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Dracone a 422race.com: “Cerco fortuna in America”

Pubblicato 07/08/10 17:50 da Marco Strazzulla

A quattro anni da Papis alla Indy 500 2006, un altro pilota italiano correrà in IndyCar. Francesco Dracone sarà al via di due gare con il team Conquest Racing. Il pilota torinese racconta a 422race.com come è nata l’idea e cosa si aspetta da questa esperienza.

MILANO – Erano due anni che un pilota italiano non era iscritto ad una gara della IZOD IndyCar Series (quando Max Papis fallì la qualificazione alla 500 Miglia di Indianapolis) e quattro anni che non disputava una gara (sempre Papis alla Indy 500 2006, quando giunse quattordicesimo). Il prossimo sarà Francesco Dracone, che domenica sarà la via della Honda Indy 200 sul circuito di Mid-Ohio alla guida della Dallara n.34 del Conquest Racing.

Dracone sarà inoltre al via della gara seguente, sul tracciato californiano di Sonoma. Dopo le esperienze in Formula 3, Euroseries 3000, A1GP e nel campionato Superstars, questa rappresenta una importante opportunità per la carriera del pilota torinese. 422race.com lo ha incontrato per raccogliere le sue impressioni alla vigilia del grande debutto.

Francesco, sei sempre stato un appassionato della IndyCar?
“Ho sempre seguito con interesse la Indy. Ricordo che da piccolo ero incuriosito dalla somiglianza con la F1, quindi cercavo sempre di fare paragoni; inoltre vedere la Indy 500 e tutto il suo folclore era molto divertente.”

Quando e come è nata l’idea di andare a correre negli USA?
“L’idea di approdare qua è dovuta al fatto che in Europa tutto è portato oltre il limite. Non ne potevo più di essere esposto ad un ambiente dove i genitori fanno il lavaggio del cervello ai loro figli-piloti dicendo solo una parola: Formula 1. In effetti da noi automobilismo significa Formula 1 e sport, calcio: siamo monotematici.”

Cosa pensi delle esperienze più recenti di piloti italiani, come Pantano, Papis o Zampedri? Hai avuto contatti con loro?
“Non ho la fortuna di conoscere nessuno dei piloti che hai citato, benchè Pantano secondo me sia il miglior pilota in Italia e per via di mio padre conosco il fratello di Max Papis. Ma se hanno consigli, sono tutto orecchie per ascoltarli!”

Cosa rappresenta per te la IndyCar? Una possibile svolta per la tua carriera, un modo di mettersi in mostra per giungere ad altri obiettivi o la semplice curiosità di provare qualcosa di nuovo? Sei eventualmente interessato a correre in futuro sugli ovali?
“In queste due gare, voglio cercare ovviamente di dare il meglio, capire giro dopo giro come funziona la macchina e sperare di generare un pò di positivo interesse su di me. Chiaramente se riuscissi ad avere un budget decente correrei volentieri sugli ovali, ma per ora niente. Se qualche sponsor vuol farsi avanti, dopo Sonoma ci sono solo più ovali!”

Marco Strazzulla





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