Quattro safety car non bastano per impedire al pilota australiano di cogliere il suo secondo trionfo stagionale. Red Bull ottiene un’altra doppietta con il secondo posto di Vettel, terzo gradino del podio per Kubica. Risultati ancora in sospeso per una manovra sospetta di Schumacher su Alonso, avvenuta all’ultimo giro sotto safety-car. Dodici i ritiri, tra cui la McLaren di Jenson Button.
MONTECARLO – Mark Webber domina le strade del Principato di Monaco conquistando la vittoria in una gara travagliata dalle safety-car. Al secondo posto si classifica Sebastian Vettel, che completa la meritata doppietta Red Bull. Robert Kubica conclude con un ottimo terzo posto, davanti alla Ferrari di Felipe Massa e la McLaren di Lewis Hamilton. Weekend negativo per Jenson Button, fuori gioco dopo pochi minuti per un guasto al motore frutto di un errore degli uomini McLaren.
Oltre a quattro interruzioni e dodici ritiri complessivi, la corsa ha regalato ancora sorprese con un giallo nel finale, che metterà in discussione la classifica definitiva del Gran Premio: l’ultimo giro, percorso dietro la vettura di sicurezza, è stato segnato da un attacco a sorpresa di Schumacher su Alonso, che si è visto perdere la sesta posizione dopo una gara in rimonta. Il risultato è tutt’ora in sospeso, in attesa di una decisione sulla regolarità o meno della manovra.
La cronaca
Al semaforo verde, Webber non compie errori mantenendosi in testa all’uscita della Sainte Devote. Alle sue spalle Vettel riesce ad affiancare e sopravanzare Kubica all’interno della prima curva. Dietro seguono Lewis Hamilton e Rubenso Barrichello, autore di un ottimo spunto che gli ha permesso di recuperare tre posizioni, davanti a Schumacher e Rosberg. Male invece Button, crollato dall’ottava all’11° piazza.
Non basta un giro per assistere al primo intervento della safety-car: verso l’uscita del tunnel, la Williams di Nico Hulkenberg perde direzionalità sullo sporco, impattando violentemente contro le barriere. Una situazione che gioca a favore di Fernando Alonso, che decide di rientrare subito ai box per montare le gomme dure e lanciarsi verso la rimonta. Il passo lento della vettura di sicurezza non giova invece al motore della McLaren di Jenson Button, surriscaldato a causa della copertura del radiatore dimenticata dai meccanici prima della partenza.
Dopo sette giri avviene la ripartenza della gara: Webber si dimostra il pilota più rapido del gruppo, costruendo un vantaggio rassicurante sul compagno di squadra. Per assistere ai sorpassi bisogna scendere in fondo al gruppo, con Fernando Alonso protagonista di una serie di attacchi sul quartetto di Virgin e Lotus.
E’ Lewis Hamilton che inaugura il valzer dei pit stop con la prima sosta al 19° giro, che gli permette di rientrare davanti alla Ferrari del pilota spagnolo. Poco dopo avverrano i ritiri di Timo Glock, per un guasto a una sospensione, di Pedro de la Rosa, fermato da un problema idraulico, e di Lucas di Grassi.
Terminate le soste, Marc Webber prosegue il suo dominio nel Principato con 15 secondi di vantaggio sulla Red Bull di Vettel. Al terzo posto Kubica, seguito da Massa e Hamilton. L’azzeccata strategia Ferrari viene rimarcata dalla posizione di Alonso, che dopo circa metà gara si ritrova in sesta piazza seguito dalle Mercedes di Schumacher e Rosberg.
Dopo 32 tornate, i distacchi vengono di nuovo azzerati: complice un cedimento alla posteriore sinistra, Rubens Barrichello perde il controllo della vettura alla curva Massenet, terminando la gara contro le barriere. Nonostante un principio di incendio, i commissari riescono a rimuovere l’ultima Williams rimasta dopo soli due giri sotto safety-car. Bastano dieci giri però per rivedere per la terza volta le luci lampeggianti della macchina di sicurezza: questa volta a smorzare il ritmo della gara è stato un tombino presente alla curva 3, uscito dalla sua sede.
