano sempre più stretti? In compenso, però, per una strana legge del contrappasso, hanno quasi tutti un ego ipertrofico, come se volessero compensare col carattere quello che la natura ha tolto loro nel fisico.
Con questo articolo vorrei dare alcuni consigli, tra il serio e il faceto, a chi avesse la ventura di dover trattare con un driver. Innanzitutto non contraddite mai quello che dicono, adulateli. Come scrisse Bernard Shaw: “Ciò che lusinga veramente un uomo è che lo riteniate degno di essere adulato”.
Non fate sentire il driver in questione fuori posto, parlategli solo di corse e cercate di essere interessati alle nuove soluzioni tecniche delle loro vetture. Di solito i top drivers si sentono degli individui a metà fra un premio Nobel per l’Economia e un neurochirurgo, per cui, se volete la loro simpatia, rivolgetevi a loro con rispetto.
Se ci riuscite, non fate notare al driver che c’è vita anche al di fuori degli autodromi. Se siete donne eliminate dal vostro guardaroba quelle scarpe da urlo che vanno di moda adesso, con plateau e tacco a stiletto 15 cm: optate per una più rassicurante ballerina modello Carla Bruni.
I piloti sono tutti – e dico tutti – superstiziosi, quindi abolite la parola “auguri” prima di una gara, rimediereste solo uno sguardo di disprezzo. Munitevi di un manualetto di frasi fatte, loro le adorano: sarà anche per questo che nelle interviste dicono sempre le stesse cose.
Ma veniamo al capitolo ringraziamenti:se avete un po’ di dimestichezza con l’ambiente vi sarete accorti che loro ringraziano tutti, anche quelli che non conoscono o che passano di lì per caso: non si sa mai, un domani potrebbero diventare degli amici preziosi! Gli ingegneri sono tutti dei geni, le squadre di meccanici tutte affiatate e i compagni di scuderia tutti bravissimi e super professionali. In verità si detestano e si pianterebbero volentieri un coltello nella schiena. Diffidate di quello che dicono, sempre.
Ma ora basta dire cattiverie! In fondo questo sport ci piace, ci appassionano le sfide, lo spirito di competizione, certe volte ci andrebbe di mandare direttamente i nanetti a un Trattamento Sanitario Obbligatorio ma va bene così: tutto questo fa parte del gioco. Il fatto è che si prendono troppo sul serio: lo sport dovrebbe essere passione che trasmette passione, non una vetrina dove mettersi in mostra… purtroppo lo si dimentica spesso!
Caterina Scaggiante




Sig.na Caterina complimenti per l’ironica ma attenta recensione.
alla fine sono i cuochi i veri idoli in formula 1.
Per loro, la frase “fantastic Job” è veramente opportuna.
E tra il serio e il criceto, aggiungo…
Auguri a tutti per il prossimo gp!!
ahahahaha
Nota: la frase di Paolo potrà essere usata contro di lui ahahahaha
ahhhhh, vade retro!!!