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ESCLUSIVO: Ecco il segreto dell’ala McLaren

Pubblicato 06/03/10 19:00 da Fabrizio Corgnati 39 commenti

422race.com è in grado di pubblicare uno schizzo esclusivo che svela il funzionamento dell’ala posteriore della MP4-25 finita nel mirino dei tecnici avversari. Whitmarsh è sicuro della legalità della soluzione, anche se Whiting visiterà la sede di Woking per ulteriori controlli.

MILANO – Ecco svelato il segreto dell’ala posteriore della McLaren: 422race.com è in grado di pubblicare uno schizzo esplicativo dell’innovativa soluzione applicata sulla MP4-25 che ha attirato le ire degli avversari.

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L’aria, aspirata dallo snorkel sopra al motore, attraversa prima le canalizzazioni interne alla pinna (che infatti è di dimensioni molto pronunciate) e poi quelle sul flap, fino ad essere sparata all’interno di una fessura longitudinale che attraversa il flap stesso per quasi tutta la sua lunghezza, e di qui espulsa.

La famigerata fessura, già sperimentata in passato da altri team, tra cui la BMW l’anno passato sull’ala anteriore, non raggiunge però le paratie, per cui il flap risulta di fatto un unico elemento, come previsto dal regolamento tecnico.

L’aria espulsa dalla fessura provoca il distacco della vena fluida che lambisce la parte inferiore del flap e quindi un brusco decadimento del carico aerodinamico. Questo effetto si ottiene solo in rettilineo, riducendo così drasticamente la resistenza all’avanzamento e permettendo di aumentare la velocità massima anche di 10 km/h, secondo indiscrezioni. Di fatto si provoca l’induzione del fenomeno cosiddetto di stallo.

La soluzione appare rispettare la lettera delle regole, anche se l’ex direttore tecnico della McLaren, oggi alla Red Bull, Adrian Newey, ha subito chiesto un chiarimento in merito alla FIA. Se la Federazione dovesse concedere il nulla osta, comunque, proprio come accaduto l’anno passato con il doppio diffusore di marca Brawn, i team avversari non potrebbero immediatamente applicare questa soluzione, ma sarebbero costretti a ristudiare radicalmente il posteriore della vettura.

“L’ala è diversa e innovativa,” ha ammesso il team boss della McLaren, Martin Whitmarsh, ai microfoni del “Daily Telegraph”. “Ma siamo rimasti in contatto con Charlie (Whiting, delegato tecnico FIA, ndr) negli ultimi mesi per assicurarci che rispettasse le regole. E siamo stati rassicurati in tal senso.”

Sempre il quotidiano inglese cita un portavoce della McLaren secondo cui “l’unica ragione per cui questa faccenda è stata sollevata improvvisamente è perchè è un elemento così evidente che tutti possono vederlo e ne sono incuriositi.” Anche la Ferrari sarebbe coinvolta nella richiesta di chiarimento, ma non intenderebbe portare più in là un eventuale reclamo.

Secondo indiscrezioni, Whiting si recherà oggi pomeriggio nella factory di Woking per controllare definitivamente che l’ala rispetti le regole. L’ispezione sarebbe dovuta avvenire ieri, ma un ritardo nel volo dal Brasile l’avrebbe ulteriormente rimandata. “Non siamo preoccupati, ma il team ci ha invitato a controllare, quindi Charlie andrà a dare un’occhiata,” commenta un portavoce della FIA.

Fabrizio Corgnati (disegno di Antony Rodella con la collaborazione dell’ing. Saverio Casadidio)





Commenti (39)

i.am.onemarzo 6th, 2010 at 21:17

Salve, potete definirmi con esattezza il termine Stallo.

i.am.onemarzo 6th, 2010 at 21:17

Grazie in anticipo

Fabrizio Corgnatimarzo 6th, 2010 at 21:49

Ciao, ripeto che non sono un tecnico, per cui probabilmente c’è chi te lo definirebbe meglio. E’ il distacco della vena fluida che provoca un brusco calo del carico aerodinamico.

