
di Marina Beccuti
Jenson Button lo si può definire un Campione del Mondo senza scettro, nel senso che pochi lo considerano un vero iridato, solo perché l’anno scorso ha potuto sfruttare nelle prime gare il doppio diffusore (poi adottato da tutti), ritenuto irregolare dalle altre scuderie, mentre Brawn GP l’ha usato e la FIA gli ha dato ragione. Con la crisi Ferrari e McLaren, è rimasta solo la Red Bull a contrastare la scuderia di Ross Brawn, nata dalle ceneri della Honda e adesso diventata Mercedes GP.
Comunque sia andata la faccenda chi vince il Mondiale lo merita sempre, perché in F1 nessuno regala niente e, anche se quella della Brawn GP è stata una “furbata”, va sottolineato che tutto sommato la macchina era migliore delle altre. Button non è uno che osa strafare, ma è stato abile a prendere più punti possibili a inizio campionato, per poi vivere di rendita. Ora ha deciso di lasciare il suo ex-team per provare una nuova avventura alla McLaren, un’azione bocciata da molti, critici, rivali, ex-piloti o proprietari di altri team.
Secondo gli “illuminati” della F1, alla McLaren il confronto con Hamilton lo massacrerà. Si può dire che stare alla Mercedes con Schumacher forse sarebbe stato peggio: in fondo Button ha scelto una scuderia di primo piano, inglese come lui, con un compagno scomodo ma con il quale c’è un buon rapporto. Lo stesso Hamilton ha confessato di essere stato lui a pressare l’amico a firmare per il team di Woking. Può essere che il confronto sia impietoso per il pilota di Frome, ma prima di sputare sentenze sarebbe il caso di fargli fare qualche gara prima di giudicarlo in modo negativo.
Avrà difficoltà iniziali perché Hamilton conosce bene la sua squadra e la macchina gli è stata costruita addosso come un vestito, però va premiata la volontà di Button di rimettersi in gioco, di provare una nuova esperienza scegliendo comunque una squadra di primo piano. Inoltre alla Mercedes non c’era grande interesse a trattenerlo, visto che il piano prevedeva una squadra tutta tedesca, altri posti vuoti di un certo livello non ce n’erano, dunque la scelta in fondo è stata quasi obbligata, con Raikkonen deciso a passare al rally e dunque fuori dai giochi per un ritorno alla McLaren (anche perché piuttosto oneroso come ingaggio). Solo la pista darà la sua sentenza, ma in attesa del semaforo verde tutti devono mettere in piazza le loro. Ovviamente opinabili.
Marina Beccuti









