CURITIBA – “Cinghio” non ci sta e dopo il quarto posto di gara 1, si riscatta e fa valere i gradi di campione del mondo, infatti domina agevolmente dopo aver passato senza difficoltà il compagno Genè già al secondo giro. Bella vittoria per l’abruzzese che si candida tra i pretendenti al titolo, spazzando via l’incertezze dopo un inverno senza test e l’abbandono della squadra ufficiale Seat.
La cronaca
Splende il sole a Curitiba e la pista è perfettamente asciutta per il via da fermo delle vetture. Partenza al palo non irresistibile di Coronel che alla prima curva si tocca con Priaulx, danni alle sospensioni e ritiro per entrambi. Scattano meglio Genè e Tarquini che già al primo passaggio hanno un leggero margine sulle tre Chevrolet che seguono. Alla prima staccata lo spagnolo Genè viene infilato agevolmente da Tarquini, manovra che sembra dettata da ordini di squadra; subito dietro c’è battaglia tra le tre Cruze con Menu e Müller che infilano Huff alla seconda curva. I due alfieri Chevrolet staccano i compagno che deve vedersi dagli attacchi di Farfus.
La gara procede regolare con Tarquini tranquillo al comando seguito da Genè, le due Cruze di Menu e Müller che si inseguono a suon di staccate a ruote fumanti, Huff che tiene a bada Farfus, che ha alle sue spalle Monteiro e Nykjær pronti ad agguantarlo in caso di errore.
Il nostro portacolori Tarquini taglia vittorioso il traguardo ed assieme a Genè regala la doppietta al team SR Seat. Terzo Menu davanti a Müller, Huff, Farfus, Monteiro, Nykjær, Michelisz e a Hernandez primo tra gli indipendenti. Il nostro Stefano D’Aste, sempre coriaceo, lotta fin sotto la bandiera a scacchi con l’ufficiale Barth per il quindicesimo posto. In campionato guidano Tarquini e Müller appaiati a 37 punti, terzo Huff staccato di nove punti.
Per i protagonisti del mondiale ora ci sarà una pausa di più di un mese, prima del prossimo appuntamento di Puebla in Messico l’11 aprile, con la certezza che Tarquini lotterà per il titolo, le tre Chevrolet sono molto competitive, le BMW e le altre Seat sembrano ora leggermente in difficoltà, ma non tutto è ancora deciso.
Giulio Gamberini