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1000 km Ungheria, gara: Crollo in LMP1, Strakka trionfa tra le LMP2!

Pubblicato 22/08/10 23:08 da Alessandro Burkia

LMP2 regina per un giorno grazie al disastro in classe LMP1, vinta infine dalla Ginetta di Beechdean Mansell. Strakka Racing vince l’assoluto, precedendo Quifel-ASM e OAK Racng. Un guasto alla trasmissione ferma la Peugeot 908, Rebellion Racing veloce ma ancora poco affidabile. In GT2 Porsche sorprende con la vittoria di Felbermayr e della coppia Lietz/Lieb. CRS e IMSA completano il podio.

BUDAPEST – Il podio assoluto della LMS a Budapest entrerà nella storia per essere il primo a essere composto solo da team di classe LMP2: un risultato che, non a caso, arriva nella prima edizione della 1000 km di Ungheria, su un tracciato lento e tortuoso che ha favorito la leggerezza e l’agilità dei prototipi della classe cadetta, per una sera reginetta del campionato endurance. Una sera in cui si è assistito anche a un’improbabile defaillance da parte dei prototipi LMP1, colpiti da una congiunzione astrale che ha fatto uscire di scena protagonisti come la Peugeot 908 di Oreca, tanto veloce quanto fragile nell’arco dei 146 giri effettuati.

A tagliare per prima il traguardo è stata la ARX-01 di Strakka Racing, partita come favorita tra le LMP2 ma senza la pretesa di trionfare nella classifica generale, nonostante un’insperata pole position ottenuta in mattinata. A un giro di distacco si è classificata la Ginetta Zytek di Quifel-ASM, autrice di una corsa regolare e, per un breve periodo, condotta come leader assoluto. A ricevere le luci della ribalta c’è anche la Pescarolo n.24 di Lahaye e Nicolet, che ha compensato la sfrtouna della vettura gemella di OAK Racing, fermata da un problema allo sterzo dopo solo un’ora di gara. Lo strapotere delle LMP2 prosegue oltre la top five assoluta: la Lola HPD di Ray Mallock Limited si classifica a ridosso del podio, davanti alla Ginetta Zytek di Bruichladdich. Racing Box completa la striscia con la Lola B09 n.29, guidata da Cioci, Pirri e Perazzini.

LMP2, quindi, promosse con lode. LMP1, al contrario, rimandate a settembre, mese che coincide con l’ultimo appuntamento a Silverstone: nella debacle ungherese, è stato il team Beechdean Mansell a intascarsi la sua prima vittoria di classe, premiato da una 1000 km priva di inconvenienti.
Da incubo invece la gara di Rebellion Racing: nelle prime fasi di gara, la Lola di Belicchi e Boullion era riuscita a difendere la leadership assoluta, prima di arrendersi all’arrivo della Peugeot di Oreca. Ma i guai della squadra svizzera iniziano dopo circa un’ora e mezza, quando la Lola B10/60 di Nicolas Prost perde improvvisamente aderenza, colpita da un guasto al radiatore. Intorno alle tre ore di gara, Christophe Boullion deve alzare bandiera bianca, dopo aver perso il controllo della vettura a causa di una gomma forata. Nicolas Prost e Neel Jani sono riusciti in ogni caso a guadagnare la seconda posizione di classe, a sei giri dalla Ginetta di Nigel Mansell.
Il ritiro di Rebellion Racing dal duello sembrava avesse spianato la strada al team Oreca, saldamente in testa alla classifica generale. Ma anche per la Peugeot 908, la corsa ha riserbato più di un’amara sorpresa: il colpo di scena avviene a tre ore e quaranta minuti di gara, quando la coupé francese viene spinta senza preavviso all’interno del box, a causa di un problema alla trasmissione. Dopo ripetuti tentativi, la 908 è riuscita a fatica a completare il 70% della corsa, mantenendo accese le speranze di vittoria in campionato.
Nemmeno Signature Plus può dirsi salva dalla debacle di questa serata: partita dal fondo dello schieramento, la Lola Aston Martin è stata in grado di risalire sino al terzo posto assoluto prima di crollare nelle retrovie, vittima di un inconveniente all’alternatore.

Anche in GT2 non sono mancate le sorprese: su un tracciato che appariva il perfetto terreno di caccia delle Ferrari F430, Felbermayr Proton ha avuto ancora modo di sorprendere conquistando un’altra vittoria con la coppia Lieb/Lietz. Partita dall’ottavo posto in griglia, la Porsche n.77 è risalita sino alla leadership della categoria, difendendosi negli ultimi giri dalla pressione della Ferrari CRS di Kirkaldy e Mullen, salita sul podio insieme alla 997 di IMSA Performance.
Leader nella prima metà della corsa, la Ferrari n.95 di AF Corse ha poi dovuto cedere il passo ai diretti inseguitori: intorno alla terza ora, Jean Alesi ha dovuto cedere la testa del gruppo dopo un sorpasso di Tim Mullen. Poco dopo, una noia nella regolazione del sedile ha rallentato il cambio pilota tra il 46enne francese e Giancarlo Fisichella, lasciandoli fuori dalla lotta per il primo posto. Gara opaca per la F430 di Barba e Parente, partiti dalla pole position ma scesi lentamente sino alla quinta posizione, davanti alla V8 Vantage di JMW Motorsport.

Larbre Competition raccoglie l’ennesima vittoria in classe GT1, favorita anche da uno spaventoso incidente che ha messo fuori gioco la Saleen S7R di Atlas EFX-Team.

Alessandro Burkia





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