Vittoriomarzo 7th, 2010 at 14:56

è appunto quello che dice Corgnati: l’ala perde carico e praticamente non incontra più resistenza. Se succede all’ala di un aereo è un bel problema…

Saverio Casadidiomarzo 7th, 2010 at 20:01

Per definizione, con il nome di stallo in aerodinamica si intende un repentino calo di portanza di un corpo. Questa definizione è valida nel caso degli aerei. Per le auto basta parlare di deportanza anzichè di prtanza. Chi provoca lo stallo è il distacco della vena fluida sul dorso dell’ala. Quindi per essere corretti, lo stallo è una conseguenza e il distacco della vena fluida è una causa.

i.am.onemarzo 7th, 2010 at 20:20

Quello che mi domando ma questo sistema va bene sui rettilinei perchè fa aumentare di fatto la velocità di punta; ma nei circuiti con curve veloci come la mettiamo? il pilota non rischia di perdere il controllo della vettura con poco carico?

Saverio Casadidiomarzo 7th, 2010 at 20:29

Il “meccanismo” si attiva oltre certe velocità. In qualche modo riproduce quello che avveniva qualche anno fa con le ali flessibili.

Il rischio che si genera è il medesimo.

i.am.onemarzo 7th, 2010 at 22:56

Oltre certe velocità in curve veloci? qui non si tratta di un’ala aggiuntiva o supplementare ma dell’alettone posteriore che senza la sua deportanza in curva sono guai.

Saverio Casadidiomarzo 7th, 2010 at 23:44

Ripeto.
E’ la stessa situazione che si creava con le ali flessibili che venivano comunque utilizzate alcuni anni fa. Non solo ma si cercava di fare in modo che anche i fondi andassero in stallo oltre certe velocità. Bisognerà adattare l’ala ai circuiti che si affrontano proprio per evitare situazioni anomale o pericolose. E non è neppure detto che questa ala venga utilizzata in tutti i circuiti. Barcellona è un circuito adatto a causa del lungo rettilineo.

Saverio Casadidiomarzo 8th, 2010 at 07:53

Provo a spiegarmi meglio.
Fin dall’apparire delle ali nel 1968 i progettisti han cercato di regolare in corsa le ali sia con sistemi manuali che automatici. Poi nel 1969 per gli incidenti di Rindt e Hill al Gp di Spagna la federazione proibì sistemi mobili. Proibizione che rimase fino al 2009 quando vennero permesse variazioni tramitd motorino del flap anteriore.
Una vettura di F1 sviluppa circa 1800 kg di carico. A seconda dei circuiti si utilizzano alettoni ad alto carico o meno. Il carico é, comunque, legato alla velocità per cui anche a Monza, nonostante ali molto ridotte in velocità si ha un carico simile. Il problema a Monza nasce nei tratti lenti dove non si ha un carico elevato.
Spesso nei circuiti si deve trovare il giusto compromesso tra parti lente e parti veloci. Con la soluzione McLaren si può avere un elevato carico in curva evitando che questo carico sia troppo elevato in velocità. In pratica, nei tratti veloci si avrà il giusto carico comunque. Non bisogna pensare che il carico vada a zero. Si avrà semplicemente un alettone che sviluppa meno carico ma, comunque, un carico sufficiente. È come avere un alettone ad incidenza variabile.

i.am.onemarzo 8th, 2010 at 09:51

Grazie,sopratutto per aver citato la parte storica.
Credo che la FIA abbia concesso un’eccezione alla regola consentendo la reintroduzione di sistemi mobili elettroattuati solo per le ali dell’alettone anteriore al fine , a detta loro,di favorire i sorpassi.
Per esclusione non penso che l’eccezione si è estesa a tutta la vettura quindi mi avvalgo della tua prima “tesi”;cioè che la Mclaren non userà questo dispositivo in tutti i circuiti proprio come fece la Ferrari a suo tempo con il famoso “Buco” sul muso,ed aggiungo che secondo me all’interno della gobba dell’Air-box non c’è alcun dipositivo che regola l’immissione o meglio la fuoriuscita del flusso d’aria perchè sarebbe irregolare.

