Finalmente ha vinto lo spettacolo. C’è voluto un circuito vecchia maniera e un po’ di pioggia per rimescolare le carte e dare vita ad una corsa memorabile, dove ha vinto la strategia sul cuore impavido di Lewis Hamilton.
di Marina Beccuti
BUONI
Button: in un boccone ha spazzato via le critiche, dallo zerbino di Hamilton alle critiche sulla scelta di passare alla McLaren. Ha avuto coraggio ed è stato premiato dall’azzardo di montare prima di tutti le gomme da asciutto. La sua ottava vittoria in carriera, forse la più bella. Stratega.
Kubica: quello che non ti aspetti e invece c’è. Con una Renault non all’altezza dei magnifici quattro, il polacco è riuscito a tenere dietro le due Ferrari e a varcare il traguardo in seconda posizione. C’è da domandarsi come mai uno come lui non sia finito in una squadra più competitiva. Solido.
Alonso: male alla partenza dove è andato in testacoda ed è ripartito ultimo. Poi è risalito in quarta posizione senza attaccare Massa per non fare guai. Però non era il caso di prendere in giro Hamilton per il mancato sorpasso e relativa botta con Webber. Chi la fa l’aspetti.
Massa: felice come una Pasqua di essere giunto davanti al compagno di squadra. Grande partenza la sua e gara amministrata con intelligenza. Caparbio.
Hamilton: ha fatto sognare e divertire con i suoi sorpassi, ha tentato di passare Alonso ma è stato urtato da Webber che poi si è scusato pubblicamente. La bravata delle sgommate fuori dal circuito e le parolacce in diretta non devono scalfire quanto fatto in pista. Braveheart cuore impavido.
Vettel: lui merita la promozione, ma si sta rompendo le scatole a fare la pole e poi non andare manco sul podio. Ma queste sono le macchine di Newey, veloci, al limite del regolamento, ma estremamente fragili. Sfortunato.
Liuzzi: e bravo Vitantonio, il suo settimo tempo è come una vittoria. Un pilota poco celebrato in patria ma che ha buoni numeri per imporsi. Veloce.
Rosberg: ancora una volta è finito davanti a Schumi e ha tenuto bene la pista nelle difficoltà. Convincente.
Jessica Michibata: è troppo simpatica e con Button forma una coppia invidiabile, belli e affiatati. Glamour.
COSI’ COSI’
Schumacher: Glock l’ha sfilato e Alguersuari gli ha fatto sudare sette camicie prima del sorpasso. Non è la ruggine, è che adesso ci sono più campioni rispetto ai suoi tempi d’oro, in cui solo Alonso osò sfidarlo e batterlo. Ma è troppo presto per metterlo in soffitta. In attesa.
Webber: troppi errori davanti al suo pubblico, anche se ha lottato. Frenetico.
Mercedes: si rifarà ma è la lontana parente della Brawn GP, che giovò del discusso doppio diffusore.
CATTIVI
Red Bull: velocissima ma inaffidabile. Per vincere bisogna tagliare il traguardo. Rimandata.
Virgin: ma come si fa a costruire una macchina con un serbatoio che non tiene la benzina necessaria? Ritorno a scuola.
La Lotus del povero Trulli: guai al via e il pilota abruzzese non parte nemmeno. Una brutta figura per il nome storico che porta.
Marina Beccuti





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