Al restart, Webber tenta di ricostruire il suo vantaggio scendendo tre volte sotto il muro dell’1′16. Nelle retrovie Senna, Kovalainen e Petrov alzano bandiera bianca. La gara rimane congelata fino al 76° giro, quando Jarno Trulli tenta di cedere a Chandhok il disonore dell’ultimo posto con un attacco alla HRT a La Rascasse. La manovra però è azzardata, la Lotus si scontra con le gomme della monoposto avversaria e si stacca da terra, sfiorando il casco del pilota indiano. La gara terminerà sotto regime di safety-car, che in ogni caso lascerà spazio a un finale thriller: Michael Schumacher, settimo, compie un inaspettato sorpasso all’ultimo giro su Fernando Alonso alla Anthony Noghes, lasciando la classifica in mano ai commissari di gara.
Alessandro Burkia





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Vorrei manifestare il mio sdegno per i commenti arroganti, spocchiosi, da servo dei potenti che ha effettuato Alesi oggi dopo il gp…secondo lui, i piloti delle piccole squadre dovrebbero scansarsi perchè passa la Ferrari…commenti vergognosi e che danno dimostrazione del poco spessore morale di questa persona…che ricordiamo che è la stessa che qualche anno fa sputava su Le Mans e ora ci va a correre perchè glielo ha ordinato la Ferrari…ma si vergogni lui di fare il servo in questo modo…che vergogna!!! Che schifo!!!
Mai sentito pronunciare in TV aggettivi del genere di quelli oggi usati dal Sig Alesi sul conto di piloti e scuderie debuttanti. Spero che qualche direttore Rai abbia sentito e faccia in modo che quel Signore non abbia più opportunità di affacciarsi ai teleschermi, ma forse mquesto è troppo per questo paese.
ma guarda, lo sfogo di Alesi non è mica tanto sbagliato. Purtroppo in questa era viene difficile trovare i piloti “gentlemen” come esistevano una volta, quelli erano dei miti e purtroppo non tornano più. Oggi assistiamo a queste cose che per carità non hanno nulla di scorretto a livello regolamentare. E comunque che c’è da stupirsi quando anche il più esperto dei piloti, quello con il casco rosso, dà poi il cattivo esempio a questi giovani…
Beh Schumacher credo oggi si sia macchiato al massimo di ingenuità nel non sapere che in Formula 1 le regole sono quasi sempre ad interpretazioni, quindi quando non è indispensabile meglio essere prudenti che cercare un azzardo per un punto e perderli tutti…
Sulle “piccole”, io sono d’accordo che queste squadre sono troppo scarse, ma una volta che sono state ammesse devono avere il diritto di correre come tutti gli altri…non è che perchè non sono ricchi, potenti e veloci devono stare lì solo per abbellire lo schieramento che con 18 vetture sarebbe troppo povero…
Ma come mai la FIA non ha penalizzato Massa per aver tagliato la corsia di uscita dai box?
Schumacher ha tentato la furbata, forse ingannato anche dallo sventolare delle bandiere verdi. Ma per una volta, il regolamento sembra essere abbastanza chiaro in merito.
L’”errore” di Massa non è stato proprio considerato, ma non è la prima volta che lasciano correre su questi episodi.
Il problema è che non ci dovevano essere le bandiere verdi…la presenza delle bandiere verdi rende la regola interpretabile, perchè se dici che si può superare dopo la linea, e poi dici che però all’ultimo giro non lo puoi fare, allora a quel punto che senso ha esporre la bandiera verde? Tanto nessuno può fare niente…
La regola sul finale di gara sotto safety è chiara, peccato che come hai detto tu sembra essere in contrasto con quella delle bandiere e della linea della SC.
Bisognerebbe rileggere bene il regolamento per capire se la scelta di mostrare le bandiere verdi è stata una cantonata dei commissari o no. Purtroppo il sito della fia è in tilt, chissà perchè!
EDIT: questo è l’articolo 40.13 “If the race ends whilst the safety car is deployed it will enter the pit lane at the end of the last lap and the cars will take the chequered flag as normal without overtaking.” E’ categorico.
La mia critica alle dichiarazioni di Alesi non riguardano il “contenuto tecnico delle stesse”, non mi permetterei, ma la maleducazione e l’arroganza con cui sono state espresse. Gli aggettivi usati ripetutamente e non accidentalmente sono forse accettabili nelle chiacchere tra amici al bar sport ma non davanti alle telecamere.
Quanto ai piloti gentlemen in giro proprio non ne vedo, nepure tra quelli lodato od assolti dal Sig Alesi.
