
Con il nostro inviato Paolo Filisetti andiamo ad analizzare nel dettagli le novità tecnine portare dalla Red Bull Racing nel GP monegasco, con una monoposto completamente rivista con l’adozione del nuovo diffusore a doppio profilo.
di Paolo Filisetti
MONTE CARLO (dal nostro inviato) – Il tracciato di Montecarlo decisamente non è quello che più si addice all’introduzione di novità di rilievo sulle monoposto, quantomeno novità non direttamente connesse alle caratteristiche della pista, che richiedono un’aerodinamica completamente rivista in loro funzione. Ciò nonostante la Red Bull aveva già da tempo deciso di presentare una monoposto profondamente rivista nell’aerodinamica, a partire dall’adozione del nuovo diffusore a doppio profilo, proprio qui nel Principato.
La scelta a prima vista potrebbe apparire come un controsenso, ma in realtà ha un fondamento tecnico molto valido. Il nuovo diffusore infatti potrà, di sicuro essere più determinante su tracciati permanenti quali Istanbul, ma sia in senso positivo che negativo, cioè nel caso in cui l’efficienza raggiunta nelle simulazioni non sia confermata dalla pista. Introdurre questo nuovo elemento a Montecarlo dunque, riduce il margine di rischio, in quanto la sua efficacia, date le basse velocità caratteristiche di questo circuito, è quanto mai ridotta, ergo anche gli eventuali danni.
Ciò premesso, la RB5 si è presentata a partire dalle prime prove di Giovedì con un doppio diffusore che segue pedissequamente il principio di quello delle Brawn, perfettamente integrato nel retroreno della monoposto. Questò è già di per se un fatto straordinario, considerate le difficoltà progettuali che i tecnici del team hanno dovuto affrontare per adattare il progeto della vettura a questo nuovo elemento. LA RB5 infatti presenta una parte posteriore molto bassa, con addirittura il triangolo superiore della sospensione, in un pezzo unico, connesso alla parte superiore della scatola del cambio, ed un sistema sospensivo a tirante (pull rod), al posto del più convenzionale push rod (puntone).
Questo schema che implica l’alloggiamento orizzontale in basso ai lati del cambio degli ammortizzatori, di fatto avrebbe dovuto rendere più laboriosa la modifica del diffusore posteriore.
Ciò invece non è stato, in quanto si è optato per un arretramento di tutto il diffusore, carenando completamente la parte inferiore del cambio, e consentendo dunque la realizzazione del canale superiore supplementare, per incrementare l’estrazione dell’aria da l fondo vettura. In sostanza, con una scelta ingegneristica molto raffinata, le modifiche di carattere meccanico sono state ridotte al minimo, mentre, per contro, è stato realizzato un diffusore completamente nuovo, senza compromessi.
Il canale aggiuntivo superiore posto in corrispondenza della sezione centrale, consente dunque una migliore estrazione dell’aria dal fondo vettura incrementando notevolmente il carico aerodinamico generato, e di fatto consentendo l’adozione di ali con incidenze più ridotte, dunque con minore resistenza all’avanzamento.
Come detto, non è stato possibile quantificare i benefici ottenuti dalla sua adozione, ma decisamente non si sono riscontrati svantaggi. Oggi in gara dopo 78 giri, il suo apporto, potrebbe decisamente farsi sentire in particolare nell’ambito dei consumo di carburante.
Didascalia: contornato in giallo il canale superiore aggiuntivo, del nuovo diffusore
Paolo Filisetti









