Il team italiano vince la GT2 European Cup approfittando dell’harakiri di BMW, che getta al vento il suo trionfo a circa mezz’ora dal termine. IMSA completa la doppietta Porsche, Ferrari limita i danni con il terzo gradino dell F430 n.1 di AF Corse. In GT3, i guai delle Audi R8 regalano la vittoria alla Porsche 911 di Mühlner Motorsport, prima davanti alla Ford di Marc VDS.
SPA – 23 ore di cavalcata trionfale, prima dello schianto a 40 minuti da un trionfo che sembrava già in tasca: questa, in poche parole, è stata la 24 Ore di Spa-Francorchamps per la scuderia BMW e per Dirk Werner, a cui è bastata una sola curva per trasformare il sogno in un incubo. Una curva, la Les Fagnes, affrontata per 540 volte senza sbavature, quasi a memoria, ma sbagliata nel momento peggiore, a un passo dal termine di un intero giorno di fatica.
La legge della 24 Ore, purtroppo, non ammette errori. Alla BMW non rimane che festeggiare la doppietta nella classe GTN, ottenuta con 70 giri di vantaggio sulla Mosler MT900 di Gravity Racing. Chi invece ha approfittato delle sventure della casa bavarese è stato BMS Scuderia Italia, in testa alla classe GT2 per dieci ore consecutive (con Bergmeister/Dumas/Ragginger/Henz) prima di raccogliere la corona del leader nella generale a poco più di mezz’ora dalla fine, difendendosi dalla pressione di IMSA Performance. Sorride anche Porsche, che torna finalmente al successo nella 24 Ore dopo un digiuno iniziato nel 2007, anno in cui vinse proprio con il team BMS.
Il podio della classe GT2 viene completato dalla Ferrari forse meno gettonata nel team AF Corse, la n.1 di Waltrip/Cadei/Kaufmann/Cioci. Partito in 19° posizione, l’equipaggio ha concluso la corsa al quinto posto assoluto. Meno fortunata è stata, invece, la vettura gemella di Bruni, Longin, van de Poele e Vilander: dopo appena un’ora di gara in testa al gruppo, la F430 n.2 è rimasta coinvolta in un incidente con la Gallardo n.85 targata Gulf, perdendo contatto con le posizioni di testa. Il colpo di grazia è avvenuto alla tredicesima ora, dopo uno scontro tra van de Poele e la Audi di Phoenix Racing, con al volante Anthony Kumpen.
In GT3, Audi ha mancato l’appuntamento con una vittoria che, forse, appariva già annunciata. Trascorse tredici ore occupando tutti e tre i gradini del podio virtuale, le R8 hanno man mano abbandonato la scena: la n.50 di Phoenix Racing, in testa sin dal primo giro, è stata la prima ad alzare bandiera bianca. Tre ore dopo, Andrea Piccini si è scontrato contro le barriere all’uscita dell’Eau Rouge, mettendo fuori gioco anche l’ultima vettura targata Phoenix rimasta in pista. Le speranze di vittoria di Audi si sono definitivamente azzerate intorno alla 20a ora, a causa di alcuni problemi elettronici sopraggiunti alle R8 n.73 (per sei ore leader provvisorio di classe GT3) e n.68 di United Autosport. Quest’ultima è stata poi in grado di concludere la corsa al terzo posto di classe.
Alla fine, la vittoria della categoria è andata alla Porsche 911 GT3 di Mühlner Motorsport, guidata da Häring, Konstantinou, Peyroles e Vannelet. Al secondo posto si classifica la Ford GT di Marc VDS, con Martin/Leinders/Duez. In GT4, la vittoria è stata assegnata alla Aston Martin Vantage di JOTA Sport, che ha dominato la corsa dal semaforo verde sino alla bandiera a scacchi con l’equipaggio Dolan/Hancock/Wills/Twyman.
Alessandro Burkia
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