ISTANBUL – Sembrava l’ennesima gara destinata a vivere sul dominio di casa Red Bull. Ci aveva provato, nelle fasi iniziali, Lewis Hamilton a infilarsi in mezzo alle due vetture di Milton Keynes, ma un problema nel montaggio di una gomma ai box aveva consentito a Sebastian Vettel di tornare in seconda posizione e ricomporre la doppietta virtuale per il suo team.
Invece, al 41° giro, arriva l’inaspettato colpo di scena: Vettel, venendo meno all’accordo di congelare le posizioni, affianca in rettilineo Webber, approfittando di un errore di quest’ultimo; l’australiano non ci sta e stringe oltremodo il tedesco. I due arrivano al contatto e finiscono fuori pista: per Vettel la gara sarà finita, mentre Webber riuscirà a rientrare ai box per riparare i danni al musetto e arriverà terzo.
La McLaren, dunque, dal canto suo incassa di buon grado il regalo e ringrazia, portando a casa la seconda doppietta della stagione e una vittoria comunque meritata per Hamilton, la prima del 2010. Anche i suoi due piloti hanno vissuto un momento di lotta interna, al 48° giro, con un sorpasso e controsorpasso comunque corretti che hanno riconsegnato la leadership al campione del mondo 2008.
Grazie a questo 1-2, la squadra di Woking riesce a scalzare di un solo punto la Red Bull dalla vetta della classifica costruttori, mentre tra i piloti in testa rimane Webber, con 93 punti, inseguito dal duo Button-Hamilton, rispettivamente a quota 88 e 84, e da Alonso a 79. Vettel, con questa battuta a vuoto, scende invece dalla prima addirittura alla quinta posizione, con sole 78 lunghezze.
Gara tranquilla per le due Mercedes, che partono e arrivano alle spalle delle due squadre di testa, in quarta e quinta posizione. La Renault ha invece il suo bel da fare a tenere dietro le Ferrari, ma alla fine ci riesce con Kubica, sesto davanti a Massa e Alonso, mentre Petrov giunge solo 15° dopo una sosta ai box extra per un contatto con lo spagnolo.
Gara incolore per le monoposto di Maranello, apparse addirittura come quinta forza in campo oggi in termini di competitività. A punti anche la Force India con Sutil e la Sauber con Kobayashi.
La cronaca
Lucas di Grassi scatta dai box per un problema dell’ultimo momento al motore della sua Virgin. Tutti i big scelgono le gomme morbide per il primo stint di gara. Al via scattano male le due McLaren che perdono una posizione a testa a vantaggio rispettivamente di Vettel e di Schumacher. Ma già nel corso del primo giro, si riprendono le loro posizioni.
Il passo delle due McLaren è secondo solo a quello del leader Webber e in breve tempo Hamilton si porta alle sue spalle pronto ad attaccarlo per strappargli il comando. Già ai box, invece, Hulkenberg e Buemi, quest’ultimo con la posteriore destra dechappata.
Nei primi 10 giri di gara Hamilton si mantiene a ruota di Webber ma non trova il varco per passare. Già all’11° giro arrivano però i primi pit stop, per Kobayashi e Barrichello; alla tornata successiva tocca alla prima Ferrari, quella di Alonso. Il primo dei big a fermarsi per la propria sosta è Sebastian Vettel, seguito nel giro successivo dal duo Webber-Hamilton.
L’inglese spera di approfittare del pit stop per scavalcare l’australiano, ma non ha fatto i conti con un problema nel montaggio di una gomma posteriore, che gli costa qualche decimo e la seconda posizione a vantaggio di Vettel. Button ritarda di qualche giro e, grazie a dei tempi eccezionali, si accoda al gruppo dei primi tre.
Anche Alonso guadagna due posizioni dalla sosta e si porta in top ten. Mentre ci si avvicina a metà gara, i primi quattro piloti continuano a procedere in trenino, e nel muretto dei box inizia a girare la notizia che la pioggia sta arrivando sul circuito. Nel frattempo proseguono i doppiaggi e mentre il duo Senna-Di Grassi viene passato dal gruppetto che si è creato alle spalle di Rosberg, il pilota della HRT arriva lungo e perde una posizione a vantaggio del connazionale della Virgin.
Si ritirano al 35° giro entrambe le Lotus, con Trulli che parcheggia a bordo pista e Kovalainen che rientra nel garage. Il colpo di scena arriva al 41° giro: Vettel affianca Webber in rettilineo, che alla curva successiva lo stringe. I due si toccano, il tedesco finisce in testacoda e deve abbandonare la gara, mentre l’australiano rientra ai box per sostituire il muso danneggiato.
In testa si ritrovano dunque Hamilton e Button, davanti alla Red Bull di Webber, terzo dopo la sua sosta, e alle due Mercedes. Al 48° passaggio, Hamilton commette un errore che permette a Button di affiancarsi e di scavalcarlo brevemente all’ultima curva, ma passano pochi istanti e, alla prima staccata del giro successivo, Lewis risponde e torna in testa.
Si ritira Bruno Senna, costretto a rientrare ai box. Fernando Alonso attacca Vitaly Petrov per l’ottava posizione e nel farlo tocca l’anteriore destra del russo, che deve dunque rientrare ai box e lasciare l’ultimo posto in zona punti alla Sauber di Kobayashi. Tutto regolare, invece, in testa, dove Hamilton e Button centrano una doppietta fondamentale per la McLaren.
Fabrizio Corgnati





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