Saverio Casadidiomarzo 8th, 2010 at 20:18

Ora giungono voci che “il meccanismo” sia in qualche modo comandato. E a tale comando sarebbe associata la presa sul musetto.

i.am.onemarzo 8th, 2010 at 21:57

io non sono di certo un legislatore ma se queste voci fossero vere è evidente anzi palese l’irregolarità del sistema Mclaren.
Non oso immaginare che precedente potrebbe dare un dispositivo del genere se venisse approvato dalla FIA . Di fatto sancirebbero il ritorno delle ali variabili in corsa in F1. Un gran bel guaio sia dal punto di vista della sicurecca che della concorrenzialità delle vetture ;fine ultimo del nuovo regolamento entrato in vigore dal 2009.

Saverio Casadidiomarzo 8th, 2010 at 22:39

Non si sa come venga fatto il tutto e non è detto ci siano parti in movimento. Potrebbe essere fatto tutto tramite un gioco di pressioni. Quindi non si può parlare di palese irregolarità

i.am.onemarzo 9th, 2010 at 21:36

Se c’è un sistema elettroattuato o semplicemente meccanico che aziona o regola questo sistema credo sia palese l’irregolarità .
Completamente diverso il giudizio se il flusso viene regolato da una proprietà intrinseca di un componente interno ( metalli-leghe-fibre ecc…) , su questo credo che la FIA non può intervenire.

Saverio Casadidiomarzo 9th, 2010 at 23:19

Sto cercando di capire come possa avvenire il tutto. Probabilmente è tutto un gioco legato a pressioni e depressioni che si creano e probabilmente non c’è alcuna parte in movimento. Qualcosa in mente l’ho ma non sono ancora soluzioni totalmente accettabili. Debbo pensarci su.

Il problema è che se la regolazione avviene tramite qualcosa (potrebbe essere anche solo un tubo) che passa attraverso l’abitacolo allora le altre scuderie per quest’anno non possono utilizzare il sistema a meno che non trovino altre soluzioni. Infatti, se ci fossero canalizzazioni, obbligherebbe a rifare un nuovo telaio. Ma non è possibile. Si avrebbe la stessa situazione con i cerchi Ferrari. Nessuno li può utilizzare perchè nessuno li ha omologati come ha fatto la Ferrari.

Tra l’altro, se notate, sulla pinna c’è un qualcosa che sembra uno sportellino per ispezioni.

Tra l’altro…. la pinna che si congiunge con l’alettone era una caratteristica della 312B2 di Forghieri del 1971 e 1972. Ma lì dava dei problemi perchè mandava in ombra parte dell’alettone. Pertanto a metà stagione 1972 venne tagliata. Ora le pinne, se notate, hanno la parte inferiore scavata anche per evitare quel problema.

i.am.onemarzo 10th, 2010 at 10:38

Non sono molto ferrato in materia di regolamentazioni FIA però ricordo nel 2008 si fecero molte ispezioni alle ali Ferrari e Mclaren per verificare la loro resistenza secondo parametri prestabiliti dalla stessa federazione.In pratica le verifiche consistevano nel caricare le ali oggetto di verifica e controllare che non superassero parametri di flessione prestabiliti.
Ora la mia riflessione è questa: se l’oggetto in questione è interno alla vettura,credo non sia soggetto a verifiche alla flessione.
Quindi la Mclaren protrebbe essersi avvalsa di un sistema di Canalizzazione che prevede la totale o parziale chiusura del canale quando il flusso d’aria è esiguo e questo avverrebbe a basse velocità mentre all’aumentare della velocità, quindi del flusso, il materiale di cui è composto il canale si dilaterebbe consentendo una maggiore entra del flusso.
In pratica otterebbero lo stesso fine senza usare sistemi meccanici o elettroattuati.
Questa è soltanto un’ipotesi ovvio.

Saverio Casadidiomarzo 10th, 2010 at 11:54

Ci sarebbe comunque una probabile violazione dello spirito ma la cosa sarebbe possibile.
Sto comunque lavorando ad una soluzione che non prevede alcuno spostamento o flessione di paratie. Sembra che sia sulla buona strada.
Comunque quello che sembra assodato é che il sistema non é automatico e prevede una attivazione dal pilota.

i.am.onemarzo 10th, 2010 at 13:52

Se prevede una attivazione dal pilota è palesemente irregolare, comunque l’unico modo per ottenere lo stesso risultato o simile è riprodurre un forma particolarmente aerodinamica all’inteno del cono di aspirazione di questo sistema in grado di far scorrere a velocità elevate il flusso che ha raggiunto l’intensità desiderata e defluire a velocità minori quello esiguo all’esterno tramite una seconda via.

