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FEBBRE A 300 – Buoni e cattivi del GP di Turchia

Pubblicato 02/06/10 11:24 da Marina Beccuti

Dopo una gara convulsa e chiacchierata come quella di Istanbul, ci pensa la nostra Marina Beccuti a fare chiarezza con i suoi buoni e cattivi

Nell'articolo:

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di Marina Beccuti

BUONI

Hamilton: la vittoria era nell’aria anche per lui. Ringrazia l’harakiri dei piloti della Red Bull, ma il suo dovere l’ha fatto, s’è difeso e ha attaccato, soprattutto ha spento l’animosità di Button che voleva fargli lo scherzetto.

Button: come al solito perde la posizione al via ma questa volta la riacciuffa su Schumacher che non oppone molta resistenza. Approfitta dell’incidente di Vettel e Webber per superare Hamilton che poi lo ripassa e la loro corsa si chiude lì. Più grintoso del solito, torna vicino alla vetta in classifica.

Webber: doveva vincere invece deve accodarsi al terzo posto. Ha meno colpe di Vettel nella collisione anche se in Red Bull danno l’impressione di aver assolto il tedesco. L’australiano è stato bravo in tutta la gara, comprese le qualifiche.

Schumacher: il primo degli “altri”. Inutile avvicinarsi a McLaren e Red Bull che in Turchia erano su un altro pianeta. Sta ritrovando la forma e si conferma davanti al compagno Rosberg.

Kubica: resiste davanti a Massa e porta ancora a punti la sua Renault.

Petrov: anche lui si prende qualche soddisfazione, come quella di tenere dietro per parecchi giri Alonso. Poi l’asturiano gli rovina la gara perché nel sorpasso deciso lo tocca alla gomma anteriore e il russo perde la posizione perché costretto ad un pit stop non previsto.

Sauber: arrivano al traguardo le due macchine svizzere, con Kobayashi a punti. Buon risultato.

Sutil: a punti, segno che la Force India può tenere il passo della top ten.

Nicole, la fidanzata di Hamilton: torna e il pilota inglese vince. Determinante.

COSI’ COSI’

Massa: senza infamia né gloria non è giornata per lui e la Ferrari.

Rosberg: gara anonima anche se arriva a punti.

CATTIVI

Alonso: non raggiunge la Q3 ed in gara non riesce a scrollarsi Renault e Mercedes. Lui si aspettava di più dalla Ferrari e alla Rossa pensavano che potesse fare la differenza da subito. Momento difficile.

Red Bull: come avere la macchina più forte e non saperla gestire. Quanti punti buttati al vento.

Vettel: immaturo. Se Hamilton lo punzecchiava dietro non era il caso di andare a sbattere contro Webber. Le McLaren ringraziano.

Williams: entrambe le macchine sono a fondo classifica, mai in gara, vanno al passo delle new entry.

Marina Beccuti





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