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Ferrari, dopo Istanbul è crisi di sviluppo

Pubblicato 03/06/10 21:45 da Fabrizio Corgnati

Le ultime prestazioni della F10 pongono dubbi sulle possibilità di sviluppare la monoposto da parte dello staff tecnico di Maranello. Domenicali: “Il campionato non è ancora finito.”

MILANO – In un certo senso, la Ferrari deve ringraziare l’incidente tra Sebastian Vettel e Mark Webber: un fatto grazie al quale la polemica interna alla Red Bull ha oscurato un’altra crisi ben più preoccupante, quella, appunto, di Maranello. “Istanbul è una delle piste che si adattano meglio alla nostra vettura,” aveva affermato Alonso alla vigilia. La realtà è stata di segno completamente opposto e, al contrario, Istanbul si è trasformata nel punto più basso di questo 2010 del Cavallino Rampante.

Lenta fin dalle libere, la rossa non è nemmeno entrata nella Q3 con Fernando Alonso, mentre Felipe Massa, che su questa pista si era in passato trovato a suo agio come nessun’altro, ha accusato ben otto decimi di distacco dalla pole. Peggio ancora di quanto accadde dodici mesi fa con la deludente F10. Sulla sua discendente, l’attuale F60, il quadro dirigente della Ferrari riponeva grandi aspettative. Anche perchè i tecnici interruppero già nel luglio scorso i lavori sulla vettura 2009 per concentrarsi unicamente su quella del 2010.

Invece, dopo la vittoria inaugurale in Bahrein, gli sprazzi sono stati pochissimi, se si eccettua il podio in Spagna (frutto soprattutto della guida di Alonso) e la rimonta di Montecarlo, favorita dalla safety car. E persino squadre come McLaren e Red Bull che continuarono fino all’ultima gara a sviluppare le proprie monoposto l’anno passato si sono dimostrate in grado di partorire vetture più efficaci.

Secondo Stefano Domenicali, non tutto è perduto. “Non smetteremo di sviluppare questa vettura: non getteremo le gare disputate finora,” ha dichiarato il team principal. “Il campionato è ancora aperto e abbiamo visto che tutto può succedere in gara. Non ci arrenderemo.” Nella prossima gara in Europa, a Valencia, è in arrivo infatti un importante pacchetto che dovrebbe rivoluzionare l’aerodinamica. Ma la domanda è: basterà?

A mettere in dubbio la capacità della Ferrari di sviluppare questa monoposto, infatti, è stato lo stesso Fernando Alonso, che sabato scorso, a caldo dopo la delusione delle qualifiche, ha dichiarato: “In Cina, Spagna, Montecarlo e qui non abbiamo portato sviluppi, mentre Red Bull, McLaren e Mercedes sono andati avanti.”

A onor del vero, la Ferrari in questi mesi ha lavorato sodo, ma sull’F-duct, un sistema che ancora non sembra essere completamente a punto, stando alle parole dello stesso Domenicali. “E’ sicuramente vero che abbiamo investito molto nel nuovo sistema, ma non abbastanza e non è ancora perfetto.” Una strategia completamente opposta a quella della Red Bull, che ha introdotto il suo F-duct solamente nelle prove libere in Turchia, finora, e non è apparsa affatto di fretta nel voler lavorare su questo sistema.

L’impressione è che le difficoltà della Ferrari siano più sistematiche di quanto ammesso finora: che, insomma, lo staff tecnico non abbia ancora trovato una sua stabilità dopo gli importanti addii degli ultimi anni. Come se non bastasse, anche il solito Max Mosley ha provato nell’ultimo weekend a rovinare la festa degli 800 Gran Premi alla squadra di Maranello, accusando il presidente Luca di Montezemolo di pressioni per un’udienza della Corte d’Appello della FIA riguardante il crash-gate di Singapore 2008.

“Tutti i giorni mi chiamava dicendo: ‘Devi assicurarti che vinceremo l’appello’,” ha dichiarato l’ex numero uno della Federazione al “Daily Mail”. “Non l’ha messa giù in modo così pesante, ma questo è ciò che ha detto. Gli risposi: ‘Luca, mi spiace, ma prima di tutto non mi ascolterebbero e in secondo luogo non lo farò’.” Un portavoce della Ferrari ha risposto: “Non intendiamo fare commenti. E’ meglio guardare avanti e non perdere tempo a parlare di ciò che è fortunatamente passato.” Già. Meglio guardare al futuro.

Fabrizio Corgnati





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