Saverio Casadidiomarzo 10th, 2010 at 15:54

Non é proprio così. Non sarebbe palesemente irregolare. Dipende da come viene fatto.
E, ripeto, oramai sembra assodato il fatto che l’attivazione venga fatta in modo un pò particolare dal pilota senza che questo effettivamente sposti manettini o cose del genere.
Una idea di come possa essere il sistema l’ho… ma debbo ancora studiarla bene.
Domani forse se ne saprà di più. Da capire poi cosa c’è (anche se lo immagino) sotto lo sportellino sulla pinna. Ma, a proposito di segreti probabilmente in Barhein si aspetta un diffusore che farà discutere da parte della Renault.

i.am.onemarzo 10th, 2010 at 17:09

ma dove trovi queste notizie?

Saverio Casadidiomarzo 10th, 2010 at 17:30

Basta conoscere le persone giuste :-)
Comunque… sono solo voci ma arrivano dalle stesse persone che mi avevano detto dell’alettone rivoluzionario McLaren (anche se non si sapeva dove era il segreto) qualche giorno prima della presentazione. Avevo anche saputo del motore inclinato della Ferrari prima che la notizia divenisse pubblica.

i.am.onemarzo 10th, 2010 at 17:48

Mi appello a 422race :”Assumetelo come giornalista”!

Fabrizio Corgnatimarzo 10th, 2010 at 18:20

arrivi tardi ;-)

i.am.onemarzo 10th, 2010 at 22:09

allora ottimo ingaggio!

Saverio Casadidiomarzo 11th, 2010 at 07:07

Beh, sono anni che conosco Roberto Cinquanta e Fabrizio Corgnati.
Tornando al discorso….. a mio parere il sistema é comandato da quella presa d’aria sul musetto. Il sistema probabilmente prevede una sorta di “controllo” per valutare se si é in curva. In questo caso, indirettamente, é il pilota che, in base alla posizione del volante, attiva o disattiva il sistema. Credo ci possa anche essere un dispositivo di sicurezza comandato manualmente da utilizzare in situazioni di pericolo.

Saverio Casadidiomarzo 11th, 2010 at 09:01

Pensa e ripensa parlando con un amico….. il sistema di attivazione potrebbe essere attivato in questo modo:
Sulla pinna dove c’é lo sportellino potrebbe esserci un dispositivo a memoria di forma che, con le temperature presenti nell’airbox non fa passare l’aria verso l’ala.
L’aria dello snorkel frontale serve per raffreddare tale dispositivo che apre il passaggio.
Sul muso, a destra dello snorkel, ci potrebbe essere una sorta di piccolo vaso di espansione per normalizzare le pressioni. In questo vaso confluiscono 3 tubi. Uno che va al dispositivo sull’airscope, uno allo snorkel sul muso ed uno di sfiato. Chiudendo lo sfiato l’aria fresca arriverebbe al dispositivo attivandolo.

E` solo una ipotesi. Vedremo. Certo é che diventa complicatissimo regolare il tutto.

i.am.onemarzo 11th, 2010 at 09:55

In effetti non avevo pensato ad un metodo indiretto di azionamento del sitema da parte del pilota , quella del movimento del volante è una buona ipotesi.

Per quanto riguarda la correlazione fra lo “snorkel” e la soluzione sulla pinna Mclaren la trovo molto complessa forse anche improbabile visto che un eventuale tubo collegato all’airbox avrebbe problematiche ed ostacoli dallo stesso pilota, che l’obbligherebbe ad aggirarlo con curve e quindi perdidete, anche la piezometrica è un fattore a sfavore di questa tesi visto che l’airbox è sito in punto più alto rispetto al muso, non solo un sistema che prevede anche un piccolo ma complesso vaso di espansione tubi ecc… potrebbe incominciare ad avere la sua importanza in kg e in Formula 1 anche il singolo kg influenza sulle prestazioni e nelle velocità di punta.

