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ESCLUSIVO: Così Todt ha ottenuto l’ok alla modifica degli statuti FIA

Pubblicato 09/11/10 08:41 da Fabrizio Corgnati

La commissione per la revisione degli statuti: su questo i suoi detrattori hanno attaccato Todt con una lettera anonima (che 422race.com vi fa vedere per la prima volta), ma il presidente ha ottenuto l’approvazione nell’assemblea generale

PARIGI – Era inevitabile che fosse il punto centrale del discorso di Jean Todt durante l’attesissima assemblea generale di venerdì scorso a Parigi: la Statutes Review Commission. Proprio su questa questione, infatti, gli uomini di Ecclestone e di Mosley si erano spinti per la prima volta allo scoperto in uno scontro frontale con il nuovo presidente, nelle scorse settimane. 422race.com aveva già parlato delle lettere che erano intercorse tra i membri della FIA sulla vicenda, i cui testi erano stati anticipati da “Pitpass”. Ma ora, per la prima volta, siamo in grado di mostrarvi i documenti originali.

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La mail dell’attacco porta la data di mercoledì 25 agosto 2010 alle 12:36 e la firma di un fantomatico David Smith, uno pseudonimo dietro al quale, secondo le fonti di 422race.com, si nasconderebbe Alan Donnelly, l’uomo di fiducia di Max Mosley incaricato, durante la sua presidenza, di gestire i casi più delicati. Il titolo è un emblematico “FIA Transparency”, il testo un concentrato di attacchi che non lasciano spazio a dubbi.

“La FIA considererà presto una serie di proposte pericolose per la riforma degli statuti e dei processi decisionali,” scriveva Smith. “Anche se le proposte sono disponibili solo a un piccolo gruppo di nuovi consulenti e un paio di membri, le indicazioni sono molto preoccupanti. Il pilastro centrale delle proposte è cedere al Presidente della FIA nuovi sostanziali poteri esecutivi sullo sport e la mobilità. Le proposte centralizzano la FIA in un modo mai immaginato sulla base degli attuali statuti e regole.”

“I due Consigli Mondiali e il Senato avranno molto meno potere sulle decisioni chiave quotidiane della FIA e si limiteranno ad approvare le decisioni del presidente e dei suoi consulenti,” prosegue la lettera. “Il Senato diventerà meno efficace e alcuni dei suoi membri potrebbero essere scelti dal Presidente e non eletti dall’Assemblea Generale. Questo darebbe al Presidente l’effettivo controllo delle finanze della FIA in un momento in cui molte questioni sono state sollevate sulla sua gestione finanziaria. (…) Se questa revisione fosse utilizzata solo per attribuire altri poteri al presidente, sarebbe un tradimento della fiducia dei membri della FIA.”

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La mattina dopo (alle 9:33 del 26 agosto) arriva la risposta di Todt, attraverso la sua assistente Najima Yattochane: “Avrete ricevuto questa isterica, inaccurata e sciocca email da un certo David Smith sul processo di revisione degli statuti. L’unica cosa vera è che tra i membri della commissione di revisione degli statuti sta circolando un documento di discussione preparato a loro richiesta. Il risultato sarà presentato a tutti i club in Assemblea Generale a novembre e solo dopo usciranno le bozze del cambio di statuto per l’ultima approvazione a fine 2011.”

Sul punto, Todt è chiaro: “Le proposte non attribuiscono alcun potere ulteriore al presidente, anzi rafforzano il ruolo del Senato e dei Consigli Mondiali, nè stabiliscono alcuna posizione da direttore generale.” La conclusione è diretta a Smith: “Posso solo chiedere a chiunque stia dietro questa stranissima email di avere il coraggio di contattarmi direttamente per discutere la questione.” Inutile dire che i veri firmatari dell’email non ci hanno mai messo la faccia.

Ma della Statutes Review Commission si è parlato a lungo venerdì scorso durante l’assemblea. Una bella fetta del discorso introduttivo di Todt è stata dedicata proprio a questo tema, come 422race.com può rivelare: “E’ stata una parte centrale della piattaforma elettorale,” avrebbe detto il presidente nel discorso non reso noto al pubblico. “Nel portare avanti questa revisione, stiamo rispettando esattamente il forte mandato che ci avete attributo. Molti di voi avranno visto un’email che richiamava la trasparenza, ma che è stata una contraddizione in termini, visto che gli stessi che la chiedono si nascondono dietro a un falso nome. Nell’interesse della trasparenza, apriamo un dibattito pubblico e una discussione matura, sperando che rimanga su un tono amichevole e costruttivo per il futuro della FIA.”

Nelle ore a seguire, la bozza di modifica degli statuti proposta dalla commissione è stata votata e approvata all’unanimità dall’assemblea ed entrerà in vigore dal 1° gennaio del prossimo anno. Ma di cosa si tratta, in concreto? Il nuovo statuto prevede la nomina di un Judicial Appointment Committee, che comprenderà un rappresentante di ciascun Consiglio Mondiale (del motorsport e della mobilità), due delle commissioni sportive e il presidente della Corte d’Appello. L’obiettivo del JAC sarà quello di proporre all’assemblea generale i 12 giudici indipendenti che andranno a formare un Tribunale Internazionale in aggiunta all’attuale Corte d’Appello.

Questo tribunale, a sua volta, eserciterà l’autorità disciplinare di primo grado in tutti i campionati e giudicherà le infrazioni agli statuti e ai regolamenti. In pratica, sostituirà nella funzione giudicante il Consiglio Mondiale, che finora aveva avuto questa responsabilità, in modo finalmente indipendente e non più soggetto ai voleri del presidente della FIA, che presiede anche il Consiglio stesso. Tutt’altro, insomma, che una revisione degli statuti in senso autoritario: al contrario, le prime, timide avvisaglie di una volontà di democratizzazione della Federazione Internazionale dell’Automobile.

Fabrizio Corgnati





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