Ma che senso ha esporre la bandiera verde all’ultimo giro, se poi non hai alcuna possibilità di fare nulla (visto che la gara è finita)? Lascia direttamente la bandiera gialla e non si creano equivoci…mi sembra l’ennesima regola farlocca di questa Formula 1, che porta solo confusione…basta far finire anche l’ultimo giro con le bandiere gialle e non si creano equivoci…
Marco, per quanto diretto, ha pienamente ragione. Spesso, troppo spesso, in questa multimiliardaria e patinata F1 si creano dei precedenti piuttosto imbarazzanti: vedi Hamilton rimesso in carreggiata dalla gru, Hamilton che zig-zagga davanti a Petrov, Schumacher oggi etc etc…
Come scrisse una volta Zanardi su AutoSprint, è inutile essere i più veloci senza avere una qualità di resa.
basterebbe mettere il green/white/chequered, ma in F1 non hanno ancora capito che le gare che finiscono sotto safety-car sono una accoltellata allo spettacolo.
Non serve necessariamente il green/white/chequered per evitare confusione…basta semplicemente farle finire con le luci gialle accese e la safety car davanti a tutti…come oggi la regola mi sembra un pò ipocrita: un finto arrivo in corsa, per non urtare la suscettibilità dei puristi, quando in realtà non si può superare e quindi si è comunque in regime di caution…
ma io il green/white/chequered nn lo intendo come sistema x evitare confusione, ma per dare un finale decente e non pietoso come la conclusione di una corsa sotto safety car, poichè questa “neutralizza” una corsa andrebbe anche “neutralizzato il numero di giri percorsi con essa, ma invece di rischiare corse da 100 giri, almeno permettere un finale decente con due giri sempre liberi alla fine.
In ogni caso ieri ci sono stati fin troppi incidenti in gara. Segno da una parte che i driver essendo spinti a dover aggredire chi stà davanti rischiano molto di più. Cosa che gli anni passati con le soste ai box c’è chi attendeva invece di attaccare.
E così si è sfiorato il limite delle 2 ore.
Il succo della questione-Alesi sta non solo nel giudizio in sè, ma in quello che ci sta dietro…oltre al tono arrogante con cui è stato detto…in partica il principio esposto neanche tanto velatamente è che chi è veloce, ricco e potente deve avere strada libera e nessuno lo deve intralciare…questa è la vera antisportività…lo sport insegna, prima di tutto, che tutti hanno gli stessi diritti…quindi ognuno deve avere il diritto di fare la sua corsa finchè si lotta per la posizione…
Bisognerebbe avere invece l’onestà intellettuale di dire che la presunta più grande categoria automobilistica al mondo è stata costretta ad ammettere delle squadre inadeguate altrimenti avrebbe avuto una griglia molto povera…ora si lamentano? Mi dispiace, ma è la Formula 1 che ha voluto questa cosa…si abbia l’onestà di ammettere che la Formula 1 ha bisogno di queste vetture inadeguate altrimenti farebbe la brutta figura di non riuscire a mettere insieme neanche venti macchine…
Confermo e sottolineo la problematica esposta da Strazzulla. La F1 ha costi enormemente elevati e regole spesso peregrine che, specie negli ultimi 10 anni, hanno spudoratamente preso a prestito e dallo USAC e sopratutto dalla CART: rifornimento box, kers/PtP, pit-stop open/closed, gare in notturna e sopratutto gare su misto non-permanente, quando fino al 2000 tali corse dovevano essere drasticamente ostacolate perchè pericolose ai fini agonistici.
Per anni hanno chiuso le iscrizioni portando poi molte storiche scuderie alla chiusura e dando poi spazio ad altre meno ben preparate per raggiungere una griglia in quanto Mr. E venda un prodotto con almeno 20 vetture al via salvando spettacolo televisivo.
La CART costava un centesimo della F1, è stata spacciata come categoria da cui si è staccata la ‘costola’ IRL, quando la IRL è la continuazione naturale dello USAC e oggi ci ritroviamo una F1 incoerente e che perde nuovamente pezzi per strada, in ultime le voci di accordi fra Virgin e Hispania, uno USAC sempre più CARTizzato e una CART che non esiste più.
Una CART che ha gestito pessimamente gli ultimi 10 anni della propria esistenza e che avrebbe potuto benissimo espandersi in maniera solida ben al di sopra delle 20 vetture al via.
La F1 impara ad essere ‘razzista’ ma incapace di rinnovarsi autonomamente.