Spero di parlare presto del presunto Nuovo diffusore della Renault!

Saverio Casadidiomarzo 11th, 2010 at 11:35

Vero. Ma comunque il sistema é molto complesso e delle tubazioni passano nell’abitacolo. E per questo prevedo che nel muso ci sia un qualcosa per normalizzare le pressioni. E non parlo di materiali piezoelettrici ma qualcosa di ben più complesso.
Si dice pure che Brawn che oramai conosce il sistema é un pò “sconvolto” dal fatto che non può utilizzarlo poiché l’implementazione comporterebbe modifiche sia pur limitate al telaio che il regolamento vieta.

Saverio Casadidiomarzo 11th, 2010 at 11:37

Dimenticavo….. Nell’ultima mia ipotesi lo snorkel servirebbe solo per raffreddare. Non importa a quel punto la pressione.

i.am.onemarzo 11th, 2010 at 13:35

Il sistema così descritto è talmente complesso che di sicuro non potrà essere integrato in questa stagione da altre squadre; anche se ci sono vetture compatibili telaisticamente incorerebbero nel problema della distribuzione pesi, dovendo rinunciare magari a delle zavorre di cui tutti i team si avvalgono nella ricerca delle prestazioni variando la loro collocazione sulla vettura.
Senza contare lo sforzo economico e logistico nelle sviluppo di questa tecnologia a discapito dello sviluppo già prestabilito per la stagione.

i.am.onemarzo 11th, 2010 at 13:38

Ps: non so cosa comporta la differenza di temperatura del flusso,in questo caso e in tutti gli altri (vedi collocazione scarichi vetture ecc…):”Forse centra qualcosa con il grado di umidità nell’aria a diverse temperature?

Saverio Casadidiomarzo 11th, 2010 at 14:05

Ricapitolo.
Raffreddare il dispositivo a memoria di forma serve proprio per far aprire il condotto che va all’ala. Quello sarebbe lo scopo dello snorkel.
Ma ripeto….. sono solo ipotesi.

Saverio Casadidiomarzo 11th, 2010 at 16:21

L’ala é stata approvata dalla FIA.

i.am.onemarzo 11th, 2010 at 20:56

si, ho letto la notizia. Ora si tratta di capire su quali basi tecniche si forma questo sistema, la FIA dovrebbe emettere un comunicato specificando che l’oggetto in questione è in linea con le norme attuali ed a ritroso descrivere di cosa si tratta.

Saverio Casadidiomarzo 11th, 2010 at 21:39

Non proprio. La Fia quando dice che è regolare ha esaurito il suo compito. Non deve emettere alcun comunicato.
Comunque il sistema si basa su quanto scritto qui. Quello che ancora non è chiaro è il sistema di attivazione.

i.am.onemarzo 12th, 2010 at 10:27

Ora hanno cambiato la forma dello snorkel! il suo sviluppo è orizzontale anzichè verticale.

Saverio Casadidiomarzo 13th, 2010 at 20:30

Allora…..

Se guardate foto molto particolareggiate della parte posteriore della mcLaren, vedete che sul posteriore un canale sdoppiato a causa del supporto dell’ala porta aria ad una sorta di “scatolina” sopra la luce posteriore.

Sicuramente, quando bisogna mandare in stallo l’ala, quell’aria viene deviata sulla pinna per essere mandata all’alettone.
Per far ciò si utilizza l’aria prelevata dallo snorkel sul musetto. Come si fa ad ottenere ciò? Questo rimane ancora da capire con esattezza. Ma dopo consulti e consulenze varie posso ipotizzare che ci sia, nel cofano, una sorta di deviazione ottenuta staccando o viceversa riattaccando vene fluide tramite il flusso proveniente dallo snorkel.

Giovannimarzo 17th, 2010 at 09:54

Scusate se mi intrometto, ma un’ala che stalla non genera automaticamente anche notevoli vortici d’aria che penalizzano la penetrazione aerodinamica della vettura, determinando di fatto un aumento della sezione frontale opposta dalla vettura all’avanzamento, e quindi ne aumentano la resistenza aerodinamica?

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