Hanno vinto le cattive scelte dei commissari. Regna la confusione in F1 ma la gara non è stata falsata. Il commento con i buoni e cattivi della nostra Marina Beccuti.
di Marina Beccuti
BUONI
Vettel: è l’unico che non incappa nei guai della safety car. Ottiene la pole e vince la gara. Meglio di così non poteva fare.
Hamilton: fa il furbetto ma il secondo posto se lo conquista alla partenza quando brucia Webber e contiene Alonso. In fondo paga con il drive-through e si crea il giusto vantaggio pestando forte sull’acceleratore. Se i commissari lo richiamano in ritardo non è colpa sua. Comunque poteva evitare di superare la safety car. Era meglio per tutti. Anche per lui.
Button: parte sempre indietro ma poi recupera e mantiene la seconda posizione in classifica generale. Corre con intelligenza e grazie alle strategie del suo team (lui furberie non ne ha fatte) riesce sempre ad arrivare tra i primi. Tre podi consecutivi.
Barrichello: tutti si aspettavano la Mercedes invece spunta la Williams del “vecchio” Rubinho. Bravo ad arrivare alle soglie del podio.
Kubica: parte bene, duella con Button corpo e corpo. Ai box perde qualcosa, ma possiamo dire che il polacco è consistente. E pure simpatico.
Kobayashi: un grande, meritava di più. Fa da tappo al resto del gruppo dietro a Vettel ed Hamilton. Cambia a quattro giri dal termine le gomme e poi supera al penultimo prima Buemi e poi Alonso, che a pensare troppo al nemico della McLaren perde la concentrazione e se le fa suonare dal giovane giapponese.
COSI’ COSI’
Rosberg: lui dà il massimo e arpiona il decimo posto, ma non basta per uno che sperava di ottenere molto di più con una Mercedes sotto il sedere.
Buemi: poteva fare di più ma due suoi errori gli sono costati un paio di posizioni. L’ha ammesso lui stesso.
Alonso: si lascia andare a dichiarazioni di fuoco contro Hamilton (già ce l’aveva con lui durante la gara come si è potuto sentire via radio) e poi si fa superare nel finale da Kobayashi suscitando l’ilarità del pilota della McLaren. Tuttavia restando nelle regole viene penalizzato anche se non è solo colpa di questo avvenimento se arriva ottavo. Un consiglio: in questi anni ha pensato solo a battere Hamilton, facendo così ha perso il suo smalto migliore. Rivogliamo un Alonso meno astioso e più concentrato.
CATTIVI
Ferrari: è rimasta nelle regole e per questo ha perso posizioni. Ma gli sviluppi non hanno reso come si aspettavano a Maranello. Avrà anche avuto ragione a lamentarsi perché la chiarezza in F1 è legittima ma, a proposito di regole violate, vorremmo vedere il famoso spot dei giri compiuti a Fiorano da Alonso con gli aggiornamenti per Valencia. Gli altri team non hanno gradito.
La bottiglia scaraventata in pista: con tutte le telecamere che ci sono si dovrebbe trovare il colpevole. Non siamo allo stadio e se davvero è un tifoso di Alonso che voleva colpire Hamilton, ha sbagliato mira, ma poteva creare un dramma.
F1: ancora una volta ha perso la faccia con i commissari che hanno preso decisioni tardive, come ormai è la consuetudine. Senza contare che i cinque secondi di penalità inflitti a nove piloti sa di grande confusione.
Webber-Kovalainen: hanno messo a repentaglio la vita dei colleghi, uno ha frenato prima e l’altro è stato troppo irruente. Qui casca l’asino, si può dire per la Red Bull, grande macchina ma ogni tanto i piloti fanno harakiri.
Mercedes: una situazione imbarazzante. A lamentarsi serve poco.
Marina Beccuti
Toglierei hamilton dai buoni!
Al di là della sua furbata ha condotto una grande gara. Direi che Fabrizio Corgnati nel suo ME AND MY HELMET – L’arte di parlar d’altro ha detto la cosa giusta. Almeno dal mio punto di vista.