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C’è Briatore dietro la polemica di Webber?

Pubblicato 16/07/10 08:30 da Fabrizio Corgnati

Il sospetto viene dalla tedesca “Bild” dopo le due visite del piemontese, manager del pilota australiano, nel paddock nelle ultime due gare. Ma Webber getta acqua sul fuoco: “Il problema è stato risolto.”

MILANO – Sono bastate due apparizioni nel paddock, a Valencia e a Silverstone, per riportare alla ribalta del circus il nome di Flavio Briatore. Lui insiste: “Ero lì solo come turista”, voci accreditate lo vorrebbero invece in prova per assumere presto un ruolo da secondo di Bernie Ecclestone, ma le sue visite potrebbero avere avuto anche un secondo fine.

Lo ipotizza oggi la tedesca “Bild”, che ricorda come, nonostante la sanzione in vigore che gli impedisce di tornare a lavorare nell’automobilismo fino al 2012, Briatore sia tuttora manager di alcuni piloti di Formula 1, tra cui proprio Mark Webber, che nello scorso weekend è stato al centro della polemica con il suo team per il nuovo alettone anteriore sfilato prima delle qualifiche dalla sua monoposto e montato su quella del suo compagno di squadra Vettel.

Da qui al sospetto, il passo è breve: e se dietro alla polemica ci fosse la sapiente regia di Briatore? L’interesse del manager piemontese sarebbe evidente: mentre il rinnovo del contratto appena firmato dall’australiano per il 2011 prevede uno stipendio di otto milioni all’anno, in caso di vittoria del campionato del mondo il pilota potrebbe negoziare un cospicuo aumento di ingaggio, con annessa commissione del 20% per il suo manager.

“Briatore sa bene che la pressione pubblica può far ottenere al suo cliente un accordo migliore,” commenta il giornale. Per questo motivo, Webber avrebbe pronunciato in mondovisione le ormai note frasi al vetriolo come “niente male, per un secondo pilota” o “non avrei mai firmato il rinnovo per il prossimo anno a queste condizioni”. Frasi che, in effetti, sembrerebbero portare il marchio briatoresco.

L’unica ammissione che Webber si è fatto scappare è di aver parlato prima della gara con Briatore, che gli ha detto semplicemente: “Mark, fai una bella partenza”. Briatore o non Briatore, lo stato d’animo del pilota australiano a freddo è comunque molto più tranquillo rispetto a questo weekend.

In un comunicato diramato ieri, infatti, il 33enne dichiara definitivamente concluse le polemiche. “Al momento del fatto, le ragioni del cambio dell’ala non mi erano state spiegate chiaramente,” confessa. “Ovviamente posso capire perchè un team a un certo punto può favorire un pilota con più punti in campionato, se le risorse sono sufficienti solo per uno. Abbiamo già avuto un colloquio in factory e abbiamo chiarito.”

Webber ha anche ammesso che alcuni dei commenti rilasciati a Silverstone sono stati “detti nell’euforia del momento e, con il senno di poi, probabilmente avrei dovuto evitarli. La Formula 1 è un’arena caricata e competitiva in cui l’emozione e l’adrenalina a volte scorrono forti e i miei commenti via radio sono stati un esempio di sarcasmo australiano al suo meglioo al suo peggio, a seconda di come la vedete.”

Nessun problema, comunque, con il boss della squadra, Christian Horner. “Siamo amici e abbiamo un forte rispetto reciproco che continua e si estende ad altre attività, come il nostro team di GP3 e l’interesse a trovare e lanciare giovani talenti,” aggiunge. “Il rispetto nel team si estende ai piloti. So di avere un ottimo compagno di squadra e non vorrei fosse altrimenti. Seb e io non siamo nemici, ma solo due piloti che si stanno spingendo forte e che vogliono il meglio per se stessi e il team. Tutto qui.”

Fabrizio Corgnati





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