
MARINA BAY – Le vetture per le prime prove del venerdì entrano in pista con la penombra della sera di Singapore e con una temperatura molto alta; unica pecca il manto stradale molto sporco e impolverato, con alcuni punti molto sconnessi.
In questa situazione ideale per loro le Brawn GP si sono messe in evidenza, con il solito Barrichello che stacca il miglior crono in 1:50:179, lasciandosi alle spalle il compagno, ormai rivale, Button. Nella seconda ora, disputata con il buio e il pieno supporto dell’impianto di illuminazione artificiale, le vetture inglesi si scoprono meno e badano ad accumulare il maggior chilometraggio possibile; questa volta il più veloce tra i due è l’inglese, con il brasiliano che si rende protagonista anche di una toccata contro il muro. Gli uomini del team diretto dal “mago” Ross sono molto soddisfatti del lavoro svolto.
Finalmente, verrebbe da dire, le Red Bull si sono dimostrate potenzialmente le vere antagoniste delle Brawn GP; dopo alcune gare molto negative, nel team del “bibitaro” austriaco, sembra si siano decisi a mettersi le “ali”, con il “tedeschino” Vettel che fissa la miglior prestazione nella seconda sessione in 1:48:650, facendo vedere dei bei “numeri”; anche il compagno Webber all’inizio ha ottenuto degli ottimi tempi, poi è finito in testa-coda all’ultima curva e si è schiantato contro il muretto dei box, vettura danneggiata e sessione finita per lui; nell’economia del week-end, un brutto colpo per le velleità dell’australiano.
Ferrari notate più per le nuove divise del team che per le prestazioni in pista; entrambi i piloti hanno lavorato principalmente sull’assetto della vettura, usando un solo treno di gomme dure ciascuno; Raikkonen ha provato una configurazione aerodinamica leggermente diversa da Fisichella, che si è concentrato principalmente sulla conoscenza della vettura su un tracciato così tortuoso ed impegnativo, il quale dichiara: “La pista è molto scivolosa e le gomme fanno un po’ fatica. È sempre dura, alla fine ho migliorato molto. Devo ancora perfezionare il passo, prendere confidenza: non è la macchina a punto per me, quindi dobbiamo migliorare il set-up, abbiamo tutta domani mattina”.
La Renault, al centro dell’attenzione per le note vicissitudini dell’anno passato proprio qui a Singapore e orfane volutamente di Briatore e Symmonds, sembra non accusare il colpo e nonostante il forfait all’ultimo minuto anche del title-sponsor, che lascia le vetture spoglie, svetta nelle posizioni di testa con Alonso che si inserisce nelle prime caselle dei tempi. Grosjean fa parlare di se per il curioso incidente di cui si è reso protagonista nella prima sessione, impatta il muro nello stesso punto incriminato dove Piquet jr si era immolato l’anno scorso. Le vetture francesi, sembrano in forma sul tortuoso tracciato asiatico, inoltre è una bella dimostrazione della solidità all’interno del team, scosso dalla brutta vicenda Briatore-Piquet.
Nota stonata, ma non nuova ultimamente le difficoltà delle Toyota, anche qui incapaci di trovare grip e di segnare tempi interessanti. Potrà sembrare strano, ma dalle dichiarazioni dei piloti si evince speranza per il proseguo del week-end.
Giulio Gamberini










